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I minori migranti: una sfida urgente, crescente e a lungo termine che esige una migliore risposta da parte dell'UE  

Per far fronte al problema sempre più grave dei bambini e degli adolescenti che giungono o cercano di arrivare in Europa tramite canali irregolari, vi è bisogno di un "sistema coerente" che punti a fornire loro "normalità e stabilità", quale che sia la soluzione adottata fra integrazione, reinsediamento in Europa o rimpatrio. È quanto ha dichiarato il Comitato europeo delle regioni (CdR) - l'Assemblea UE degli enti locali e regionali – in un parere adottato l'11 ottobre, le cui raccomandazioni puntano a migliorare la tutela, l'accesso alla giustizia, la sistemazione e l'integrazione dei minori migranti e a far sì che i funzionari locali, nazionali e dell'UE prestino una maggiore attenzione ai loro problemi.

Le proposte del CdR - contenute in un parere elaborato da Yoomi Renström (SE/PSE), consigliera comunale di Ovanåker e relatrice del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d'Europa sull'accoglienza ai migranti - costituiscono una risposta agli sforzi compiuti dalla Commissione europea per far fronte ad uno degli aspetti più gravi e delicati della sfida posta dai rifugiati e dai migranti, ossia l'aumento del numero di rifugiati e migranti irregolari di età inferiore ai 18 anni che muoiono durante il viaggio verso l'Europa oppure vi arrivano ma poi scompaiono.

"L'Unione europea ha bisogno di un sistema coerente; i responsabili politici e i funzionari locali, nazionali ed europei devono collaborare alla realizzazione di obiettivi comuni nel far fronte a questa sfida sempre più importante, che è al tempo stesso urgente e a lungo termine", ha affermato Renström. "Sappiamo che bisogna attenersi pienamente allo spirito e alla lettera del diritto internazionale e l'UE dispone degli strumenti giuridici necessari; tuttavia esiste un obiettivo più ampio da perseguire: quello di dare ai minori migranti un senso di normalità e di stabilità a breve e a lungo termine. Offrire ai minori migranti vulnerabili la protezione, l'integrazione e l'istruzione di cui hanno bisogno è tutt'altro che facile, in un momento in cui il loro numero è in netto aumento, eppure alcuni governi locali e nazionali hanno elaborato una serie di buone pratiche che dimostrano come con piccoli interventi ben mirati si possano fare enormi passi avanti. Nondimeno, molte cose possono e devono essere migliorate. Ad esempio, è inaccettabile che alcuni minori vivano di fatto in condizioni di quasi detenzione".

"Un passo essenziale in tal senso è quello di definire un sistema adeguato di tutela", ha aggiunto Renström, precisando che "i tutori garantiscono la necessaria protezione, e grazie al loro lavoro diminuisce il rischio di scomparsa e aumentano le opportunità di integrazione dei minori, ma è essenziale che questa tutela sia esercitata da professionisti ben formati, incaricati di occuparsi solo di un numero limitato di minori. Purtroppo, però, non è così in tutta Europa. Nel mio paese, la Svezia, esiste un sistema di tutela che, pur non essendo perfetto, ci ha comunque permesso di constatare i vantaggi dell'affidamento dei minori ad un tutore".

Il Comitato europeo delle regioni raccomanda che ogni centro di accoglienza disponga di un responsabile della tutela dei minori, che vi siano diverse possibilità di alloggio per i giovani in arrivo e che venga esclusa qualsiasi forma di detenzione. I minori dovrebbero essere trattati come "casi prioritari", con valutazioni individuali volte a definire i loro bisogni specifici in termini di protezione. Nelle sue raccomandazioni, il CdR sottolinea i pericoli di emarginazione a lungo termine, gli svantaggi socioeconomici e culturali e la vulnerabilità allo sfruttamento che interessano in particolar modo i minori arrivati in Europa, e sottolinea la cruciale importanza dell'integrazione e di un "accesso precoce ed efficace a un'istruzione formale inclusiva".

Il parere richiama l'attenzione su una serie di carenze nella riforma del sistema europeo comune di asilo, compreso il fatto che, nel suo documento sui minori migranti, la Commissione non "tenga conto delle circostanze e delle condizioni in cui gli enti locali e regionali operano", e sottolinea anche l'inadeguatezza dei finanziamenti e del sostegno a favore di città e regioni. In esso, inoltre, il CdR pone l'accento sulla mancanza di criteri per individuare e valutare "l'interesse superiore del minore", accoglie con favore i piani dell'UE per colmare questa lacuna e chiede sistemi di accertamento dell'età in linea con il quadro giuridico per far fronte alle differenze esistenti in tutta l'UE. Il CdR evidenzia infine l'importanza di migliorare i dati disponibili, in modo che siano comparabili tra gli Stati membri e forniscano informazioni di base quali ad esempio il sesso dei minori migranti.

Contatti stampa:
Andrew Gardner
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andrew.gardner@cor.europa.eu