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La transizione verso l'energia verde e una decarbonizzazione sistematica sono essenziali per assicurare l'indipendenza dell'Europa dall'energia russa  

La crisi energetica e l'invasione russa dell'Ucraina hanno evidenziato l'importanza delle energie alternative e di una rapida decarbonizzazione nell'Unione europea, per garantire una maggiore giustizia ambientale nelle città e nei comuni ed evitare le disuguaglianze dovute alle crisi legate alla politica energetica. I membri del Comitato europeo delle regioni (CdR) hanno dato un chiaro segnale in questo senso con l'adozione, nel corso della sessione plenaria del 28 aprile, di un parere in cui si chiede che il sistema di scambio di quote di emissione (ETS) e il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) siano adattati alle esigenze delle città e delle regioni dell'UE.

L'invasione russa dell'Ucraina e la crisi energetica che essa ha provocato in Europa hanno dimostrato che è soprattutto attraverso le sue ambizioni in materia di ambiente, come il pacchetto Pronti per il 55% (Fit for 55) e la transizione verso un approvvigionamento energetico verde e decentrato, che l'Unione europea potrà rendersi indipendente dai fornitori di energia esterni. La fissazione del prezzo del carbonio e una decarbonizzazione efficace costituiscono degli strumenti potenti per realizzare questa transizione.

Nel parere sul tema Far funzionare il sistema di scambio di quote di emissione (ETS) e il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) per le città e le regioni dell'UE, i membri del CdR chiedono che la transizione verso un approvvigionamento energetico sostenibile nelle regioni e nelle città preveda un assetto equo sul piano sociale. A tal fine, le risorse finanziarie provenienti dal Fondo per la modernizzazione dell'UE, destinate ad accrescere l'efficienza energetica, dovrebbero essere accessibili a livello regionale per garantire che la tassazione del carbonio contribuisca alla coesione territoriale dell'UE, anziché ostacolarla.

Peter Kurz, sindaco di Mannheim e relatore di questo parere, ha chiarito che "la risposta alla guerra in Ucraina non può consistere nel mettere in discussione gli strumenti efficaci di cui disponiamo per assicurare la transizione, tra cui, in particolare, la fissazione del prezzo del carbonio. Al contrario, il conflitto non fa che confermare la convinzione, che nutriamo da anni, che è necessario abbandonare i combustibili fossili e fare in modo che la transizione non lasci indietro nessuno, persona o regione che sia. Dobbiamo garantire che il pacchetto "Pronti per il 55%" funzioni per le città e le regioni e che ne tenga conto sia nel nuovo sistema di scambio di quote di emissione riveduto che nella creazione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere. E e che protegga nel contempo i gruppi e i territori più vulnerabili grazie a un Fondo sociale per il clima".

I rappresentanti delle regioni e delle città hanno inoltre sottolineato la necessità di tenere conto degli enti locali e regionali nella valutazione e nella revisione del nuovo sistema di scambio di quote di emissione, e di assicurare una cooperazione efficace tra questo sistema e il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, al fine di garantire un'economia climaticamente neutra e competitiva nelle regioni dell'Unione europea. Per garantire che gli effetti distributivi che potrebbero derivare dalla fissazione del prezzo del carbonio siano equi, è necessario rispettare i tre principi seguenti: garantire solidarietà ed equità tra gli Stati membri nell'attuazione del sistema di scambio di quote di emissione e del CBAM, assicurare solidarietà ed equità all'interno degli Stati membri e considerare l'impatto territoriale di tali politiche, in particolare nelle regioni che stanno già attraversando una profonda trasformazione per quanto riguarda il loro sviluppo sociale ed economico.

Gli enti locali e regionali svolgono un ruolo di grande rilievo nell'attuazione delle politiche di mitigazione dei cambiamenti climatici, in particolare per quanto riguarda il nuovo sistema ETS per i settori del trasporto stradale e dell'edilizia. I leader locali e regionali chiedono pertanto che gli enti locali e regionali siano inclusi nella distribuzione dei proventi del sistema ETS e che siano responsabili della gestione di almeno 20% delle risorse derivanti dalla vendita all'asta delle quote nell'ambito di tale sistema. Il parere sottolinea inoltre che è importante che le entrate generate dall'ETS riformato siano destinate a finanziare l'azione per il clima.

Contatto stampa:

Theresa Sostmann

Tel. +32 2282 2457

Theresa.Sostmann@cor.europa.eu

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