È tempo di eliminare la povertà energetica in Europa  
I governi locali invitano la Commissione europea a proporre obiettivi specifici per ridurre la povertà energetica entro il 2030 ed eliminarla entro il 2050

La povertà energetica è una sfida rilevante per la società e produce effetti diretti sulla salute di circa 54 milioni di europei ( CE ). L'aumento dei tassi di povertà energetica è dovuto ai prezzi elevati dell'energia, ai redditi bassi e ad abitazioni male isolate, umide e insalubri. Negli ultimi dieci anni i prezzi dell'elettricità hanno subito un'impennata nella maggior parte dei paesi: questo aumento, combinato con la recente crisi economica e finanziaria e con le scarse prestazioni energetiche del parco immobiliare europeo, ha aumentato le preoccupazioni riguardo alla povertà energetica in Europa.

La povertà energetica colpisce l'11 % circa della popolazione dell'UE, ossia 54 milioni di europei. Tuttavia, la maggior parte dei paesi dell'UE ancora non hanno individuato o quantificato i consumatori energetici vulnerabili, né hanno adottato misure adeguatamente mirate per lottare contro la povertà energetica.

Fortemente preoccupato dal problema della povertà energetica, il Comitato europeo delle regioni ha adottato all'unanimità il parere dal titolo Governance multilivello e cooperazione intersettoriale per la lotta contro la povertà energetica , che presenta una serie di proposte tra cui l'ulteriore sviluppo della definizione europea di povertà energetica, investimenti mirati nell'efficienza energetica, una revisione del mercato unico affinché sia in grado di offrire prezzi bassi per l'energia alle famiglie e la definizione di obiettivi temporalmente definiti per porre fine alla povertà energetica.

La relatrice Kata Tüttő (HU/PSE) , consigliera del XII distretto di Budapest, ha dichiarato che "oggi sono oltre 50 milioni gli europei costretti a scegliere se mangiare o riscaldarsi, e che vivono in una situazione di povertà energetica. Questa situazione ha effetti gravi sulla salute e sul benessere delle persone, e sappiamo che essa colpisce in modo particolare le donne. Il diritto a un'energia pulita e a prezzi accessibili, che fa parte anche dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, dovrebbe essere garantito a ogni cittadino europeo. Incoraggiando gli investimenti nell'efficienza energetica per rinnovare il parco immobiliare europeo e creando sistemi specifici di protezione sociale e un mercato unico efficiente e competitivo in grado di offrire prezzi bassi per l'energia ai consumatori, l'UE apporterà dei benefici diretti e mostrerà il proprio valore aggiunto ai cittadini. Una transizione energetica e climatica giusta che non lasci indietro nessuno deve iniziare con l'eliminazione della povertà energetica."

Gli Stati membri concordano sul fatto che i prezzi energetici di base per gli utenti domestici non possono essere lasciati all'autoregolamentazione del mercato. Per limitare i costi eccessivi dell'energia, le città e le regioni esortano l'UE a definire quadri giuridici che diano agli Stati membri e agli enti locali e regionali gli strumenti adatti per garantire a tutti un'energia a prezzi accessibili. In tal senso, il CdR fa eco all'invito, rivolto dal Parlamento europeo alla Commissione europea, affinché fornisca ulteriori orientamenti sulle situazioni in cui gli Stati membri sono autorizzati a intervenire sul mercato per evitare che un "numero significativo di famiglie" si ritrovi "in condizioni di povertà energetica".

I leader locali propongono una moratoria sull'interruzione o sulla sospensione della fornitura di servizi energetici di base per i cittadini che non sono in grado di pagare le bollette.

Le città e le regioni invitano gli Stati membri a recepire nella legislazione nazionale la direttiva aggiornata sulla prestazione energetica nell'edilizia (EPBD) al più tardi entro marzo 2020. La nuova direttiva, entrata in vigore il 9 luglio 2018, prevede delle misure per aumentare il tasso di riqualificazione degli edifici, passando a sistemi più efficienti sul piano energetico, e per migliorare la prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione.

Tuttavia, i membri rammentano che la nuova direttiva dovrebbe essere completata con obiettivi supplementari e investimenti per rinnovare il parco immobiliare europeo, senza i quali gli sforzi per eliminare la povertà energetica risulteranno insufficienti.

Una fornitura adeguata di riscaldamento, raffreddamento, illuminazione ed energia per alimentare i dispositivi elettrici rappresenta un servizio essenziale, ed è necessaria per garantire un tenore di vita dignitoso e la salute dei cittadini. Si parla di povertà energetica quando un individuo o una famiglia non ha accesso a servizi energetici adeguati nella propria abitazione ( CE ).

I leader locali chiedono di prorogare il mandato previsto per l'Osservatorio europeo sulla povertà energetica, in modo che continui nella propria opera di raccolta e valutazione di dati, apportando un contributo essenziale per migliorare le politiche volte ad eliminare la povertà energetica. I membri ricordano che due terzi degli Stati membri non hanno ancora avviato un monitoraggio dell'evoluzione della povertà energetica sulla base di misurazioni quantitative.

Nota per la stampa:

La povertà energetica è definita come "una situazione nella quale una famiglia o un individuo non sia in grado di pagare i servizi energetici primari (riscaldamento, raffreddamento, illuminazione, mobilità e corrente) necessari per garantire un tenore di vita dignitoso, a causa di una combinazione di basso reddito, spesa per l'energia elevata e bassa efficienza energetica nella propria abitazione" (definizione a cura del Patto dei sindaci per il clima e l'energia). Il Patto dei sindaci per il clima e l'energia ha definito la povertà energetica come il proprio terzo pilastro e svolge così un ruolo trainante nel mantenere tale problematica all'ordine del giorno all'orizzonte 2030.

Quasi l'11 % della popolazione dell'UE potrebbe essere colpito dalla povertà energetica. Leggere qui il testo integrale dello studio.

Per informazioni su ciascun paese, si rimanda alla relazione "La povertà energetica nell'Unione europea " , elaborata dalla Rete europea dell'energia (2019).

La povertà energetica è una forma di povertà specifica, associata a una serie di conseguenze negative per la salute e il benessere delle persone - aggravamento delle malattie respiratorie e cardiache nonché dei problemi mentali dovuto alle basse temperature e allo stress associato all'impossibilità di pagare le bollette energetiche, come pure scarso rendimento scolastico per i bambini colpiti. Nei fatti, la povertà energetica ha un effetto indiretto su molti settori strategici, tra cui la sanità, l'ambiente e la produttività. Affrontare la povertà energetica è potenzialmente in grado di apportare molteplici benefici, tra cui la riduzione della spesa sanitaria pubblica, la diminuzione dell'inquinamento atmosferico e delle emissioni di CO 2 , un maggiore comfort e benessere, un miglioramento dei bilanci familiari e un aumento dell'attività economica.( CE )

Con il pacchetto Energia pulita per tutti gli europei , la Commissione ha proposto una serie di misure per affrontare la povertà energetica rafforzando l'efficienza energetica, introducendo garanzie dalle disconnessioni e migliorando la definizione e il monitoraggio di questo problema a livello di Stati membri (SM) tramite i piani nazionali per l'energia e il clima (PNEC). Di conseguenza, il contesto legislativo dell'UE in materia di povertà energetica è oggi in via di profonda trasformazione. La povertà energetica viene menzionata nella nuova direttiva sull'efficienza energetica (2018/2002), nella nuova direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia (2018/844) e nel regolamento sulla governance (2018/1999). Anche la direttiva sull'energia elettrica (2009/72) fa riferimento alla povertà energetica, e la sua versione riveduta è stata frutto di un accordo politico raggiunto nel dicembre 2018. (Per saperne di più cliccare qui) .

Secondo l' Osservatorio UE della povertà energetica , gli indicatori principali per individuare la povertà energetica sono una "spesa energetica bassa in termini assoluti" , la presenza di "arretrati nel pagamento delle bollette delle utenze domestiche" , una "quota elevata del reddito destinata alle spese per l'energia " e "l'incapacità di riscaldare adeguatamente la casa " .

Negli ultimi dodici anni i prezzi dell'elettricità per i consumatori domestici hanno registrato un aumento costante. Il costo medio per chilowattora nell'UE-28 è passato dagli 0,18 EUR del primo semestre 2007 agli 0,21 EUR del secondo semestre 2018 (Eurostat), ma con differenze considerevoli tra gli Stati membri.

La Danimarca (0,31 €), la Germania (0,30 €), il Belgio (0,29 €), l' Irlanda (0,25 €) e la Spagna (0,24 €) sono i cinque paesi in cui il prezzo al chilowattora è più elevato, comprese tutte le tasse e le imposte. Invece, gli Stati membri nei quali il prezzo al chilowattora si attesta ai livelli più bassi sono la Bulgaria (0,10 €), la Lituania (0,10 €), l' Ungheria (0,11 €), la Romania (0,13 €), Malta (0,13 €) e la Polonia (0,13 €) (Eurostat) .

Tra gli indicatori principali della povertà energetica figurano gli "arretrati nel pagamento delle bollette" , che mostrano la quota di utenti domestici che, a causa di difficoltà finanziarie, non sono riusciti a pagare in tempo le bollette (riscaldamento, elettricità, gas, acqua, ecc.). Nell'UE-28 la media relativa a tale dato è diminuita dal 9 al 7 % dal 2010 al 2017, ma si riscontrano ancora differenze molto marcate. Nel 2017 ben il 38 % dei greci , il 30 % dei bulgari e il 21 % dei croati ha dichiarato di aver pagato in ritardo le bollette energetiche a causa di problemi finanziari. I seguenti paesi hanno tutti registrato un tasso al di sopra del 7 % (la media UE): Romania (16 %), Slovenia (14,3 %), Ungheria (13,9 %), Cipro (13,7 %), Lettonia (11,9 %), Polonia (8,5 %) e Spagna (7,4 %). (Eurostat) .

EPBD (direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia) 2018/844 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia e la direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica

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