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La "ondata di ristrutturazioni" sarà determinante per la ripresa economica e sociale dell'Europa  

In quest'intervista Enrico Rossi (IT/PES), consigliere comunale di Signa (Firenze) ed ex presidente della regione Toscana (2010-2020), risponde a sei domande sul suo parere riguardante l'iniziativa europea "ondata di ristrutturazioni" (Renovation Wave), adottato a marzo dal Comitato europeo delle Regioni. L'ondata di ristrutturazioni, lanciata il 14 ottobre 2020 dalla Commissione europea , mira a migliorare la prestazione energetica del parco immobiliare dell'Unione e costituisce una tappa fondamentale della tabella di marcia del Green Deal europeo . Dato che gli edifici rappresentano il 40% del consumo energetico europeo e il 36% delle emissioni di gas a effetto serra, la loro ristrutturazione è fondamentale affinché l'UE possa raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Attraverso il parere elaborato da Enrico Rossi, le città e le regioni chiedono una revisione dei regimi di aiuti di Stato, regole di bilancio più flessibili per massimizzare gli investimenti e le ristrutturazioni, target subnazionali per la ristrutturazione degli edifici e l'integrazione delle fonti di energia rinnovabile nei progetti di ristrutturazione. Il CdR e la Commissione europea hanno appena firmato un piano d'azione per accelerare il rinnovamento e la decarbonizzazione del parco immobiliare dell'UE .

Enrico Rossi, lei ha iniziato a lavorare sulla "ondata di ristrutturazioni" (Renovation Wave) mesi fa, anche prima della pubblicazione del documento da parte della Commissione Europea, riconoscendone la rilevanza. Perché pensa che questa strategia sia importante per le città e le regioni europee nel 2021?

Considero la ondata di ristrutturazioni un pilastro determinante per la riuscita del Green Deal europeo e per una solida ripresa economica e sociale dell’Europa. Città e regioni devono guardare con attenzione a questa strategia per due ordini di motivi.

Il primo è indubbiamente il clima. Oggi in Europa gli edifici sono responsabili del 40% del consumo di energia e del 36% delle emissioni di gas serra. È evidente che per centrare l'obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 occorre una vera e propria rivoluzione nei settori dell'urbanistica e dell'architettura orientata sin dall'ideazione dei progetti alla transizione “verde” e sostenibile dei nostri territori, promuovendo e incentivando anche il riuso dei materiali.

Il secondo motivo è la ripresa economica tesa al contrasto delle disuguaglianze. L'ondata di ristrutturazioni è un’opportunità per riavviare i motori dell'economia, creando occupazione e rigenerando gli spazi delle nostre città. Si stima che il suo dispiegamento potrebbe portare circa 4 milioni di nuovi posti di lavoro. Al tempo stesso, la strategia si presenta come uno strumento ideale per gli investimenti in edilizia popolare, sociale e pubblica, dagli ospedali alle scuole. Dunque, sviluppo economico, sostenibilità energetica e rafforzamento di coesione sociale e solidarietà.

L'ondata di ristrutturazioni è considerata un perfetto esempio di ripresa "verde" (Green Recovery), dove le scelte legate al clima incontrano la necessità di rilanciare le economie locali: quali sono le condizioni perché questo potenziale diventi realtà?

Le risorse di cui l’Unione europea potrà godere nei prossimi anni sono straordinarie se contiamo il Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 e Next Generation EU , noto anche come Recovery Plan. Insieme equivalgono a circa 1.800 miliardi di euro. Ma, se vogliamo utilizzare appieno questa enorme disponibilità di risorse e le opportunità che si presentano con l'ondata di ristrutturazioni, è necessario che i territori siano coinvolti nella programmazione e nell’attuazione dei Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza.

Chiediamo con insistenza una governance multilivello, anche in tema di finanziamenti. In particolare sarebbero molto utili uno strumento di assistenza tecnica, accessibile a tutte le autorità regionali e locali per l'attuazione della Strategia, e regole di bilancio più flessibili per le amministrazioni. Penso al modello decentrato sui territori del meccanismo ELENA (European Local ENergy Assistance) della Banca europea per gli investimenti (BEI), e a una maggiore sinergia tra quest’ultimo e il programma Ue per la ricerca e l'innovazione Horizon Europe , per consentire di passare dalle buone pratiche a investimenti di grande dimensione. La BEI deve diventare una banca climatica dell’Unione europea e rendere i finanziamenti più accessibili, anche attraverso modalità di decentramento sui territori, seguendo magari il modello degli ONE-STOP-SHOP regionali o di uffici ad-hoc dedicati a determinati progetti.

Quando si parla dell'ondata di ristrutturazioni si pensa subito agli edifici, ma nel suo parere si parla molto anche di quartieri e città. Perché pensa che questa dimensione sia così rilevante?

Finora le strategie di efficientamento energetico hanno avuto come protagonista il singolo edificio, se non addirittura il singolo appartamento. Ma grazie all'ondata di ristrutturazioni abbiamo l’occasione per cambiare la scala di intervento. Questa strategia, per funzionare davvero, dovrà essere in grado di produrre un'ondata verde in interi quartieri. Per questo accogliamo con favore la comunicazione della Commissione che sottolinea l’importanza dell'approccio di distretto e delle comunità energetiche.

Abbiamo un’occasione formidabile per favorire la rigenerazione urbana, spingendo verso il "consumo zero" di nuovo suolo e l'uso sempre più diffuso di soluzioni basate sulla natura, nel quadro di un'ambiziosa strategia di economia circolare.

Recentemente la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, ha lanciato un'iniziativa chiamata " Nuovo Bauhaus europeo ", quali sono i legami tra quest'ultima e l'ondata di ristrutturazioni?

Il nuovo Bauhaus europeo è un’idea davvero interessante, che può dare un'anima alla riqualificazione urbana e ripensare radicalmente i nostri quartieri, le nostre periferie e i nostri centri storici. Penso che il dialogo tra il nuovo Bauhaus europeo e l'ondata di ristrutturazioni possa avvenire su alcuni dei punti di cui parlavo prima: approccio di distretto e comunità energetica, coinvolgimento dei territori e dei cittadini. Possiamo valorizzare il potenziale creativo dei migliori cervelli di cui è ricca la società europea mettendolo a disposizione della grande trasformazione che il Green Deal europeo intende realizzare.

Nel suo parere lei chiede una cooperazione rafforzata sull'ondata di ristrutturazioni fra il Comitato europeo delle Regioni e le altre istituzioni europee, a partire dalla Commissione. Cosa può fare il CdR per promuovere e sostenere l'attuazione dell'ondata di ristrutturazioni?

La missione del Comitato è dar voce ai territori, anche a quelli più rurali e più periferici, nel processo decisionale e in quello legislativo dell’Ue. L'ondata di ristrutturazioni ha suscitato l'interesse soprattutto della Commissione, che riconosce nelle autorità locali e regionali un livello di governo indispensabile per la realizzazione della strategia. Le due istituzioni hanno appena siglato un piano d'azione per una cooperazione rafforzata , al fine di accelerare l'attuazione delle politiche del Green Deal, creando le condizioni in termini di volontà politica, capacità tecniche e di assorbimento dei fondi UE e nazionali. Il piano d'azione vuole anche garantire che i nuovi atti legislativi siano idonei alla loro rapida implementazione, lavorando in anticipo su potenziali ostacoli e vincoli mentre si passa dal livello dell'UE al livello nazionale, regionale e locale; ma anche trarre il massimo dalle iniziative dal basso, promuovendo sinergie tra diversi livelli di governo e rafforzando il rapporto tra i cittadini.

Lei sottolinea che la strategia per l'ondata di ristrutturazioni deve basarsi non solo sul Green Deal europeo ma anche sul Pilastro europeo dei diritti sociali. Quanto è importante la dimensione sociale in questa rivoluzione urbana?

La dimensione sociale è fondamentale. La battaglia contro la crisi climatica deve essere una battaglia contro le diseguaglianze e per la giustizia sociale. Non dobbiamo lasciare indietro nessuno. Il 17% degli europei vive in case sovraffollate e ci sono 34 milioni di cittadini in condizione di povertà energetica. L'ondata di ristrutturazioni dovrebbe contribuire all'attuazione del diritto di ogni persona di disporre di un alloggio economicamente accessibile e salubre. Lo prevede il principio 19 del Pilastro europeo dei diritti sociali . Faccio un esempio, è necessario mettere un freno al fenomeno dei "ristrusfratti" (renovictions), che stanno costringendo molte persone a lasciare le proprie case perché non riescono a far fronte all’aumento degli affitti provocato dalle ristrutturazioni volute dai proprietari.

C’è poi la difficoltà di molte nostre aziende ad affrontare le sfide del cambiamento e la necessità di tutelare la nostra forza lavoro promuovendo percorsi di riconversione socialmente sostenibile. L'intera filiera delle costruzioni deve essere aiutata a superare il gap esistente in termini di conoscenze, qualifiche, tecnologie e facilitare l'avvio di nuove imprese innovative.

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