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"La crisi della Covid-19 ha reso evidenti le disuguaglianze tra donne e uomini"  

Intervista con Concha Andreu (ES/PSE), relatrice del CdR sulla parità di genere

In questa intervista Concha Andreu Rodríguez (ES/PSE), presidente della regione spagnola La Rioja, parla della strategia dell'UE per la parità di genere e dell'impatto della pandemia di Covid-19 sulle donne. Concha Andreu è la relatrice del parere adottato questa settimana dalla commissione Politica sociale, istruzione, occupazione, ricerca e cultura (SEDEC) del Comitato europeo delle regioni (CdR), la cui adozione in sessione plenaria è prevista per ottobre.

Lei è la relatrice del parere del CdR sulla strategia dell'UE per la parità di genere. Cosa pensa delle proposte della Commissione e quali sono le principali raccomandazioni formulate nel suo parere?

La comunicazione Un'Unione dell'uguaglianza: la strategia per la parità di genere 2020-2025 è uno strumento preziosissimo per realizzare progressi concreti in materia di parità di genere nell'Unione europea.

La Commissione europea ha presentato la strategia in concomitanza con il 25º anniversario dell'adozione della dichiarazione e della piattaforma d'azione di Pechino, ossia il primo piano d'azione universale per promuovere la parità tra donne e uomini. Nonostante il tempo trascorso, la dichiarazione e la piattaforma sono tuttora valide, perché resta ancora molto da fare in materia di parità di genere. La comunicazione della Commissione europea ci aiuterà anche a conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile in cui la parità di genere è un elemento essenziale per uno sviluppo inclusivo e sostenibile.

Tuttavia, vi sono margini per migliorare la governance della strategia. Noi, gli enti locali e regionali, siamo i grandi assenti dalla strategia. Come soggetti principali della gestione delle politiche che interessano direttamente i cittadini, dobbiamo svolgere un ruolo nella strategia e, pertanto, invitiamo la Commissione europea a considerarci partner strategici nella concezione, nell'attuazione e nel monitoraggio della strategia.

Come descriverebbe l'impatto della pandemia di Covid-19 sulle donne?

Dopo questi mesi in prima linea nella gestione della pandemia di Covid-19 nella mia regione, una delle prime a essere interessata e una delle più duramente colpite dalla pandemia in Spagna, posso dire che la crisi ha presentato aspetti molto diversi. Non si è trattato solo di una crisi sanitaria o economica; abbiamo anche dovuto affrontare problemi sociali derivanti dalla disuguaglianza.

La Covid-19 non ha generato più disuguaglianze, ma ha messo in luce, in una forma più acuta, quelle esistenti. Tra queste, la disuguaglianza di genere è stata una delle principali. In tutte le sezioni del parere abbiamo incluso punti relativi alla pandemia di Covid-19, dove abbiamo affrontato la violenza di genere aggravata da situazioni di confinamento, le difficoltà incontrate da molte donne in tutta l'UE nel conciliare il telelavoro con i compiti di assistenza, il fatto che sono state le donne a svolgere lavori in prima linea durante la pandemia (come operatrici sanitarie, addette alla cura e all'assistenza dei bambini e degli anziani, lavoratrici domestiche, lavoratrici del settore del commercio ecc.), la situazione di vulnerabilità che si è aggravata per le donne nei paesi in via di sviluppo…

La strategia è stata sviluppata e pubblicata prima dello scoppio della crisi sanitaria della Covid-19 e in questo senso possiamo dire che è ora incompleta e si dovrebbe valutare come la crisi non ha fatto che rendere ancora più visibile le disparità già esistenti tra donne e uomini. La strategia dovrebbe insegnarci a prevedere strumenti per la resilienza di genere di fronte a crisi future.

Lei è la prima donna a ricoprire la carica di presidente della regione La Rioja. In che modo il governo regionale promuove la parità di genere?

Abbiamo creato la prima struttura del governo regionale che si occupa di parità, la Direzione generale per la parità, che coordina le azioni in questo senso attraverso la Commissione interdipartimentale per la parità, un organismo in cui tutti gli assessorati sono rappresentati per promuovere l'azione per la parità nei diversi settori. Ciò ci consente di affrontare specifiche disuguaglianze in settori quali le zone rurali, l'occupazione e la conciliazione tra lavoro e vita privata o la cultura.

Oltre al lavoro d'integrazione della dimensione del genere nell'azione quotidiana dell'amministrazione, che è essenziale, stiamo promuovendo lo sviluppo normativo per rendere permanente questa struttura di incorporazione trasversale della dimensione di genere all'interno dell'amministrazione e promuovere l'uguaglianza in riferimento a tutti gli altri attori sociali. D'altro canto, riteniamo essenziale, nel promuovere la parità a livello regionale, la sensibilizzazione e la divulgazione su questo tema; l'aspetto giuridico della repressione è importante e necessario, ma ritengo che il fattore reale di trasformazione sia il fatto che la società faccia propri gli ideali e i principi di parità e diversità.

Per raggiungere questi obiettivi, stiamo lavorando alla legge sulla parità e partecipando a iniziative che difendono tale principio, come il manifesto "¿Dónde están ellas?" (Dove sono le donne?), un'iniziativa lanciata dall'Ufficio di collegamento del Parlamento europeo in Spagna, consistente in una relazione in cui si analizza annualmente il numero di donne che partecipano agli eventi pubblici in cui vi è più di un relatore, al fine di migliorare le cifre anno dopo anno. All'iniziativa hanno già aderito più di 150 istituzioni, media, imprese, enti ecc.

Cosa possono fare a livello europeo il Comitato europeo delle regioni e altre istituzioni dell'UE?

Il dibattito sulla strategia è ora avviato e la strategia dovrà essere approvata dal Consiglio e dal Parlamento europeo. Il Comitato delle regioni sta contribuendo al processo con questo parere , ma, al di là della procedura di adozione della strategia, alla quale partecipiamo, noi enti regionali e locali rivendichiamo il nostro ruolo di partner fondamentali nell'attuazione della strategia.

In virtù delle nostre competenze in quanto responsabili di politiche pubbliche, consideriamo la dimensione di genere nello sviluppo di tutte le politiche. Nel parere avanziamo una serie di richieste alle istituzioni europee, chiediamo di essere coinvolti in modo strutturato nella rete dell'Unione europea sulla prevenzione della violenza di genere e nella realizzazione della campagna di sensibilizzazione e comunicazione, che sarà lanciata su scala europea, necessaria per combattere gli stereotipi di genere. Chiediamo inoltre finanziamenti adeguati per le politiche di genere, utilizzando i programmi previsti nel quadro finanziario pluriennale.

Il Comitato ha una percentuale molto bassa di donne tra i suoi membri, il che in una certa misura riflette la scarsa presenza delle donne nelle posizioni di rappresentanza a livello locale e regionale. Sebbene la situazione stia cambiando, vi sono ancora pochissime donne con responsabilità politiche in tutta Europa. Il Comitato delle regioni dovrebbe adottare una strategia in materia di parità di genere, come hanno già fatto alcuni dei partiti politici al suo interno, dando così un chiaro segnale che le cose devono cambiare.

Siamo inoltre la vetrina ideale per la presentazione e lo scambio delle buone pratiche in materia di genere da parte degli enti locali e regionali europei, e dobbiamo continuare a sviluppare tale spazio di discussione e di condivisione delle esperienze in modo che possiamo, in quanto rappresentanti regionali e cittadini, avere un feedback e venire a conoscenza di azioni applicabili ai nostri territori.

E-mail di contatto

Lauri Ouvinen

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lauri.ouvinen@cor.europa.eu