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Politica di coesione - Le regioni e le città chiedono di prorogare le misure eccezionali di flessibilità introdotte per far fronte alla pandemia di COVID-19  

Il CdR ha scritto alla Commissione europea mettendo in evidenza l'urgenza della richiesta avanzata da enti locali e regionali, che continuano a dover gestire le conseguenze della crisi

Da un sondaggio condotto dal Comitato europeo delle regioni (CdR) emerge chiaramente che gli enti locali e regionali chiedono la proroga delle misure di flessibilità introdotte l'anno scorso per impiegare i fondi strutturali dell'UE e gli aiuti di Stato nella lotta contro la pandemia di COVID-19. Per le regioni e le città, è necessario il mantenimento delle regole straordinarie al fine di assicurare la continuità degli investimenti di emergenza e la realizzazione d'iniziative fondamentali, come quelle per la conservazione dei posti di lavoro . Tale richiesta è contenuta in una lettera , firmata congiuntamente dal Presidente del CdR Apostolos Tzitzikostas e dalla presidente della commissione COTER del CdR Isabelle Boudineau, inviata alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e ai commissari responsabili dei settori coinvolti.

Nel corso degli ultimi dodici mesi, le città e le regioni si sono battute in prima linea per contrastare la crisi provocata dalla COVID-19. Le due iniziative d'investimento in risposta al coronavirus ( CRII e CRII+ ) hanno introdotto misure di flessibilità eccezionali che si sono rivelate utili per usare i fondi della politica di coesione per il periodo 2014-2020 al fine di finanziare azioni di contrasto alla pandemia di COVID-19, come gli investimenti nel settore sanitario, sostegni alle PMI e al mercato del lavoro. Inoltre, gli Stati membri hanno da poco iniziato ad attuare il nuovo programma REACT-EU , un'iniziativa di emergenza che vale 47,5 miliardi di euro di fondi strutturali per sostenere i paesi e le regioni che hanno maggiormente accusato le ripercussioni della pandemia.

Per far fronte alle conseguenze concrete della pandemia ed evitare qualsiasi interruzione degli investimenti - vitali in una fase così delicata -, i leader regionali e locali devono continuare a poter contare su questo quadro normativo straordinario. Per comprendere come le autorità di gestione dei fondi strutturali abbiano portato avanti questi tre strumenti di emergenza, la commissione Politica di coesione territoriale e bilancio dell'UE ( COTER ) ha realizzato un sondaggio tra i membri del CdR. Dai risultati emerge chiaramente la richiesta di prorogare le misure di flessibilità previste nel quadro delle iniziative CRII e CRII+, al fine di certificare debitamente tutti i costi ammissibili, aumentare i tassi di assorbimento e ridurre i possibili errori.

In quest'ottica, la Commissione europea dovrebbe considerare di:

  • prorogare ancora per un anno, al di là del 30 giugno 2021, la possibilità di beneficiare di un tasso di cofinanziamento dell'UE pari al 100% per gli investimenti fatti attraverso i fondi strutturali,
  • estendere la regola "N+3",
  • aumentare temporaneamente la soglia per gli aiuti in regime de minimis .

La proroga tempestiva delle norme sulla flessibilità salvaguarderebbe gli investimenti necessari ai cittadini e alle imprese che stanno affrontando la crisi, e ridurrebbe il carico di lavoro di centinaia di autorità di gestione regionali. Queste ultime sono soggette a enormi pressioni per effetto della conclusione dei programmi della politica di coesione per il periodo 2014-20, del lancio dei programmi per il 2021-27 e del contributo all'avvio dei piani nazionali per la ripresa e la resilienza.

Nella lettera , il Presidente del CdR Apostolos Tzitzikostas e la presidente della commissione COTER Isabelle Boudineau sottolineano che una proroga delle misure di flessibilità aiuterebbe le città e le regioni a tener fede al loro impegno di usare al meglio la politica di coesione con la massima efficienza, trasparenza e titolarità, garantendo nel contempo la transizione verso una società sostenibile, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e il Green Deal europeo.

Ulteriori informazioni:

Il sondaggio sull'attuazione delle iniziative di investimento in risposta al coronavirus (CRII e CRII+), che è stato avviato lo scorso maggio dalla commissione COTER del CdR, ha raccolto le opinioni e le esperienze di 67 rappresentanti degli enti locali e regionali (funzionari, politici o responsabili di altro tipo), di autorità di gestione dei programmi operativi dei fondi strutturali, nonché di altre parti interessate a livello locale e regionale, tutti direttamente coinvolti in CRII, CRII+ e REACT-EU, in 20 Stati membri dell'UE. Questi sono: Austria, Belgio, Bulgaria, Cechia, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Spagna, Svezia e Ungheria.

I risultati del sondaggio sono consultabili qui .

Gli Stati membri sono sempre tenuti a partecipare al finanziamento degli investimenti realizzati con l'apporto dei fondi strutturali. I tassi di cofinanziamento variano in funzione non solo dello Stato membro considerato, ma anche della regione interessata, perché dipendono dalla prosperità in termini relativi dei territori dell'UE. Oltre alle procedure semplificate e ai meccanismi di flessibilità già possibili, la CRII prevede la possibilità per gli Stati membri di avvalersi, per i programmi operativi pertinenti, di un tasso di cofinanziamento UE pari al 100% , esentandoli quindi dall'obbligo di partecipare al co-finanziamento con risorse proprie.

La regola "N+3" è la metodologia di disimpegno applicata al periodo di programmazione 2014-2020. Secondo tale regola, la Commissione europea attende il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui una data somma è stata impegnata nel quadro del pertinente programma operativo per disimpegnare quella somma, o una sua parte, qualora non sia stata spesa.

Con il termine aiuti de minimis si fa riferimento alle sovvenzioni statali di piccolo importo, desinate ad attività commerciali o produttive (si tratta perlopiù di imprese), che gli Stati membri dell'UE non sono tenuti a notificare alla Commissione europea. L'importo massimo delle sovvenzioni è di 200 000 euro ad impresa lungo un periodo di 3 anni.

Contatto stampa:

Matteo Miglietta

Tel. +32 (0)470 895 382

matteo.miglietta@cor.europa.eu

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