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Il sostegno per l'integrazione a livello locale deve rimanere un elemento fondamentale della politica dell'UE in materia di migrazione  

I responsabili politici locali e regionali degli Stati membri dell'UE hanno visitato il centro di accoglienza per i rifugiati Eleonas ad Atene (foto) e hanno espresso la loro preoccupazione per la mancanza di sostegno alle misure di integrazione a livello locale e regionale. Il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha raccomandato a più riprese di rendere i fondi dell'UE a sostegno dell'accoglienza e dell'integrazione dei migranti direttamente accessibili agli enti locali e regionali, che hanno competenze fondamentali in questi ambiti.

La commissione Cittadinanza, governance, affari istituzionali ed esterni (CIVEX) si è riunita giovedì ad Atene per discutere la recente proposta concernente il Fondo Asilo e migrazione formulata dalla Commissione europea per il prossimo quadro finanziario pluriennale dell'UE 2021-2027. Il CdR adotterà la sua posizione alla sessione plenaria di ottobre. Nel progetto di parere in materia elaborato da Peter Bossman (SI/PSE), sindaco di Pirano, il Comitato deplora che gli Stati membri non siano più obbligati ad assegnare almeno il 20 % dei finanziamenti disponibili a interventi in materia di asilo e il 20 % a interventi nel settore dell'integrazione, poiché questo comporta il rischio che la lotta all'immigrazione irregolare e il rafforzamento delle frontiere esterne dell'UE siano considerati prioritari rispetto ad altri interventi.

"È opportuno incoraggiare gli Stati membri a utilizzare parte della dotazione assegnata ai loro programmi per finanziare misure di integrazione attuate da enti locali e regionali e dalla società civile, nonché programmi di rimpatrio volontario assistito e di reinserimento, e alternative efficaci al trattenimento" ha affermato il relatore generale Bossman.

Barbara Duden (DE/PSE), presidente della commissione CIVEX e membro del Parlamento di Amburgo, ha sottolineato che "dobbiamo fare in modo che i nuovi arrivati non si sentano emarginati. Servono pertanto ingenti investimenti nelle nostre infrastrutture sociali, in partenariato con le città e le regioni. Allo stesso tempo, molte delle cause profonde della migrazione sono collegate all'insufficiente sviluppo economico, sociale e politico. La cooperazione allo sviluppo dell'UE deve dare maggiore rilievo, rispetto al passato, alla cooperazione con i governi locali e regionali. Solleveremo certamente questo punto nel nostro prossimo parere sullo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale, poiché l'attuale proposta della Commissione europea non presta sufficiente attenzione alla dimensione locale".

Il secondo giorno della riunione Lefteris Papagiannakis, vicesindaco di Atene per i migranti, i rifugiati e il decentramento municipale, ha accolto la delegazione del CdR guidata dal primo vicepresidente Markku Markkula presso il centro statale di accoglienza per rifugiati Eleonas, che ospita oltre duemila persone di diverse nazionalità.

"La Grecia è stata duramente colpita dalla crisi economica, cui ha fatto seguito l'afflusso massiccio di migranti nel 2015. Per far fronte alle esigenze dei nuovi arrivati e facilitarne integrazione, abbiamo creato una rete di dodici città, piccole, medie e grandi, che coprono l'intero territorio della Grecia e lavorano assieme nella stessa direzione" ha dichiarato Papagiannakis.

"Apprezziamo moltissimo gli sforzi del governo greco e delle autorità locali e regionali, che hanno fornito riparo a centinaia di migliaia di migranti in tempi economicamente difficili", ha osservato Markkula. "Riteniamo che l'UE dovrebbe adottare le misure necessarie a favore di una politica comune in materia di asilo e migrazione, basata sui principi di solidarietà e di equa ripartizione delle responsabilità. Ma la riuscita di una politica di migrazione e di integrazione richiede anche una maggiore collaborazione con i governi, le imprese e la società civile a livello locale".

Intervenendo a un convegno organizzato a margine, nella giornata di venerdì, dalla commissione CIVEX e dall'Unione centrale dei comuni greci, Dimitris Avramopoulos, commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha sollecitato una maggiore integrazione politica nel settore della migrazione, della sicurezza e delle frontiere, a cominciare con la revisione del sistema di Dublino e con la definizione di nuovi percorsi per la migrazione regolare. Ha poi osservato che le comunità locali hanno bisogno di maggiori mezzi per essere più efficienti in questo settore e ha ringraziato il CdR per il suo contributo all'Agenda europea sulla sicurezza.

Il convegno di venerdì si è concentrato sulla percezione della sicurezza da parte dei cittadini europei, in calo soprattutto negli Stati membri che hanno recentemente subito attentati terroristici. Georgios Patoulis (EL/PPE), sindaco di Maroussi e presidente dell'Unione centrale dei comuni greci ha concluso affermando che "è indispensabile rafforzare il senso di sicurezza dei cittadini, senza tuttavia pregiudicarne i diritti individuali e le libertà individuali. Dobbiamo trovare insieme la soluzione migliore e mantenere il necessario equilibrio a beneficio dei cittadini".

Maggiori informazioni

Eleonas è un centro per l'accoglienza dei rifugiati situato nella periferia di Atene e gestito dal governo, sotto il controllo del ministero greco per la Migrazione. Aperto nell'agosto 2015, è stato il primo centro di accoglienza per rifugiati nella Grecia continentale. Attualmente ospita circa duemila persone di diverse nazionalità. Finora il centro ha ricevuto finanziamenti attraverso il Fondo di sicurezza interna dell'UE e lo Strumento di sostegno di emergenza dell'UE.

La commissione CIVEX ha altresì adottato una serie di raccomandazioni per il futuro allargamento dell'UE in un progetto di parere elaborato da Franco Iacop (IT/PSE), consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia. Iacop, pur rammaricandosi che nei Balcani occidentali si sia assistito ad un allentamento dell'azione riformista orientata all'adesione all'UE, accoglie con favore il compromesso raggiunto tra la Grecia e l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia sulla denominazione ufficiale del paese. Inoltre, ricorda che gli aiuti che l'UE mette a disposizione dei Balcani occidentali e della Turchia per contribuire alla gestione dei flussi migratori devono giungere anche agli enti locali e regionali impegnati quotidianamente nell'opera di accoglienza e di sostegno.

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