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Migliorare l'approvvigionamento europeo di materie prime "critiche" è essenziale per il Green Deal e per la resilienza delle industrie chiave  

Il piano d'azione sulle materie prime critiche presentato dalla Commissione europea nel settembre scorso è oggetto di un parere che sarà discusso dai leader locali e regionali il 18 marzo durante la sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni (CdR). Molte industrie chiave europee, in particolare quelle che impiegano tecnologie orientate al futuro, dipendono fortemente dalle materie prime "critiche", la maggior parte delle quali sono importate da paesi terzi. Nel parere elaborato da Isolde Ries (DE/PSE), prima vicepresidente del parlamento regionale del Saarland, si sottolinea la necessità di affrontare la questione dell'eccessiva dipendenza dell'UE da paesi non europei promuovendo un uso circolare delle risorse, migliorando il riciclaggio e le catene di approvvigionamento e ampliando l'estrazione di materie prime critiche all'interno dell'Unione europea. Nel parere, inoltre, si sottolinea che gli enti locali e regionali devono svolgere un ruolo fondamentale nella salvaguardia dell'approvvigionamento futuro di tali materie prime.

La Commissione europea definisce "critiche" le materie prime di cruciale importanza economica che non possono essere ottenute in modo affidabile e sostenibile all'interno dell'Unione europea (UE). Su scala globale, meno del 5% delle materie critiche viene estratto o prodotto nell'UE, mentre le industrie europee assorbono il 20% circa del consumo mondiale di tali risorse. Un approvvigionamento sicuro e affidabile di materie prime critiche è di vitale importanza per settori cruciali dell'economia europea come quelli automobilistico, siderurgico e sanitario, nei quali lavorano milioni di cittadini europei. L'UE dipende in particolare dalle importazioni delle materie prime critiche che sono componenti essenziali delle tecnologie orientate al futuro, come le batterie o gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, che contribuiscono a trainare la transizione verde in Europa. Si prevede che, nei prossimi decenni, la domanda di tali risorse continuerà ad aumentare drasticamente.

La relatrice del parere del CdR Isolde Ries (DE/PSE) , prima vicepresidente del parlamento regionale del Saarland, ha dichiarato che " le economie moderne come quella europea, contraddistinte da lunghe catene del valore, non possono funzionare senza un approvvigionamento di materie prime sicuro, competitivo e rispettoso dell'ambiente . Dobbiamo pertanto garantire l'accesso dell'UE alle materie prime critiche, facendo leva sull'uso efficiente delle risorse, su prodotti sostenibili e sull'innovazione. Un approvvigionamento di tali materie prime sicuro e affidabile, nonché più responsabile sul piano ambientale e sociale, è di vitale importanza non solo per le industrie europee e i milioni di posti di lavoro che da esse dipendono, ma anche per il buon esito dell'attuazione del Green Deal europeo. "

Nel parere, si sottolinea che gli enti locali e regionali, in quanto direttamente responsabili dell'approvazione e supervisione dei progetti industriali che comportano l'uso o l'estrazione di materie prime critiche all'interno dell'UE, devono svolgere un ruolo fondamentale nella salvaguardia dell'approvvigionamento futuro di materie prime critiche; e si invoca altresì un rafforzamento sostanziale delle capacità di riciclaggio all'interno dell'Unione. Inoltre, occorre diversificare le forniture di materie prime critiche provenienti da paesi terzi e, per ridurre la dipendenza dell'UE da tali importazioni, sostenere – tanto sul piano politico quanto su quello finanziario – l'estrazione di materie prime critiche all'interno degli Stati membri. Questo punto assume particolare rilievo per le regioni europee che sono state o sono tuttora regioni minerarie, le quali dovrebbero valutare le eventuali opportunità di estrazione di materie prime nel loro territorio.

Infine, il CdR accoglie con favore l'annuncio – effettuato dalla Commissione parallelamente a quello del piano d'azione – di un' Alleanza europea per le materie prime aperta a tutte le parti interessate, comprese le regioni.

L'esito finale della votazione sul parere del CdR sarà proclamato alla fine della sessione plenaria il 19 marzo.

Ulteriori informazioni:

Nel settembre 2020 la Commissione europea ha annunciato un piano d'azione sulle materie prime critiche . Ogni tre anni la Commissione pubblica un elenco delle materie prime critiche per l'UE. Nel 2020 sono state classificate come "critiche" 30 materie prime, alcune delle quali, come il litio e il cobalto, stanno assumendo un'importanza sempre maggiore per il settore energetico. Nel 2011 le materie prime definite "critiche" erano soltanto 14. Gli elenchi via via aggiornati di tali materie prime e ulteriori informazioni al riguardo sono disponibili qui . La Commissione europea ha inoltre pubblicato uno studio prospettico sulle materie prime critiche per le tecnologie e i settori strategici dell'UE.

Oltre al piano d'azione, lo scorso anno la Commissione europea ha lanciato l' Alleanza europea per le materie prime , con l'obiettivo di chiamare le imprese, gli Stati membri, le regioni e la società civile a unire le forze per ridurre la dipendenza dell'UE dall'approvvigionamento di materie prime critiche provenienti da paesi terzi.

Il testo integrale dell'intervista alla relatrice Isolde Ries è disponibile qui .

Contatto stampa:

Tobias Kolonko

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