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Sistema europeo comune di asilo: regioni e città chiedono di rafforzare l'assistenza legale per i migranti e le tutele per i minori  

L'8 febbraio il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha accolto con favore le proposte della Commissione Europea per uniformare le norme per i richiedenti asilo ma chiede che l'UE si prepari a gestire i flussi migratori verso l’Europa con politiche strutturali e di lungo periodo. Pieno sostegno anche a partenariati con paesi terzi da sviluppare attraverso una maggiore cooperazione a livello municipale e regionale.

 

Il Comitato delle Regioni ha presentato le sue proposte per garantire un accesso efficace all’assistenza legale da parte dei migranti, per tutelare meglio i migranti minori e sostenere finanziariamente enti locali e regionali impegnati sul fronte della crisi dei rifugiati. Per quanto riguarda la cooperazione con i paesi dell’Africa e del Medio Oriente, il Comitato chiede all’UE di puntare di più sulla collaborazione tra città e regioni in modo da coinvolgere direttamente più cittadini e opinione pubblica. In particolare, per quanto riguarda il nuovo Piano UE per gli investimenti esterni, lanciato a settembre con l'obiettivo di mobilitare risorse per 88 miliardi di euro, il Comitato chiede che regioni e città di stati terzi possano avere accesso diretto ai fondi ed essere direttamente coinvolti nella governance.

 

Enzo Bianco (IT/PSE), sindaco di Catania e relatore del parere sulla riforma del sistema di asilo ha sottolineato che " E' urgente dotare l'UE di un sistema armonizzato, ma regioni e città temono - ed è una mia forte preoccupazione personale - che alcune delle norme proposte siano troppe rigide, limitino i diritti e servano a ben poco per aiutare i migranti che sbarcano sulle nostre coste e le città e le regini che li accolgono. Ciò accade perché l'UE sembra illudersi di essere alle prese con un'emergenza una tantum, mentre quello che abbiamo di fronte è un incremento di lungo periodo degli aspiranti migranti. Serve quindi un sistema più chiaro, semplice e veloce, che sia però anche equo per tutti e non mortifichi i diritti e la dignità dei migranti. In particolare bisogna intervenire subito per occuparsi dei minori non accompagnati, il cui numero va rapidamente aumentando ".

 

Questo è il secondo parere elaborato da Bianco sulla riforma delle norme UE in materia di asilo. Nel precedente testo sull'argomento, adottato dal CdR nel dicembre 2016, si chiedevano modifiche al meccanismo di reinsediamento per renderlo più equo ed efficace sia per i profughi, sia per gli Stati membri, inclusi quei paesi che preferiscono pagare delle penali piuttosto che accettare il reinsediamento di richiedenti asilo sul loro territorio.

 

Parlando dei partenariati in materia di migrazione conclusi con 16 paesi terzi, il sindaco di Pirano Peter Bossman (SI/PSE) ha così riassunto il proprio punto di vista: "Questi partenariati devono avere tre obiettivi immediati: salvare vite, consentire la migrazione legale e prestare il nostro aiuto ai profughi quanto più vicino possibile ai luoghi di origine. Il nostro fine ultimo dev'essere un impegno modulato con questi paesi terzi e i loro enti locali e regionali per controllare meglio i flussi migratori e per migliorare l’accoglienza, l’integrazione e il reinserimento dei migranti. Ma sono le regioni e le città a farsi carico di garantire, ad esempio, l’accesso al mercato del lavoro, all'alloggio, all'istruzione e all'assistenza sanitaria."

 

Peter Bossman, la cui famiglia è stata costretta a lasciare il Ghana negli anni '60, ha dichiarato che i partenariati non dovrebbero pregiudicare i diritti umani. Nel parere da lui predisposto si osserva che non tutti i paesi potenziali partner dell'UE per questi accordi possono essere considerati "paesi terzi sicuri" o presentano un bilancio accettabile nel campo dei diritti umani.

 

L'8 febbraio il CdR ha anche adottato un parere in cui chiede che l'aggiornamento del Consenso europeo sullo sviluppo includa la "gestione ordinata delle migrazioni" tra le finalità degli aiuti allo sviluppo. Il relatore Jesús Gamallo Aller (ES/PPE), ha sottolineato espressamente che l'UE deve cooperare di più con le città e le regioni se intende realizzare l'obiettivi di sviluppo sostenibile dell'ONU di "rendere le città inclusive, sicure, resilienti e sostenibili."

 

 

Nota per la stampa:

Vincenzo Bianco, sindaco di Catania sulla costa orientale della Sicilia, avvocato di formazione, è stato ministro italiano degli Interni in due governi nel periodo 1999-2001. È stato deputato e senatore del Parlamento italiano e ha presieduto il Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti. È stato eletto sindaco di Catania per la prima volta nel 1988.

• Nato in Ghana, Peter Bossman è sindaco della città slovena di Pirano. Costretta ad abbandonare il Ghana, la sua famiglia si è stabilita in Europa nel 1966. Bossman ha studiato medicina in quella che allora era la Iugoslavia, dove viveva ed esercitava come medico, e nel 2010 è stato eletto sindaco di Pirano.

Il parere del CdR sulla Riforma del sistema europeo comune di asilo – 2° Pacchetto e un quadro dell'Unione per il reinsediamento, elaborato da Vincenzo Bianco (IT/PSE) e adottato l'8 febbraio, ha per tema centrale le norme sull'accoglienza e il reinsediamento dei migranti in arrivo in Europa, con particolare riguardo ai minori non accompagnati. Il parere rivolge una serie di raccomandazioni all'UE, tra cui: rafforzare l’assistenza legale (soprattutto per i minori), adattare la procedura di ricorso, chiarire il concetto di "primo paese di asilo", consentire il reinsediamento dei migranti entrati irregolarmente nell'UE più di cinque anni fa, ampliare le fonti di informazione dell'Unione, aumentare i finanziamenti destinati ai centri di accoglienza e agli enti locali e regionali, e garantire a questi ultimi un maggiore accesso a tali centri. Il parere del CdR sul tema Riforma del sistema europeo comune di asilo, adottato l'8 dicembre 2016, è consacrato alla riforma del regolamento di Dublino, al meccanismo di ricollocazione dei richiedenti asilo, alla trasformazione in Agenzia dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) e al sostegno agli enti locali e regionali.

Nel parere sul tema Quadro di partenariato con i paesi terzi in materia di migrazione, a cura di Peter Bossman (SI/PSE), il Comitato accoglie con favore il quadro di partenariato in materia di migrazione lanciato dalla Commissione europea nel giugno 2016 e la successiva istituzione di un piano europeo di investimenti esteri. Nel documento il CdR offre il suo appoggio - a determinate condizioni - alla creazione di "punti di crisi" (hotspot) in paesi terzi, dove agenzie dell’UE possano affiancare le autorità nazionali nell'identificazione dei migranti in arrivo, e si dichiara favorevole al fatto che fondi per lo sviluppo vengano utilizzati per la sicurezza e la gestione delle frontiere. Approva inoltre l’offerta di incentivi ai paesi che accolgono dei profughi, riammettono i migranti irregolari e cooperano con l’UE. Nel parere il CdR formula una serie di raccomandazioni, ad esempio: chiede di introdurre requisiti di cofinanziamento nel quadro del piano di investimenti esteri; afferma che i "governi locali dovrebbero diventare dei partner per tutti e tre i pilastri" di tale piano; incoraggia la cooperazione tra l'UE e le comunità delle diaspore di migranti per il finanziamento degli investimenti; chiede all'Unione di investire al fine di "rafforzare la creazione di capacità locali"; esorta a rendere più agevole l'accesso alle informazioni da parte degli enti subnazionali dell'UE; e, infine, sollecita l'Unione a finanziare una cooperazione bilaterale tra singole città e singole regioni. Tra i 16 paesi partner previsti dal quadro, il Comitato considera particolarmente importanti la Libia, la Giordania, il Libano, la Tunisia e il Niger.

Il CdR collabora con gli enti locali e regionali dei paesi del vicinato orientale e meridionale dell’Unione europea nell'affrontare i problemi legati alla migrazione organizzando riunioni politiche, elaborando raccomandazioni strategiche e provvedendo allo scambio di buone pratiche. Durante la sessione plenaria del CdR, un gruppo di sindaci e funzionari libici ha effettuato a Bruxelles e a Mechelen una visita di studio incentrata sulla gestione finanziaria. Il 22 e 23 febbraio i membri del Comitato incontreranno loro omologhi del Medio Oriente e del Nord Africa per discutere di migrazione e della situazione in Libia. Il prossimo luglio il CdR organizzerà, in collaborazione con la Commissione europea, un incontro con la partecipazione di enti locali e regionali di paesi in via di sviluppo per valutare come realizzare una cooperazione bilaterale tra singole città e singole regioni volta a gestire la migrazione e alla mobilitazione per l'azione per il clima, oltre che a stimolare lo sviluppo economico.

 

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