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I criteri sociali e ambientali devono essere al centro del Fondo per una transizione giusta  

In questa intervista, Vojko Obersnel (HR/PSE), sindaco di Fiume (Croazia) e relatore sul Fondo per una transizione giusta (JTF), risponde a cinque quesiti relativi all'iniziativa dell'UE volta a sostenere le regioni più colpite dalla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio. Nel contesto della pandemia di Covid-19, la dotazione finanziaria proposta per il JTF è aumentata da 7,5 a 40 miliardi di euro. Il Comitato europeo delle regioni si è pronunciato sul JTF in un parere adottato nella sessione plenaria di luglio, nel quale manifesta apprezzamento per il sostegno dell'UE a favore di una transizione verde socialmente equa e sostenibile.

Il fondo per una transizione giusta è uno dei tre pilastri del Meccanismo per una transizione giusta , insieme al regime per una transizione giusta nell'ambito di InvestEU e a uno strumento di prestito per il settore pubblico sostenuto dal bilancio dell'UE . L'obiettivo è aiutare le regioni altamente dipendenti dai combustibili fossili – compresi il carbone, la torba, gli scisti bituminosi o i processi industriali ad alta intensità di gas a effetto serra – nella transizione verso la neutralità climatica.  

Quali sono i messaggi più importanti del parere da Lei elaborato?

Il parere adottato dal CdR pone i criteri sociali e ambientali al centro del Fondo per una transizione giusta. Il Fondo sarà strettamente collegato agli obiettivi del Green Deal europeo e farà sì che le regioni che ne beneficiano assumano un preciso impegno ad attuare l'accordo di Parigi, l'obiettivo dell'UE di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e gli obiettivi a medio termine per il 2030. L'aumento del bilancio per il JTF è accolto con favore dal parere del CdR, in cui si sostiene inoltre che i contributi aggiuntivi del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e del Fondo sociale europeo+ (FSE+) dovrebbero essere versati su base volontaria. Ciò, infatti, darà agli enti locali e regionali la flessibilità necessaria per finanziare i programmi in materia di mercato del lavoro attraverso il FSE+ e i progetti che contribuiscono alla transizione verde mediante il JTF.

In che modo questo parere del CdR può incidere sui negoziati tra i colegislatori?

Già durante la fase preparatoria del mio progetto di parere ho avuto una serie di incontri con i parlamentari europei che si occupano di questo tema. Ho anche avuto l'opportunità di illustrare le idee esposte nel mio progetto di parere alla commissione per lo sviluppo regionale (REGI) del Parlamento europeo, richiamando così l'attenzione su aspetti importanti per gli enti locali e le regioni in una delle prime fasi del processo legislativo. Delle 19 raccomandazioni formulate nel mio progetto di parere, 11 sono state presentate come emendamenti al Parlamento europeo. Il Comitato europeo delle regioni ha quindi influenzato positivamente il Parlamento europeo in relazione a molti aspetti di assoluto rilievo. Inoltre, abbiamo avuto contatti informali con rappresentanti della presidenza tedesca del Consiglio dell'UE e abbiamo constatato con soddisfazione che molte delle nostre raccomandazioni sono state incluse anche nel testo di tale istituzione.

Qual è il ruolo del nuovo Fondo nell'ambito del Green Deal europeo e del processo di ripresa dopo la crisi causata dalla pandemia di Covid-19? In che modo il nuovo Fondo aiuterà le regioni più colpite da questa crisi?

La pandemia di Covid-19 ha giustamente richiamato l'attenzione dell'UE e del mondo intero sulla necessità di salvare vite umane, di proteggere i posti di lavoro e di far ripartire l'economia. Detto ciò, apprezzo molto il fatto che la Commissione europea non abbia perso di vista neanche l'importanza di continuare a lottare contro i cambiamenti climatici e persino aumentato notevolmente il bilancio del Fondo per una transizione giusta, passato dai 7,5 miliardi iniziali a 40 miliardi di euro. Questo bilancio così rafforzato consentirà al JTF di aiutare le regioni beneficiarie a progredire nel cammino verso una transizione verde, sostenibile e socialmente equa e ad attuare gli obiettivi del Green Deal europeo. I programmi della politica di coesione, e in particolare il nuovo programma REACT-UE, sosterranno le regioni colpite dalla crisi. Il sostegno europeo, infatti, è necessario sia per la transizione verso un'economia verde che per la ripresa economica dopo la crisi della Covid-19.

Come si può rafforzare il ruolo degli enti locali e regionali nel processo di transizione? Che cosa possono fare le istituzioni (a livello europeo, nazionale e regionale) per collegare le esigenze reali delle regioni in transizione alle priorità politiche del JTF?

Gli enti locali e regionali svolgono un ruolo cruciale nell'attuazione del Green Deal, ma il successo dei progetti ambientali non dipende soltanto dalla disponibilità di fondi per finanziarli. Occorre infatti innanzitutto che i cittadini si uniscano alla lotta contro i cambiamenti climatici e alla transizione verso un'economia verde. In quanto sindaco, ho il compito di ascoltare i miei cittadini e di coinvolgerli in ogni progetto da realizzare nel nostro comune, indipendentemente dal fatto che le normative da applicare siano adottate a livello locale, regionale, nazionale o europeo. E questo vale altresì per il Fondo per una transizione giusta. Il JTF può essere uno strumento efficace per aiutare i lavoratori delle miniere di carbone soltanto se viene attuato in maniera socialmente equa. Ecco perché, nel parere che ho elaborato, ho insistito sugli aspetti sociali di questo nuovo Fondo. Abbiamo bisogno dei cittadini affinché il JTF abbia successo, e i nostri cittadini hanno bisogno di noi per creare le condizioni appropriate, in modo che nessuno sia lasciato indietro.

Cosa pensa dei criteri per accedere al sostegno del JTF? Ritiene che tengano conto in modo adeguato della varietà degli scenari presenti nelle diverse regioni dell'UE?

Ogni regione ha le proprie specificità, delle quali occorre tener conto. E, nel cammino verso la neutralità climatica, molte regioni si trovano in posizioni di partenza diverse. Nondimeno, andrebbero stabilite delle regole applicabili a tutte le regioni colpite. Le possibilità di finanziamento proposte per il Fondo per una transizione giusta non sono una novità assoluta, considerato che la maggior parte delle attività potrebbe essere finanziata anche da altri programmi della politica di coesione. Ma l'attenzione specifica che il JTF dedica a questi temi fa sì che esso contribuisca al Green Deal europeo in una misura senza precedenti. Nel suo parere il Comitato europeo delle regioni ha incluso un punto supplementare sulle attività da finanziare, in cui propone di accordare agli enti locali e regionali la flessibilità necessaria per adattare i programmi proposti alle particolari esigenze e alle specificità dei rispettivi territori.

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