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Le città e le regioni intensificano la loro azione per regolamentare le piattaforme online e aprire una strada d'accesso sicura ai mercati digitali per le PMI  

Il Comitato europeo delle regioni (CdR) rafforza il proprio impegno a favore del vasto progetto legislativo dell'UE per un maggiore controllo democratico sulle piattaforme internet dominanti e il ripristino di un'economia online in cui le condizioni siano uguali per tutti, che funzioni sia per le PMI che per i singoli consumatori. Alla sessione plenaria di giugno i membri del Comitato hanno adottato un parere in cui si appoggia la volontà della Commissione europea di regolamentare in modo più stringente i mercati e i servizi digitali, evidenziando nel contempo gli approcci innovativi e le competenze con cui le città e le regioni possono contribuire a una robusta ed efficace regolamentazione. Il parere del Comitato sulla legge sui servizi digitali fa parte di una più ampia rete di iniziative volte a presentare più nettamente il profilo del CdR quale uno dei motori nell'UE di una trasformazione digitale inclusiva.

Il pacchetto relativo alla legge sui servizi digitali è una proposta legislativa della Commissione europea composta da due iniziative: la legge sui servizi digitali e la legge sui mercati digitali. Il pacchetto prevede un aggiornamento e un rafforzamento del diritto europeo della concorrenza per rispondere alla domanda di una robusta regolamentazione delle piattaforme, e si propone di contenere il potere di mercato delle cosiddette "piattaforme gatekeeper", che controllano l'accesso delle imprese più piccole ai consumatori e si comportano come "legislatori" privati. Il pacchetto punta inoltre a contrastare la diffusione senza restrizioni della disinformazione obbligando le piattaforme ad assumersi le loro responsabilità nella distribuzione dei contenuti.

La regolamentazione delle piattaforme ha una forte dimensione regionale: buona parte dei settori in cui le piattaforme online svolgono un ruolo dominante – come i trasporti urbani, l'alloggio, la ricettività turistica o l'erogazione di servizi pubblici – è infatti regolamentata a livello locale e regionale. Gli enti locali e regionali hanno quindi un ruolo fondamentale nel definire e applicare normative efficaci, poiché dispongono dei dati e delle competenze pertinenti e sono il livello politico più vicino ai soggetti direttamente interessati.

La relatrice Rodi Kratsa (EL/PPE), presidente della regione Isole Ionie, ha dichiarato: " Questo parere consente alle autorità subnazionali di avere una voce più forte in capitolo e mira ad elaborare una regolamentazione in maniera accurata per ottenere il massimo impatto positivo ed evitare di creare nuovi problemi nel risolvere quelli già esistenti. La digitalizzazione è una realtà – che non ha fatto che espandersi con la pandemia in corso – e lo è anche la nostra dipendenza dalle infrastrutture digitali. Dobbiamo tutelare le PMI, che spesso sono in una posizione di dipendenza dalle piattaforme di grandi dimensioni e che subiscono notevoli conseguenze dalla perdita di accesso a piattaforme o servizi da cui sono sempre più dipendenti per i loro affari ".

La regolamentazione delle piattaforme ha inoltre delle implicazioni importanti per numerose PMI. Con il progredire della digitalizzazione delle imprese, le loro interazioni con i consumatori, i fornitori e altri contatti commerciali avvengono sempre di più tramite piattaforme private online, e questo accresce la dipendenza delle aziende da questi nuovi operatori ed espone i loro modelli imprenditoriali a rischi e incertezze. Nel parere il CdR si dichiara a favore di un quadro giuridico forte che tuteli l'accesso diretto delle PMI ai consumatori e, quindi, la loro capacità di competere a parità di condizioni. Tale richiesta è confermata anche dalle conclusioni di uno studio – discusse in un recente webinar del CdR – sulle condizioni giuridiche e politiche necessarie per sostenere la transizione digitale delle imprese tradizionali. La versione definitiva dello studio sarà pubblicata a metà luglio.

Un'altra importante preoccupazione affrontata nel parere del CdR è quella di attenuare e superare il "doppio divario digitale" dovuto all'ineguale distribuzione delle condizioni di partenza necessarie per sfruttare i potenziali vantaggi sociali ed economici della digitalizzazione, ossia l'accesso a reti ad alta capacità e l'alfabetizzazione digitale. Per lottare contro le disparità territoriali e sociali e garantire la "coesione digitale", il CdR insiste sull'urgente necessità di sostenere lo sviluppo di capacità a livello locale e di accelerare la diffusione di infrastrutture a banda larga. Queste sfide di enorme rilievo sono anche i temi regolarmente dibattuti dalla piattaforma per la banda larga del CdR , un forum istituito congiuntamente con la Commissione europea per mettere in comune conoscenze giuridiche, tecniche e pratiche e accelerare lo sviluppo di soluzioni che consentano a tutti i cittadini, alle PMI e alle amministrazioni pubbliche di navigare con successo nell'ambiente online.

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