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Le regioni e le città a Gentiloni: non può esserci impatto senza partenariato Gli enti locali sono fondamentali per investire i fondi UE destinati alla ripresa  

Il piano per la ripresa dell'Europa deve coinvolgere gli enti locali e regionali se vuole affrontare efficacemente le ripercussioni della crisi. Un approccio centralizzato, con decisioni adottate e imposte dall'alto, rischia di creare sovrapposizioni tra gli strumenti di finanziamento o persino di metterli in concorrenza tra loro, e questo potrebbe pregiudicare l'impatto del nuovo dispositivo per la ripresa e la resilienza. I membri del Comitato europeo delle regioni (CdR) hanno espresso queste loro preoccupazioni nel corso di un dibattito con il commissario europeo per l'Economia Paolo Gentiloni. Le opinioni e le proposte di miglioramento formulate dai membri hanno contribuito all'elaborazione di un parere adottato nella plenaria del CdR.

Le regioni e le città europee chiedono di modificare i regolamenti sul dispositivo per la ripresa e la resilienza e sul semestre europeo per assicurare che gli enti locali e regionali partecipino all'elaborazione dei piani nazionali di ripresa. Il CdR propone di sostenere il partenariato tra autorità nazionali ed enti territoriali con un codice di condotta che rafforzerebbe la legittimità democratica e l'efficacia del semestre europeo. Risulterà così più agevole coordinare l'inedito armamentario di strumenti di investimento che sarà presto messo a disposizione, evitando sovrapposizioni e incoerenze.

" Non ci sarà alcun impatto senza un partenariato ", ha osservato il Presidente del CdR Apostolos Tzitzikostas nel corso del dibattito con il commissario europeo per l'Economia Paolo Gentiloni . Il Presidente ha proposto di favorire, insieme alla Commissione, il coinvolgimento di regioni e città e di verificare l'impatto a livello territoriale del dispositivo per la ripresa e la resilienza convocando ogni anno un forum regionale su questo stesso tema.

Il commissario Gentiloni ha dichiarato: " Le competenze specifiche delle regioni e delle città sono essenziali per la strategia di ripresa dell'UE. I piani degli Stati membri in materia potranno avere successo solo se i governi nazionali lavoreranno di concerto con gli enti locali e regionali. Siamo pronti a cooperare per raggiungere questo traguardo, anche partecipando a forum regionali non appena sarà nuovamente possibile organizzare tali eventi " . Sul tema delle priorità di investimento, Gentiloni ha sottolineato che " i piani non saranno elaborati a Bruxelles, ma la Commissione ne assicurerà la coerenza con il nostro quadro comune, facendo in modo di rendere le nostre economie più sostenibili e resilienti, con un forte contributo alla duplice transizione verde e digitale. Osservo con piacere che questo corrisponde pienamente alle richieste avanzate dal CdR in merito al dispositivo per la ripresa e la resilienza " .

Richieste e proposte formulate dai leader regionali e locali sono illustrate nel parere sul tema Piano di ripresa per l'Europa a fronte della pandemia di Covid-19: dispositivo per la ripresa e la resilienza e strumento di sostegno tecnico , adottato nella sessione plenaria del CdR.

" Il messaggio che rivolgiamo alla Commissione europea e agli Stati membri è forte e chiaro: il piano di ripresa non spiccherà il volo senza il coinvolgimento di città e regioni tanto nella preparazione quanto nell'attuazione dei piani nazionali. Al tempo stesso, le misure per la ripresa da mettere in campo con la massima urgenza per resistere all'imminente tsunami economico e sociale che ci colpirà non dovrebbero essere attuate a discapito di investimenti sostenibili a lungo termine. Ecco perché siamo contrari al trasferimento di risorse dai fondi strutturali al piano di ripresa. E infine: gli insegnamenti che abbiamo tratto dalla crisi della Covid-19 andranno trasposti anche in una profonda riforma della governance economica europea, che dovrà diventare più democratica, oltre che più partecipativa e sostenibile ", è la conclusione del relatore generale del parere Christophe Rouillon (FR/PSE) , presidente del gruppo PSE al CdR e sindaco di Coulaines.

"La coesione economica, sociale e territoriale è un principio guida dell'UE e non dovrebbe essere trascurata, anche in una situazione come la pandemia. Noi pensiamo che non sia ancora chiaro quale sarà il ruolo che la Commissione assegnerà alle Regioni e come questo ruolo possa e debba essere esercitato nell'utilizzo delle risorse del Recovery fund a livello nazionale. Noi, governatori regionali e l’opinione pubblica nel suo intero, ci chiediamo in queste ore se queste risorse arriveranno in tempo per scongiurare che la crisi assuma risvolti ancora più catastrofici di quelli che essa ha già assunto" , ha dichiarato Marco Marsilio (IT/ECR) , presidente della Regione Abruzzo.

Gli enti locali e regionali sono responsabili di un terzo della spesa pubblica (33,6 %) e del 53 % degli investimenti pubblici nell'UE ( dati OCSE del 2018 ). Essi hanno enormi responsabilità e competenze in settori d'intervento che sono fondamentali per la ripresa e per le transizioni verde e digitale, dai trasporti al sostegno alle imprese, dall'ambiente all'istruzione e all'edilizia abitativa.

La pandemia di Covid-19 ha avuto pesanti ricadute negative sulla situazione finanziaria di comuni e regioni. In un sondaggio condotto dal CdR e dall'OCSE e consultabile nel primo barometro annuale regionale e locale dell'UE , il 76 % degli interpellati afferma che la mancanza di risorse finanziarie ha complicato notevolmente o abbastanza la gestione della crisi. Nel complesso, l'85 % dei partecipanti all'indagine prevede un impatto negativo elevato o moderato sulle finanze dei loro enti locali e regionali a medio termine (2021-2022). Il cosiddetto "effetto forbice" della pandemia - l'aumento dei costi per i servizi pubblici in parallelo alla diminuzione delle entrate provenienti da imposte o tasse - è una "bomba a orologeria" per le finanze locali.

Il CdR e la Commissione stanno discutendo dell'organizzazione, tra un anno, di un forum congiunto dell'UE sulla ripresa e la resilienza, per tracciare un bilancio del dispositivo per la ripresa e la resilienza, del suo impatto sul campo, del suo contributo alla realizzazione della duplice transizione verde e digitale e alla coesione. L'evento si baserà anche sul lavoro svolto dal CdR, in collaborazione con le associazioni di enti locali e regionali, per valutare il coinvolgimento delle città e delle regioni nell'elaborazione dei piani nazionali per la ripresa e la resilienza e, più in generale, nell'attuazione del dispositivo in materia.

Contesto:

Il dispositivo per la ripresa e la resilienza è lo strumento da 672,5 miliardi di euro (di cui 312,5 miliardi in sovvenzioni e 360 miliardi in prestiti) concepito per sostenere gli Stati membri dell'UE nell'attuazione delle riforme e negli investimenti nelle priorità comuni dell'Unione. Il dispositivo è il principale strumento finanziario incluso nel fondo di salvataggio Next Generation EU , lo strumento per la ripresa da 750 miliardi di euro, noto anche come piano per la ripresa dell'Europa .

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