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Le misure per la ripresa devono tener conto della parità di genere: ‎ questo l'appello delle città e delle regioni europee  

Possiamo avvicinare l'Europa ai cittadini aiutando le donne in casa, sul lavoro e in politica

La strategia dell'UE per la parità di genere dovrebbe affrontare anche il tema dell'impatto della pandemia di Covid-19, osserva il Comitato europeo delle regioni (CdR) in un parere adottato dall'Assemblea rappresentativa degli enti locali e regionali dell'Unione nella sessione plenaria del 14 ottobre. Secondo il CdR, la strategia dell'Unione europea - intitolata Un'Unione dell'uguaglianza: la strategia per la parità di genere 2020-2025 - deve associare alla propria governance gli enti locali e regionali, i quali hanno un ruolo fondamentale in questo campo e possono essere attori di primo piano nell'affrontare la questione della parità di genere grazie alle loro competenze specifiche.

La crisi della Covid-19 ha evidenziato ancora più nettamente una serie di disuguaglianze già esistenti, e tra queste in particolare la disuguaglianza di genere. Il Barometro regionale e locale del CdR, presentato il 12 ottobre, indica un aumento dei casi di violenza domestica segnalati durante il periodo di confinamento, benché non siano ancora disponibili insiemi di dati comparabili a livello dell'UE. In alcuni paesi, ad esempio la Lituania, gli episodi di violenza domestica sono aumentati del 20 % nell'arco di tre settimane di confinamento. In Spagna, il numero telefonico di emergenza per denunciare le violenze domestiche ha ricevuto il 18 % di chiamate in più durante le prime due settimane di lockdown. Le autorità regionali del paese hanno pubblicato un prontuario su come agire destinato alle donne vittime di violenza di genere durante il periodo di soggiorno forzato in casa. La città di Amsterdam, in coordinamento con il governo nazionale dei Paesi Bassi, ha introdotto un dispositivo grazie al quale le vittime di violenza domestica potevano chiedere aiuto presso le loro farmacie di quartiere utilizzando come codice le parole "mascherina 19".

"Le donne sono più esposte alle conseguenze della crisi economica dovute alla pandemia, e questo è un elemento di cui i piani per la ripresa e la resilienza che saranno avviati nel 2021 dovrebbero tenere pienamente conto. Inoltre, nel parere il Comitato propone di prendere in considerazione i risultati ottenuti in materia di parità di genere nel processo del semestre europeo e nella relazione sullo Stato di diritto", ha sottolineato la relatrice Concepción Andreu Rodríguez (ES/PSE) , presidente della regione La Rioja.

Tra le raccomandazioni formulate nel documento, figura la richiesta degli enti locali e regionali di essere riconosciuti come partner strategici nella concezione, nell'attuazione e nel monitoraggio della strategia dell'UE per la parità di genere. Nel parere si fa inoltre osservare che, poiché la strategia della Commissione è stata elaborata e pubblicata prima che scoppiasse la crisi sanitaria dovuta alla Covid-19, oggi essa risulta incompleta, e di conseguenza il CdR chiede di valutare in che modo tale crisi abbia ulteriormente approfondito le disparità già esistenti tra donne e uomini.

Il CdR rileva che i lavoratori di taluni settori sono particolarmente esposti al rischio di contagio da Covid-19 e avrebbero bisogno di una protezione sociale rafforzata, di condizioni di lavoro più sicure e di una migliore retribuzione. Dato che la maggior parte degli addetti di questi settori sono donne, il problema dell'impatto della pandemia dovrebbe essere trattato nella strategia dell'UE per la parità di genere . Questioni quali la violenza di genere, che si è aggravata durante il periodo di confinamento nei diversi paesi, le difficoltà incontrate da molte donne in tutta l'UE nel conciliare il telelavoro con i compiti di assistenza, o il fatto che sono state le donne a svolgere lavori in prima linea durante la pandemia (operatrici sanitarie, addette alla cura e all'assistenza dei bambini e degli anziani, lavoratrici domestiche, lavoratrici del settore del commercio al dettaglio ecc.) andrebbero viste nella prospettiva del nuovo contesto generato dalla crisi sanitaria.

Gli enti locali e regionali chiedono di essere associati in modo strutturato alla rete dell'UE sulla prevenzione della violenza di genere, come pure alla realizzazione della campagna di sensibilizzazione e comunicazione che verrà lanciata a livello europeo. Il Comitato ritiene che la campagna sia di vitale importanza per combattere gli stereotipi di genere. Gli enti locali e regionali chiedono anche di stanziare fondi adeguati per le politiche di genere attraverso programmi sostenuti con risorse del bilancio pluriennale dell'UE 2020-2027.

"Le donne devono essere al centro della ripresa dell'Europa e del dibattito sul suo futuro. Anche se la nostra leadership è essenziale, noi donne siamo tuttora vittime di un forte squilibrio di genere nei processi decisionali", si è rammaricata Andreu Rodríguez nel corso di un seminario tenutosi il 15 ottobre sul tema Il cammino verso la parità di genere in politica . La relatrice ha illustrato i punti salienti del parere del CdR da lei curato e presentato dati aggiornati sulla partecipazione delle donne in politica. Sono state discusse misure necessarie e proposte di azione atte a colmare il divario di genere. Alcuni giovani responsabili politici hanno descritto le loro esperienze in ambito locale e regionale nell'affrontare le questioni della parità di genere e della democrazia paritaria. Il seminario faceva parte del programma della Settimana europea delle regioni e delle città, un evento annuale durante il quale le città e le regioni mettono in mostra la loro capacità di creare crescita e occupazione e di attuare la politica di coesione dell'Unione europea, dimostrando l'importanza del livello locale e regionale per una buona governance europea.

Uno dei settori in cui le disuguaglianze di genere emergono in modo più preoccupante è quello dell'esercizio del potere politico . Attualmente in Europa si conta 1 milione di rappresentanti politici eletti a livello locale e regionale, ma di questi solo il 30 % circa sono donne. Come si sottolinea in uno studio sulle donne in politica a cura del Consiglio dei comuni e delle regioni d'Europa (CCRE) pubblicato nel 2019, in Europa le donne rappresentano solo il 29 % dei consiglieri locali e la percentuale di sindache è all'incirca pari alla metà (15 %). Nell'ambito della politica regionale, la percentuale di donne alla guida di un'assemblea regionale (18 %) è di parecchio inferiore a quella delle donne consigliere regionali (31 %). In seno allo stesso Comitato delle regioni le donne rappresentano solo il 23 % dei membri: un dato, questo, che evidenzia un netto divario di genere nella rappresentanza femminile a livello regionale e locale, divario che occorre affrontare e colmare.

Risultati del Barometro annuale regionale e locale:

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