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La qualità delle leggi dipende dal contributo di enti locali e regionali  

Il relatore Zanin: "una legislazione di alta qualità può rappresentare la forza trainante della ripresa e della crescita dell'UE"

Il dibattito dell'Unione europea sul proprio futuro dovrebbe dare vita a una collaborazione più stretta e più sistematica con gli enti locali e regionali: questa è una delle raccomandazioni formulate il 1º dicembre dal Comitato europeo delle regioni (CdR), che ha anche invitato a fare in modo che la consultazione diretta con i cittadini diventi una parte più importante della vita dell'Unione. Il CdR, che riunisce presidenti di regione, sindaci e consiglieri di tutta l'UE, ha sottolineato la necessità che la prospettiva regionale diventi la regola, suggerendo che l'UE sia tenuta a fornire una spiegazione pubblica ogniqualvolta decida di non effettuare una valutazione dell'impatto della legislazione sulle regioni.

Le raccomandazioni, che riguardano l'intero processo di elaborazione delle politiche, dalla definizione dell'agenda all'attuazione e alla valutazione, sono state adottate poche ore dopo che il Presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato ai membri del CdR che le regioni sono "il cuore pulsante della democrazia europea" e, riferendosi alle amministrazioni locali, che "chi fa le cose deve anche definire le regole". Le raccomandazioni del CdR, contenute sia in un parere sul tema "Legiferare meglio" sia in una risoluzione sul programma di lavoro della Commissione europea per il 2022, approfondiscono le argomentazioni di lunga data del Comitato a favore di un maggiore influsso delle regioni e delle città sulle politiche che sono tenute ad attuare. Le raccomandazioni invitano, ad esempio, la Commissione a evidenziare i diversi effetti che la legislazione potrebbe avere sulle regioni e a coinvolgere maggiormente i parlamenti regionali nella definizione delle politiche quando un sistema di allerta precoce segnala la presenza di sfide specifiche per le regioni.

Il relatore del CdR sul tema Legiferare meglio Piero Mauro Zanin (IT/PPE), Presidente del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, ha dichiarato: " Gli enti locali e regionali democraticamente eletti hanno ancora un'influenza limitata sulla legislazione dell'UE che sono tenuti ad attuare: sia essi che il CdR devono avere un ruolo più importante in un sistema che dovrebbe basarsi sulla governance multilivello. Il coinvolgimento degli enti locali e regionali può svolgere un ruolo centrale nella creazione di una legislazione dell'UE più trasparente, che mantenga gli oneri amministrativi al minimo. Per "migliore regolamentazione" si intende una legislazione di alta qualità: creando valore aggiunto e favorendo la partecipazione dei cittadini, delle imprese e delle parti interessate al processo, potrebbe rappresentare la forza trainante della ripresa e della crescita dell'UE ".

Il parere di Zanin invita inoltre l'UE a sfruttare maggiormente la prossimità degli enti locali e regionali con i cittadini, grazie alla quale hanno la "capacità d'individuare e trasmettere le preoccupazioni dei cittadini nonché di fare da mediatori". L'UE dovrebbe inoltre mettere a punto un meccanismo permanente che consenta ai cittadini di partecipare agli affari dell'UE.

Per contribuire alla Conferenza sul futuro dell'Europa , il CdR ha collaborato con gli enti locali e regionali per organizzare panel di cittadini su questioni di fondamentale importanza per l'UE. L'intenzione del CdR di portare in primo piano i panel di cittadini è emersa chiaramente nella sessione plenaria, durante la quale i rappresentanti di tali panel hanno partecipato, insieme all'ex Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, a un dibattito con i membri del CdR sulla Conferenza sul futuro dell'Europa.

Negli ultimi anni la Commissione europea si è impegnata a ridurre e semplificare la legislazione e a migliorare la trasparenza. Il CdR ha approvato le iniziative della Commissione, citando in particolare il contributo della piattaforma "Fit for Future" creata per guidare gli sforzi volti a semplificare la legislazione dell'UE e a ridurre i relativi costi inutili, e la task force per la sussidiarietà e la proporzionalità e per "Fare meno in modo più efficiente". Ha inoltre approvato l'introduzione dell'approccio "non arrecare un danno significativo" all'elaborazione delle politiche, un principio che – in particolare – è alla base del Green Deal europeo, il cui obiettivo è rendere l'UE neutra in termini di emissioni di carbonio entro il 2050. Tuttavia, il parere di Zanin e la risoluzione del CdR sottolineano che gli sforzi compiuti finora in termini di collaborazione sono notevolmente al di sotto della qualità richiesta. Il Comitato contesta alla Commissione europea di non aver tenuto adeguatamente conto, in sede di elaborazione della legislazione, delle sfide cui devono far fronte determinate regioni. Per il CdR, qualsiasi approccio "sordo alle istanze territoriali" – dovuto, ad esempio, alla mancanza di dati e di analisi subnazionali – rischia di avere "effetti avversi e durevoli sull'Unione nel suo complesso, sullo spirito di coesione fra territori e sulle vite dei singoli cittadini".

Lo stesso CdR ha cercato di migliorare la qualità dell'elaborazione delle politiche lanciando un progetto volto a raccogliere riscontri sulla legislazione dell'UE. Il progetto Rete di hub regionali (RegHub) ha dato luogo finora a relazioni sui meriti e sulle carenze della legislazione dell'UE in materia di assistenza sanitaria transfrontaliera, sostegno agricolo, qualità dell'aria e appalti pubblici, ed è ora parte integrante dell'agenda UE "Legiferare meglio" e della piattaforma "Fit for Future". Il parere di Zanin afferma che il meccanismo di feedback potrebbe essere utilizzato più ampiamente e ulteriormente sviluppato.

Tra le innovazioni specifiche che il CdR raccomanda di introdurre, vi è la possibilità per le regioni di partecipare ai negoziati tra la Commissione europea, il Parlamento europeo e gli Stati membri dell'UE sui dossier che le riguardano maggiormente.

Contatto stampa:

Andrew Gardner 

Tel +32 2 282 2429

andrew.gardner@cor.europa.eu

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