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La protezione della biodiversità deve essere un principio fondamentale del piano per la ripresa dell'UE  

In questa intervista Roby Biwer (LU/PSE) , consigliere comunale di Bettembourg, risponde a cinque domande sull'importanza della biodiversità per prevenire nuove pandemie, combattere i cambiamenti climatici e conseguire una maggiore sostenibilità attraverso il piano per la ripresa dell'UE. Roby Biwer è il relatore del parere Città e regioni improntate alla biodiversità oltre il 2020 , che sarà adottato nella prossima sessione plenaria di ottobre. Il parere presenta il contributo degli enti locali e regionali alla strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 , pubblicata dalla Commissione europea il 20 maggio 2020 . Inoltre, il CdR difenderà il ruolo chiave svolto dagli enti locali e regionali nella protezione della biodiversità alla 15 a riunione della Conferenza delle parti della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica ( CBD COP 15 dell'ONU ), che si svolgerà dal 17 al 30 maggio 2021 a Kunming, Cina.

La pandemia di Covid-19 ha profondamente trasformato l'agenda politica in tutto il mondo. Quale impatto ha avuto la pandemia sul Suo lavoro di relatore del parere sulla biodiversità oltre il 2020?

La Covid-19 ha effettivamente avuto un impatto sul parere sulla biodiversità. La pandemia ha accresciuto la consapevolezza di questo tema non solo tra gli esperti, ma anche tra i cittadini, i quali comprendono ora che tali calamità, nella maggior parte dei casi, trovano origine in un uso inadeguato e perverso della biodiversità come risorsa per esaudire i desideri egoisti dell'umanità. Inoltre, la gente si è resa conto che ecosistemi sani con una biodiversità intatta costituiscono una garanzia per la salute e il destino del genere umano. L'origine di circa l'80 % delle malattie risiede nella fauna selvatica, e la trasmissione dagli animali esotici all'uomo è un evento sempre più probabile. Pertanto, nel nostro stesso interesse, è fondamentale preservare la natura e la biodiversità. La salute dell'umanità dipende da questo equilibrio.

Vi è un ruolo per la biodiversità nella crisi post-Covid-19 e nel piano per la ripresa dell'UE?

Sì, certamente. Le risorse umane e gli investimenti pubblici devono essere predominanti nel periodo post Covid-19. Tali politiche creeranno un gran numero di posti di lavoro verdi e miglioreranno notevolmente l'ambiente naturale e la resilienza degli ecosistemi. La biodiversità svolge un ruolo cruciale per il benessere umano e in tantissimi altri settori. Flettere la curva della perdita di biodiversità deve diventare un principio chiave della distribuzione delle risorse in tutti i grandi piani finanziari, come il piano per la ripresa dell'UE. Non si possono più tollerare – o addirittura sovvenzionare – attività che danneggiano la salute, l'approvvigionamento alimentare e i mezzi di sussistenza, degradando o distruggendo i nostri preziosi ecosistemi e le loro funzioni. Ciò significa mobilitare risorse sufficienti per stimolare, direttamente o indirettamente, azioni a favore della biodiversità a tutti i livelli di governo, semplificando le procedure per rendere i finanziamenti più accessibili e fare in modo che la biodiversità diventi un valore non negoziabile nelle attività politiche ed economiche in tutti i settori. Sembra che vi sia oggi una consapevolezza molto più diffusa dell'importanza di preservare e ripristinare gli ecosistemi, e che i cittadini attendano con sempre maggiore impazienza gli investimenti nella biodiversità. Gli enti locali e regionali si trovano nella posizione migliore per attuare tali politiche e mobilitare i cittadini.

In che modo sintetizzerebbe al commissario europeo per l'Ambiente Virginijus Sinkevičius gli elementi principali del parere del CdR che Lei sta elaborando, rispetto alla strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030?

Credo che la strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030, pubblicata dalla Commissione europea, sia ambiziosa. Tuttavia, sono necessari interventi più rapidi e incisivi per affrontare questa crisi mondiale della biodiversità; inoltre, abbiamo bisogno di strumenti adeguati e di risorse sufficienti per ripristinare gli ecosistemi. La biodiversità non deve in alcun modo essere sacrificata sull'altare di una visione economica obsoleta e dovrebbe essere il motore del piano per la ripresa dell'UE. La Commissione dovrebbe sfruttare appieno il potenziale e la posizione unica degli enti locali e regionali per contribuire all'attuazione della nuova strategia sulla biodiversità per il 2030.

Il 30 settembre si terrà a New York il vertice delle Nazioni Unite sulla biodiversità. Si tratterà di un importante evento globale, volto a dare prova di ambizione in vista dell'adozione di un efficace quadro mondiale per la biodiversità post-2020 in occasione della COP 15 della CBD dell'ONU. Quali sono i messaggi principali che vorrebbe trasmettere alle Parti delle Nazioni Unite?

Nonostante il riconoscimento crescente del ruolo chiave svolto dai governi subnazionali nel flettere la curva della perdita di biodiversità, il riconoscimento formale e la collaborazione verticale sono ancora assenti dai quadri di governance globale. Inoltre, i governi locali e subnazionali devono essere coinvolti in ogni fase e ad ogni livello del processo di governance della biodiversità, su scala sia mondiale che nazionale. A tal fine occorre:

1) assicurare che ogni piano nazionale definisca, ove possibile, un piano subnazionale per i governi al di sotto del livello nazionale;

2) garantire la mobilitazione di risorse sufficienti, coinvolgendo i governi subnazionali, nella raccolta e nella distribuzione delle risorse;

3) includere i governi subnazionali nello sviluppo e nell'attuazione di meccanismi di monitoraggio, valutazione e feedback;

4) garantire un approccio a lungo termine all'integrazione della biodiversità basato su una collaborazione verticale e orizzontale;

5) dare ai governi subnazionali un ruolo chiaro nella convergenza della biodiversità con altri programmi (ad es. clima, obiettivi di sviluppo sostenibile);

6) rafforzare le alleanze e le reti che sostengono i governi subnazionali.

Provi ad immaginare che, dopo la votazione del Suo parere in ottobre, Lei ritorni a casa e debba spiegare ai bambini delle scuole che cosa ha fatto a Bruxelles. Che cosa direbbe loro?

Direi che ho contribuito a fare in modo che delle persone potenti capiscano l'importanza dell'ambiente e la necessità di proteggere le piante e gli animali. L'obiettivo è garantire che i bambini stessi, i loro figli e nipoti possano godere delle bellezze di questo pianeta in modo sostenibile. Direi loro che ho cercato di contribuire a preservare la biodiversità e a ripristinare gli ecosistemi degradati, e che il "turbocapitalismo" è il modo sbagliato di procedere, in quanto non fornisce alcuna garanzia di una natura e una qualità della vita adeguate in futuro.

Contesto

L' Eurobarometro n. 481/2018 indica che i cittadini dell'UE sono sempre più preoccupati per la situazione del mondo naturale. La stragrande maggioranza degli europei (96 %) ha affermato che abbiamo la responsabilità di proteggere la natura e che questo impegno è essenziale per affrontare i cambiamenti climatici. Secondo una recente valutazione d'impatto territoriale , il 61 % delle regioni dell'UE sarà fortemente interessato dal quadro della biodiversità post 2020.

Il CdR lavora in collaborazione con il  comitato consultivo sui governi subnazionali e la biodiversità (AC SNG) della CBD e altre importanti organizzazioni e parti interessate, come l' ICLEI e Regions4 , affinché la voce delle città, delle regioni e di tutte le altre forme di governo subnazionale sia presa in considerazione nell'agenda globale per la biodiversità in vista della COP 15 della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica del 2021 .

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