Cliccare qui per ottenere una traduzione automatica del testo sottostante.
Il CdR accoglie con favore l'accordo che pone le comunità regionali e locali al centro della politica agricola dell'UE  

Gli sforzi del Comitato europeo delle regioni hanno contribuito a far sì che le regioni rimangano tra gli attori fondamentali nella definizione, attuazione e valutazione dei piani strategici della PAC

Le esigenze delle comunità locali avranno un peso maggiore nelle future decisioni d'investimento adottate nel quadro della politica agricola comune (PAC) e le regioni saranno tra i principali attori che concorrono a definire, attuare e valutare i piani strategici nazionali della PAC. Questo importante risultato è stato raggiunto grazie al lavoro del Comitato europeo delle Regioni (CdR), alla sua intensa cooperazione con il Parlamento europeo e, più di recente, con la Commissione europea. I leader regionali e locali sono pronti a utilizzare la nuova PAC per attuare concretamente il Green Deal, ma esortano gli Stati membri a stabilire norme adeguate per realizzare questo obiettivo.

Apostolos Tzitzikostas, Presidente del CdR, ha dichiarato: " La voce e l'impegno dei leader regionali e locali dell'UE hanno fatto la differenza nell'accordo finale sulla futura PAC. Il pesante accentramento previsto nella riforma proposta nel 2018 dalla Commissione precedente rischiava di compromettere l'impatto di questa fondamentale politica. Grazie alla nostra mobilitazione e alla decisiva cooperazione con il Parlamento europeo, ora possiamo rassicurare i nostri cittadini: la nuova politica agricola dell'UE li ascolterà e non sarà una politica imposta dall'alto, sorda alle istanze territoriali. Solo un partenariato rinnovato tra le istituzioni europee, nazionali e regionali può dare impulso alla ripresa delle zone rurali e rendere l'agricoltura europea più 'verde' ".

Il pieno coinvolgimento delle autorità regionali nella preparazione e nella governance dei piani della PAC, la possibilità per gli Stati membri di designare autorità di gestione regionali per gli interventi della PAC stabiliti a livello regionale e l'istituzione di comitati di monitoraggio regionali costituiscono un chiaro miglioramento rispetto alla proposta iniziale di regolamento sui piani strategici della PAC. La preparazione di questi ultimi è obbligatoria per gli Stati membri se vogliono beneficiare delle risorse finanziarie della PAC.

" La proposta avanzata dal CdR di includere nel regolamento sui piani strategici della PAC degli obiettivi ambientali quantificati da raggiungere entro il 2027, non è stata accolta. Chiediamo quindi ai ministri dell'Agricoltura dell'UE di trasformare la PAC in uno strumento chiave per la realizzazione del Green Deal europeo: i piani strategici nazionali dovrebbero essere approvati dalla Commissione a condizione che siano conformi agli obiettivi del Green Deal ", ha sottolineato Guillaume Cros (FR/Verdi), vicepresidente del Consiglio regionale dell'Occitania e relatore del CdR sulla riforma della PAC.

Il CdR giudica positivamente l'accordo raggiunto in merito all'organizzazione comune dei mercati. Come richiesto dal CdR, misure come la limitazione volontaria della produzione saranno possibili senza aspettare che si verifichi un'altra crisi. " Gran parte degli agricoltori vende i propri prodotti in perdita e dispone di un reddito che non rispecchia il valore del proprio lavoro. In assenza di prezzi agricoli equi e di un riconoscimento economico, i giovani continueranno ad abbandonare l'agricoltura. In un contesto di instabilità dei prezzi, la regolamentazione del mercato è più efficace e meno costosa dell'attivazione retroattiva di misure " spiega Guillaume Cros .

Informazioni di base:

Il regolamento sui piani strategici della PAC definirà la governance della futura PAC nel quadro del nuovo modello di attuazione. Il Comitato europeo delle regioni ha ripetutamente espresso i propri timori circa la mancanza di una visione comune sul ruolo degli enti regionali nella governance della futura PAC. Nelle lettere, firmate congiuntamente dal Presidente del CdR Apostolos Tzitzikostas e dalla presidente della commissione Risorse naturali (NAT) del CdR Ulrika Landergren (SE/RE), il CdR ha chiesto che le regioni europee svolgano un ruolo di primo piano nella gestione della PAC e che l'attuazione sia mantenuta e persino rafforzata, in particolare per il secondo pilastro, in modo che le scelte politiche possano essere modulate a livello locale.

I membri del CdR hanno chiesto l'introduzione di un ruolo chiaro per gli enti regionali nella gestione degli interventi di sviluppo rurale, come invocato dal Parlamento europeo nella sua risoluzione sulla politica agricola comune .

Lunedì 21 giugno, la Corte dei conti europea ha pubblicato una relazione speciale nella quale osserva che, durante il periodo di programmazione 2014-2020, la PAC ha mancato il suo obiettivo di rendere l'agricoltura dell'UE più rispettosa del clima, poiché finanzia per lo più misure con un basso potenziale di mitigazione dei cambiamenti climatici.

Dal Barometro regionale e locale , pubblicato dal Comitato europeo delle regioni nell'ottobre 2020, è emerso che il 33 % dei cittadini dell'UE vuole che le regioni e le città influiscano maggiormente sulla politica agricola e di sviluppo rurale dell'UE.

Contatti stampa:

Wioletta Wojewodzka

Tel. +32 473 843 986

wioletta.wojewodzka@cor.europa.eu

Matteo Miglietta

Tel. +32 (0)470 895 382

matteo.miglietta@cor.europa.eu

Share: