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Una Brexit senza accordo danneggerà le economie locali e metterà a repentaglio il commercio transfrontaliero in Irlanda, secondo i leader locali  

​President Lambertz (archive)

Una ricerca afferma che l'esposizione dell'economia del Regno Unito ai pericoli di una Brexit senza accordo ("no deal") sarebbe quasi cinque volte maggiore rispetto a quella delle regioni dell'UE a 27.

I leader locali e regionali hanno espresso crescenti preoccupazioni riguardo alla possibilità che il Regno Unito esca dall'Unione europea senza un accordo e al conseguente impatto sulle loro comunità. Citando le conclusioni presentate oggi a Bruxelles da un consorzio di ricerca guidato dall' Università di Birmingham , il Comitato europeo delle regioni (CdR), l'assemblea dei leader locali e regionali dell'UE, ha messo in guardia contro le disastrose conseguenze economiche e politiche per le economie locali di una Brexit senza accordo.

Karl-Heinz Lambertz , Presidente del CdR, ha espresso il suo allarme per quanto riguarda l'impatto economico della Brexit: "È sempre più chiaro che l'assenza di un accordo comporterà un danno colossale per le economie locali, sia dell'UE che del Regno Unito, e che saranno i cittadini a pagarne il conto. I fondi dell'UE verranno utilizzati per proteggere le regioni maggiormente interessate ma l'avvertimento è chiaro: l'economia del Regno Unito è quasi cinque volte più esposta alla Brexit del resto dell'Unione europea. Noi tutti vogliamo un accordo e quello sul tavolo è di gran lunga migliore di un disastroso non accordo".

François Decoster (ALDE/FR), presidente del gruppo interregionale Brexit del CdR, composto da 22 rappresentanti di diversi Stati membri, ha recentemente chiesto un nuovo finanziamento europeo nell'ambito dei fondi regionali dell'UE (politica di coesione) per le regioni direttamente interessate (nel caso di un cambiamento di status da frontiere interne a frontiere esterne), un'idea recentemente approvata dall'UE.

Decoster, che ricopre la carica di vicepresidente della regione Hauts-de-France, ha dichiarato: "In quanto rappresentante di una regione situata in prossimità del Canale della Manica e in cui si trova uno dei più grandi porti d'Europa, Calais, sono sempre stato consapevole, fin dal primo giorno, che qualsiasi tipo di Brexit sarebbe stato una brutta notizia per la nostra economia. Ma le regioni dell'Europa nordoccidentale non sono le uniche parti dell'UE che dovrebbero essere preoccupate. È probabile che la Brexit aumenterà le disparità regionali in molti paesi europei, come pure in Irlanda e nel Regno Unito. La politica di coesione dell'UE dovrà tenerne conto."

Esprimendo preoccupazione per la prospettiva di un non accordo riguardante l'isola d'Irlanda, il Presidente Lambertz (BE/PSE), ha aggiunto: "È tempo di porre fine ai giochi di potere politici e di iniziare a mettere i cittadini al primo posto. Ciò significa garantire con urgenza i diritti di tutti i cittadini ed evitare le pericolose conseguenze di un mancato accordo che creerà una frontiera fisica in Irlanda. Il progetto di legge sul recesso ( Withdrawal Bill ) approvato nel novembre 2018 resta la migliore e unica opzione disponibile sul tavolo".

Michael Murphy (IE/PPE), consigliere della contea di Tipperary, capo della delegazione irlandese al CdR e vicepresidente del gruppo interregionale, ha ribadito il messaggio e ha dichiarato: "La Brexit avrà conseguenze negative per tutte le parti coinvolte e la ricerca presentata oggi corrobora tale idea. Possiamo affermare con certezza che l'impatto della Brexit sarà avvertito in primo luogo a livello locale e regionale. In effetti, la Brexit sta già avendo ripercussioni sulla mia regione, dove una serie di imprese attive nel settore agroalimentare stanno chiudendo a causa della volatilità della sterlina. Le regioni che commerciano più intensamente con il Regno Unito saranno le più colpite e, come dimostra la ricerca, le economie di molte di queste regioni sono già relativamente deboli."

Il CdR ha organizzato una serie di dibattiti sulla Brexit negli ultimi 22 mesi, due dei quali con Michel Barnier , capo negoziatore dell'UE per il recesso del Regno Unito dall'UE. I dibattiti, incentrati su temi concernenti i cittadini, gli scambi commerciali e le regioni frontaliere, hanno posto in evidenza l'incertezza che grava sui cittadini dell'UE e del Regno Unito e i potenziali costi della Brexit per i porti, l'industria della pesca, il turismo, l'agricoltura, nonché la ricerca e l'istruzione. Barnier dovrebbe anche partecipare al vertice europeo delle regioni e delle città , che si terrà a Bucarest il 14 marzo, due settimane prima dell'uscita del Regno Unito dall'UE.

Il CdR ha inoltre effettuato, in collaborazione con Eurochambres, un sondaggio tra gli enti locali e regionali e le camere di commercio locali, e ha commissionato uno studio indipendente che mostra le conseguenze economiche asimmetriche in tutta Europa, le più gravi delle quali nel Regno Unito e in Irlanda, con Belgio, Francia, Germania e Paesi Bassi tra i paesi più colpiti.

In due risoluzioni politiche, a marzo 2017 e , maggio 2018 , il CdR ha posto l'accento sulla necessità di consolidare la pace e di garantire che non venga eretta alcuna frontiera in Irlanda, chiedendo al contempo all'UE di assicurare che i governi locali e regionali non siano lasciati da soli ad affrontare gli effetti della Brexit. Il CdR è a favore di relazioni future tra l'UE e il RU che consentano una stretta cooperazione con le regioni, le città, le imprese e le università dell'Inghilterra, della Scozia, del Galles e dell'Irlanda del Nord.

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Andrew Gardner

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