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Scossone elettorale e impatto della pandemia al centro della riunione sul Montenegro  

Il Montenegro avrà bisogno del forte sostegno dell'Unione europea per far fronte a importanti cambiamenti economici e politici e per assicurare la propria adesione all'UE: è quanto hanno convenuto i responsabili politici locali e regionali dell'UE e del Montenegro nella riunione del 18 novembre.

La riunione del comitato consultivo misto con il Montenegro del Comitato europeo delle regioni si è tenuta all'indomani delle elezioni del 30 agosto, che hanno visto la sconfitta del Partito democratico dei socialisti (DPS), al potere dal 1990. Le elezioni locali parziali tenutesi lo stesso giorno hanno estromesso il DPS dal potere in quattro dei cinque comuni in cui si sono svolte le votazioni. A livello nazionale e locale le elezioni si sono tenute in un clima di tensione e, complessivamente, le elezioni generali hanno registrato un'affluenza record del 77 %. Sono tuttora in corso i colloqui sulla formazione di un nuovo governo nazionale. Le elezioni si sono tenute in un momento in cui il Montenegro, come tutti gli altri paesi europei, stava lottando contro gli effetti del coronavirus.

Roberto Ciambetti (IT/ECR), Presidente del Consiglio regionale del Veneto e copresidente del comitato consultivo misto (CCM) con il Montenegro, ha esortato le amministrazioni entranti "a risolvere tutte le divergenze e le controversie a livello nazionale, regionale e locale attraverso il dialogo democratico, conformemente ai nostri comuni valori europei. I responsabili delle decisioni e gli organi democraticamente eletti a cui devono rendere conto hanno una funzione centrale".

Rivolgendosi al comitato consultivo misto, Tonino Picula (HR/PSE), relatore del Parlamento europeo sul Montenegro, ha dichiarato: "Il Montenegro sta affrontando un evento unico poiché per la prima volta in 30 anni il partito al potere cambia. Da un punto di vista tecnico, si tratta del paese più vicino all'adesione e, a meno che la direzione della riforma non cambi, è probabile che diventi il 28º Stato membro dell'UE. Nonostante i progressi compiuti e gli sforzi volti a mantenere buone relazioni nel vicinato, che accolgo con soddisfazione, vorremmo che si facesse di più, in particolare sul piano della libertà di espressione e dei media".

I membri della delegazione montenegrina hanno sottolineato l'importanza del sostegno di emergenza dell'UE al Montenegro, il valore dei finanziamenti preadesione e l'importanza della prospettiva di adesione all'UE per catalizzare le riforme. Tra gli oratori sono intervenuti Aleksandar Drljević , capo negoziatore del Montenegro con l'UE, e Darko Mrvaljević , presidente della commissione per l'integrazione europea e la cooperazione internazionale dell'Unione dei comuni del Montenegro.

La Commissione europea ha presentato i risultati della sua ultima relazione sui Progressi del Montenegro nel processo di adesione all'UE , pubblicata il 6 ottobre scorso. Secondo la relazione, le modifiche apportate nel maggio 2019 alle leggi sull'autonomia locale e sulla polizia municipale hanno già contribuito al finanziamento degli enti locali e dovrebbero determinare un aumento dell'organico e un miglioramento dei risultati. Per quanto riguarda le questioni più ampie di governance, secondo la Commissione, le raccomandazioni del 2019 sono state affrontate solo in parte ed è necessario accrescere la trasparenza, la partecipazione delle parti interessate e la capacità del governo di attuare le riforme, compresa quella della pubblica amministrazione. Nei settori relativi al sistema giudiziario, al rispetto dei diritti fondamentali e alla lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata i progressi sono stati limitati. La Commissione ha infine sottolineato che non si sono rilevati progressi nel settore della libertà di espressione e che il volume della disinformazione è in aumento.

Il CdR sta elaborando un parere in merito alle relazioni sull'allargamento della Commissione europea, parere che includerà riferimenti alla situazione in Montenegro. Il relatore di detto parere, che dovrebbe essere adottato nel febbraio 2021, è Nikola Dobroslavić (HR/PPE), presidente della provincia di Dubrovnik-Neretva.

Il comitato consultivo misto ha inoltre discusso dell' impatto della crisi della COVID-19 sul Montenegro, avvalendosi del contributo e dell'analisi di esperti quali Žana Đukić, della commissione per il finanziamento delle autonomie locali del Montenegro, Džemal Lekić dell'amministrazione comunale di Podgorica, Linda Zeilina , amministratrice delegata del Centro internazionale per la finanza sostenibile (ISFC) e Hanna Norberg , fondatrice di Trade Economista , Stoccolma. Il Montenegro è stato uno dei primi paesi europei a reagire alla pandemia, introducendo misure restrittive fin dall'11 marzo. La pandemia ha avuto effetti devastanti sul turismo, una delle principali fonti di reddito, e in autunno si è registrato un aumento delle infezioni.

Ciambetti, di concerto con il copresidente Aleksandar Kašćelan , sindaco di Cetinje, ha affermato: "Abbiamo deciso di dedicare le prime riunioni del comitato consultivo misto alla ripresa economica dalla COVID-19, che ha colpito le nostre economie, sia nell'Unione europea che in Montenegro".

Oltre a Ciambetti, il CdR è rappresentato da Sergio Caci (IT/PPE), sindaco di Montalto Di Castro, Gaetano Armao (IT/PPE), vicepresidente della Regione Siciliana e assessore regionale all'economia, Isolde Ries (DE/PSE), prima vicepresidente del parlamento del Land Saarland, Mindaugas Sinkevičius (LT/PSE), sindaco di Jonava, Vincent Chauvet (FR/Renew Europe), sindaco di Autun, Bronius Markauskas (LT/AE), sindaco di Klaipėda e Satu Haapanen (FI/Verdi) consigliera comunale di Oulu.

La delegazione montenegrina era guidata da Aleksandar Kašćelan , sindaco di Cetinje. Tra i membri presenti alla riunione figuravano anche Igor Golubović , sindaco di Pljevlja, Vladimir Jokić di Cattaro, Dušan Raičević , sindaco di Antivari (Bar) e Petar Smolović , sindaco di Bijelo Polje.

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