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Industrie marittime: il Comitato europeo delle regioni invita la prossima Commissione a includere il settore marittimo tra le sue priorità  

Le città e le regioni invitano ad assumere consapevolezza delle opportunità di sviluppo, ma anche delle minacce che gravano sulle industrie marittime europee. Il Comitato europeo delle regioni (CdR) chiede che le industrie marittime siano sostenute per portare a buon fine la loro transizione ecologica ed energetica, la loro trasformazione digitale e la loro rivoluzione industriale, oltre che per rendere di nuovo attrattive le professioni nel settore. Nella sessione plenaria del 27 giugno 2019 il CdR ha adottato il parere su Una nuova agenda europea per accelerare lo sviluppo delle industrie marittime , elaborato da Christophe Clergeau (FR/PSE), membro del consiglio regionale dei Paesi della Loira.

In Europa il settore delle tecnologie marittime è importante in termini di occupazione, dato che assicura oltre 500 000 posti di lavoro diretti. Ogni posto di lavoro diretto in un cantiere navale europeo crea, in media, altri sette posti di lavoro nella regione.

"Questo parere di iniziativa ribadisce la necessità di porre l'ambizione marittima al centro del mandato della prossima Commissione e di adottare rapidamente una nuova tabella di marcia relativa alla politica industriale per le industrie marittime a seguito della strategia LeaderSHIP 2020. In quest'ottica, la proposta di lanciare un dispositivo denominato "European Sea Tech" ("tecnologie marine europee") - volto a mobilitare le regioni per costruire reti europee (che federino gli ecosistemi locali dell'innovazione marittima) basate sulle catene di valore e sulle nuove sfide delle industrie marittime - costituisce uno dei suoi punti di forza", sottolinea Christophe Clergeau.

Tali sfide devono essere raccolte nel momento stesso in cui le industrie marittime sono minacciate da una nuova concorrenza asiatica sui segmenti delle navi a elevato valore aggiunto, settore in cui l'Europa detiene la leadership. Tale concorrenza, che tenta di appropriarsi delle tecnologie europee, costituisce - secondo il relatore - una concorrenza sleale caratterizzata dal dumping sociale e ambientale e ampiamente finanziata dagli aiuti statali.

"Le industrie marittime devono contribuire alla transizione ecologica, segnatamente con la filiera delle energie marine rinnovabili, ma anche alla creazione di posti di lavoro sostenibili e di qualità, in particolare nel settore della cantieristica. Ciò significa proteggere l'Europa dalla concorrenza sleale che distrugge il suo tessuto industriale", ha affermato Clergeau.

Nel parere si sottolinea inoltre l'importanza di sostenere le comunità costiere, in particolare quelle delle isole e delle regioni ultraperiferiche, e di investire nella trasformazione e nello sviluppo di attività tradizionali come la pesca e l'acquacoltura.

Il CdR propone tra l'altro di:

tenere conto di tutte le attività marittime, siano esse tradizionali o nuove, e di integrare sfide trasversali e cruciali quali la transizione ecologica, la digitalizzazione o l'automazione delle industrie;

esaminare tutte le opportunità offerte dai settori emergenti dell'economia blu e delle biorisorse marine, sia per le molteplici applicazioni sul mercato che per le nuove tecnologie che permettono di valorizzarle;

introdurre strumenti di finanziamento ad hoc che tengano conto dei rischi inerenti ai vincoli dell'ambiente marino e al ciclo lungo degli investimenti;

riconoscere pienamente i porti come piattaforme dell'economia blu e promuoverne la rapida transizione verso l'energia pulita e la decarbonizzazione del trasporto marittimo, in quanto leve per lo sviluppo del settore marittimo.

Per saperne di più:

Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca 2021-2027 - Legislazione dell'UE in corso (Nota informativa, gennaio 2019)

Parere di iniziativa: Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema "La strategia LeaderSHIP 2020 — una visione per il settore delle tecnologie marittime: verso un settore marittimo innovativo, sostenibile e competitivo nel 2020" (aprile 2018)

Contatti stampa:

Wioletta Wojewodzka

Tel. +32 2 282 22 89

wioletta.wojewodzka@cor.europa.eu

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