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I leader locali e regionali sono pronti a contribuire alla promozione dei valori europei nell'istruzione per contrastare le minacce alla democrazia  

Bianco: "servono risposte chiare ed efficaci contro gravi rischi che possono compromettere l'equità delle campagne elettorali, come notizie false, messaggi razzisti e la possibile falsificazione del voto a distanza".

In quanto livello di governo più vicino ai cittadini, gli enti locali e regionali dell'UE svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere i valori europei e nell'incoraggiare la partecipazione dei cittadini ai processi democratici. I leader locali e regionali concordano sull'urgenza di promuovere la democrazia europea nell'ambito dell'istruzione, in linea con le richieste formulate dai cittadini nel quadro della Conferenza sul futuro dell'Europa. Questo il messaggio principale del dibattito sulla promozione dei valori europei attraverso l'istruzione per promuovere la cittadinanza dell'UE svoltosi il 28 aprile in occasione della sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni (CdR). I membri del CdR hanno inoltre adottato un parere sul rafforzamento della democrazia e dell'integrità delle elezioni, nel quale si sottolinea la necessità di una partecipazione aperta, equa, pluralistica e democratica a livello locale e regionale.

La promozione dei valori democratici europei è di particolare importanza per contrastare le minacce alla democrazia, e dovrebbe costituire un elemento cruciale dell'istruzione per tutti i cittadini dell'UE. Con le conclusioni finali della Conferenza sul futuro dell'Europa (COFE) ormai a portata di mano, ci si può attendere che sia riservato un ulteriore seguito alle raccomandazioni dei cittadini volte a introdurre un livello minimo di istruzione sull'UE e in particolare sui suoi processi democratici.

Nel corso del dibattito sul tema La promozione dei valori democratici europei attraverso l'istruzione per promuovere la cittadinanza dell'UE, organizzato dal CdR durante la sessione plenaria, i leader locali e regionali hanno confermato di essere pronti a lavorare sulla base delle buone pratiche esistenti per mettere a punto strumenti comuni - dal basso verso l'alto, su base volontaria e nel pieno rispetto della sussidiarietà - per promuovere l'educazione civica al fine di approfondire la comprensione della democrazia e dei valori europei da parte dei cittadini e di incoraggiare il dibattito sull'Unione europea. I membri del CdR hanno inoltre sottolineato che risorse e materiali didattici innovativi apporterebbero benefici alle scuole e ad altri istituti di istruzione incaricati di svolgere questo compito.A tal fine, il CdR ha lanciato un invito a presentare esempi di buone pratiche e, insieme ai suoi membri, ha raccolto centinaia di iniziative di questo tipo nelle regioni di tutta Europa.

Il Presidente del CdR Apostolos Tzitzikostas, che guida la delegazione degli enti locali e regionali alla sessione plenaria della Conferenza, ha dichiarato: "La guerra in Ucraina ci dimostra chiaramente che la pace e la democrazia in Europa non possono essere date per scontate. In quanto leader locali e regionali, dobbiamo informare e responsabilizzare i giovani affinché discutano dell'Unione europea. Il nostro obiettivo è di promuovere la cittadinanza e rafforzare la titolarità dei cittadini. Non possiamo sostenere l'Europa se non ce ne prendiamo cura e se non impariamo a farlo quotidianamente. Pertanto, la messa a punto di un programma europeo di educazione civica dal basso verso l'alto è necessaria per promuovere i valori democratici europei, il pensiero critico e l'alfabetizzazione mediatica. Ciò rafforzerà la consapevolezza del progetto europeo e la partecipazione dei cittadini, in particolare delle giovani generazioni, ai processi democratici dell'UE".

Dubravka Šuica, vicepresidente della Commissione europea e commissaria europea per la Democrazia e la demografia, ha dichiarato: "In qualità di ex sindaco e insegnante, condivido pienamente l'invito del Comitato europeo delle Regioni a promuovere i valori, le identità e la cittadinanza europei attraverso l'istruzione e la cultura, a livello regionale e locale. Fin dalla più giovane età, e per tutta la nostra vita, perché ci possano essere discussioni informate c'è bisogno di cittadini informati. Il 9 maggio la relazione finale della Conferenza sul futuro dell'Europa sarà presentata a Strasburgo ai presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio dell'UE e della Commissione. Questa conferenza è una celebrazione dei nostri valori, uno spazio di libero dibattito e di deliberazione con al centro i cittadini, a differenza dei brutali eventi che si stanno verificando in Ucraina. È essenziale che la Commissione europea e il CdR, ossia gli enti regionali e locali, continuino a collaborare strettamente per far sì che la nostra democrazia e le istituzioni che la sostengono siano pronte per il futuro".

Le ha fatto eco il parlamentare europeo Domènec Ruiz Devesa, relatore della recente risoluzione sull'attuazione dell'educazione civica e membro del gruppo di lavoro della Conferenza sulla democrazia dell'UE: "Come si può chiedere ai cittadini di impegnarsi al livello dell'Unione europea se non la comprendono? Dobbiamo fare in modo che i nostri figli acquisiscano le conoscenze necessarie per agire sin dalla giovinezza. È quanto hanno chiesto loro stessi in occasione della Conferenza sul futuro dell'Europa, ed è nostro dovere soddisfare queste aspettative. Di fronte alla minaccia di un regresso democratico all'interno e all'esterno dell'Europa non possiamo permetterci rimedi palliativi. Abbiamo bisogno di soluzioni incisive e sistemiche, come la presentazione di un programma di studio europeo per l'educazione civica, che illustri la storia dell'Unione, i suoi valori, le sue istituzioni e il loro funzionamento".

La partecipazione elettorale e l'educazione alla democrazia e alla cittadinanza europee sono indissolubilmente legate. Con l'adozione del parere Rafforzare la democrazia e l'integrità delle elezioni, i membri del CdR hanno chiarito che è necessario introdurre diverse soluzioni di voto a distanza per rendere i processi elettorali a livello regionale, nazionale ed europeo più inclusivi e rispettosi dell'ambiente. Il parere chiede anche l'inclusione del livello locale e regionale in un "meccanismo comune per la resilienza elettorale" per proteggere l'integrità delle elezioni da potenziali minacce.

Vincenzo Bianco (IT/PSE), consigliere comunale di Catania e relatore del parere, ha sottolineato che "siamo di fronte a gravi ed evidenti rischi che possono compromettere l'equità delle campagne elettorali e lo svolgimento stesso delle elezioni. Pensiamo all'enorme diffusione di notizie false, messaggi razzisti e discriminatori e alla possibile falsificazione del voto a distanza. C'è bisogno di risposte chiare ed efficaci e di un atteggiamento serio e rigoroso da parte delle istituzioni europee".

Bianco ha evidenziato inoltre la necessità di rafforzare la partecipazione dei cittadini alle istituzioni locali e il coinvolgimento dei comuni e delle regioni nella diffusione di forme e strumenti di voto innovativi, anche attraverso l'adozione di modalità ecologiche e sostenibili per lo svolgimento delle elezioni.

I membri del CdR hanno sottolineato la necessità d'iniziative mirate per contrastare la diffusione della disinformazione a tutti i livelli, uno sforzo nel quale gli enti locali e regionali dovrebbero essere riconosciuti come partner fondamentali.

Contatto stampa:

Theresa Sostmann

Tel. +32 (0)2 282 2457

Theresa.Sostmann@cor.europa.eu

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