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I leader locali appoggiano l'aumento di 2 miliardi di euro del fondo UE per le crisi e chiedono un accesso diretto al sostegno europeo  

Il Presidente Tzitzikostas: "la pandemia di Covid-19 ha messo in evidenza la necessità che l'Europa sia meglio preparata, coordinata e attrezzata, e consenta agli enti regionali e locali di accedere in maniera diretta ai fondi dell'UE"

I leader locali e regionali hanno appoggiato le proposte della Commissione europea che aumenterebbero la dotazione finanziaria dell'UE di 2 miliardi di euro in modo da consentire una risposta diretta alle crisi future. Sulla scorta degli insegnamenti tratti dalla pandemia di Covid-19, nel corso di un dibattito con il commissario UE per la Gestione delle crisi, Janez Lenarčič, i membri del Comitato europeo delle regioni hanno anche chiesto nuove regole per consentire alle regioni e alle città di poter fruire del sostegno diretto dell'UE durante i periodi di emergenza.

I membri del Comitato europeo delle regioni, l'assemblea dei rappresentanti politici degli enti locali e regionali dell'UE, hanno accolto con favore gli sforzi compiuti dalla Commissione europea per rispondere alla pandemia di Covid-19. Il Comitato ha inoltre dato il suo sostegno alle recenti proposte per rafforzare la componente rescEU del meccanismo di protezione civile dell'Unione europea , che fornisce all'UE risorse di emergenza quali aerei e attrezzature mediche per aiutare le comunità colpite da crisi.

Il Presidente del Comitato, Apostolos Tzitzikostas , ha sottolineato che: "la pandemia di Covid-19 ha messo in evidenza la necessità che l'UE sia meglio preparata, coordinata e attrezzata. L'UE ha bisogno di risorse e competenze rafforzate per poter agire più rapidamente durante i periodi di crisi. La proposta della Commissione europea di aumentare di 2 miliardi di euro la componente rescEU non è una gentilezza ma una necessità. Deve trattarsi di un fondo permanente dell'UE e non di una riserva una tantum. Occorre inoltre introdurre cambiamenti strutturali per consentire agli enti locali e regionali in prima linea di avere accesso diretto ai fondi e al sostegno dell'UE in caso di crisi. Siamo pronti a lavorare con la Commissione europea per rafforzare la resilienza delle regioni e delle città piccole e grandi di tutta Europa".

Intervenuto nel dibattito durante plenaria del Comitato, Janez Lenarčič , commissario UE responsabile della Gestione delle crisi, ha osservato che: "gli attori regionali e locali sono fondamentali nelle emergenze, soprattutto perché in genere sono i primi che intervengono, oltre a svolgere un ruolo chiave nella messa in atto delle azioni di prevenzione. A questo riguardo, la cooperazione tra la Commissione e il Comitato europeo delle regioni è essenziale. Nella mia qualità di commissario per la Gestione delle crisi, per me è importante sentire la voce del Comitato europeo delle regioni quando presentiamo una nuova proposta legislativa nel campo della protezione civile. Le nuove leggi in materia di protezione civile dell'UE hanno effetti a livello regionale e locale, ed è su questo livello che grava il peso maggiore nel far fronte alle conseguenze di crisi di così alto impatto, come quella causata dalla pandemia di Covid-19".

Roberto Ciambetti (IT/ECR), presidente del Consiglio regionale del Veneto, ha commentato: "In Veneto sin dalle prime fasi della crisi siamo stati elogiati per la nostra gestione innovativa. Grazie all'intuizione del Presidente Zaia, siamo stati i primi a fare test di massa. Sempre grazie all'inventiva e al lavoro duro che ci caratterizzano, abbiamo lanciato la produzione di mascherine 'made in Veneto'".

Arianna Censi (IT/PSE), vice sindaca della Cittá Metropolitana di Milano, ha dichiarato: "La crisi ha dimostrato che si deve dare una nuova centralità alle comunità locali e alla medicina territoriale, così da cogliere l'opportunità che si apre davanti a noi di consolidare modelli di sicurezza, salute e sostenibilità che costituiscono i motori di sviluppo e crescita dell'Unione".

In marzo, il Comitato europeo delle regioni ha lanciato una piattaforma di scambio online che consente alle amministrazioni locali e regionali di condividere le buone pratiche nella gestione della pandemia di Covid-19, come anche di valutare la risposta dell'UE. Il Comitato ha inoltre proposto l'istituzione di un meccanismo dell'UE per le emergenze sanitarie volto ad aiutare le città e le regioni ad assumere personale medico supplementare, ad acquistare maggiori dispositivi medici, a sostenere i servizi di terapia intensiva e a fornire strumenti e materiale di igienizzazione per ospedali e scuole, tutte misure di cui si è tenuto conto in larga misura nei piani di ripresa dell'UE.

Nel corso del dibattito, i membri del Comitato hanno fornito esempi di misure e buone pratiche adottate a livello locale, basate sull'esperienza da loro fatta sul campo nella lotta contro l'attuale pandemia di Covid-19:

Contatti stampa:

Marie-Pierre Jouglain

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mariepierre.jouglain@cor.europa.eu