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I piccoli Comuni d’Europa (CTME) consegnano le proprie priorità a eurodeputati e Comitato delle regioni in vista delle prossime elezioni  

Il Presidente della Confederazione dei piccoli comuni europei (CTME) e Vicepresidente vicario ANCI Roberto Pella ha consegnato oggi a Bruxelles la Dichiarazione di Roma “Pensare localmente, Agire globalmente” durante un incontro tenutosi al Parlamento Europeo con Eurodeputati tedeschi, francesi e italiani e, successivamente, al Segretario Generale del Comitato delle Regioni.

La Dichiarazione, esito del congresso organizzato dalla Consulta nazionale ANCI Piccoli Comuni lo scorso settembre a Roma, contiene le priorità condivise dai Comuni di minore dimensione demografica d’Europa: dalla richiesta di un maggior coinvolgimento del Comitato delle Regioni ai vertici UE alla proposta che un Commissario europeo sia indicato come responsabile delle relazioni con le autorità locali; dall’attuazione di una cooperazione rafforzata attraverso l’aumento di risorse assegnate ai partenariati tra territori alla promozione dei modelli di intercomunalità che garantiscono qualità dei servizi e sviluppo sostenibile, affinché ogni cittadino di un territorio dell'UE possa beneficiare dello stesso livello di servizi pubblici nonché uguali opportunità di accesso allo studio, occupazione e reddito.

“È positivo il fatto che durante l’attuale periodo di programmazione 2014-2020 l’UE abbia iniziato a rafforzare il coordinamento tra il semestre europeo e i programmi di coesione negli Stati membri e nelle regioni al fine di potenziare la competitività e la crescita. Per il prossimo 2021-2027 ci aspettiamo, tuttavia, un coinvolgimento maggiore dei Comuni per aumentare l’efficacia degli interventi finanziati e ottenere risultati più durevoli in termini di coesione sociale, territoriale e convergenza economica ma anche di capacità amministrativa dei governi locali. Conferire una dimensione territoriale, a livello analitico e operativo, al nuovo quadro strategico dell’UE non potrà che rafforzare la nostra identità comune e rilanciare un processo di fattiva governance multilivello.”

“L'intercomunalità dovrà essere rafforzate come strumento di coesione ma anche vista come “strumento” per rafforzare la governance locale, proteggendo l'autonomia di ciascun organismo per quanto riguarda le identità individuali, socio-economiche, storiche e culturali, conformemente al principio di sussidiarietà. Le forme di collaborazione tra comuni di minore dimensione demografica, situati nelle zone interne o nel territorio periferico, lontano dai centri urbani e da alcuni servizi di base, si potranno consolidare attraverso più dialogo e coordinamento orizzontale e misure d’incentivazione ed esenzioni fiscali necessarie per combattere il declino demografico e lo spopolamento che caratterizzano i piccoli Comuni europei che, non va mai dimenticato, rappresentano la gran parte dei territori e dei valori irrinunciabili ma anche le opportunità di sviluppo contenute in queste aree.”

Spesso si sviluppa un sentimento positivo nei confronti dell’Unione Europea da parte dei cittadini ma, in alcuni casi, la percezione è che la stessa rappresenti un ostacolo alle iniziative locali: questo è particolarmente vero per le imprese, ad esempio, talvolta obbligate a lottare per offrire servizi di interesse generale di buona qualità nel mercato interno europeo. L'UE dovrebbe farsi garante della qualità e della protezione dei servizi comunali, semplificando in misura crescente le procedure amministrative e rafforzando il sostegno ai processi virtuosi e sostenibili in atto. Un’Unione forte delle proprie radici locali significa sicurezza, prosperità e crescita per tutti.”

“Con l’approvazione della Dichiarazione di Roma “Pensare localmente, agire globalmente” abbiamo voluto sottolineare l’urgenza di pensare ad una integrazione europea più vicina ai territori con una Agenda europea delle città integrata con i Comuni di minore dimensione demografica”, ha dichiarato Roberto Pella. “L'Europa non può essere data per scontata. Le difficoltà di questi ultimi anni mostrano che sono necessarie nuove e più concrete politiche d’integrazione tra gli Stati membri, a cominciare da un sostegno concreto allo sviluppo dei territori più periferici anche a beneficio delle aree più urbanizzate.”

Questi le principali linee di azione che abbiamo definito nella Dichiarazione congiunta tra le Associazioni dei Piccoli Comuni Europei a settembre 2018 in sede di Conferenza Nazionale Piccoli Comuni organizzata dall’ANCI e tenuta dal CTME a Roma:

a. Creare responsabilità politica, a livello europeo, per le comunità, in particolare nei confronti di città e comuni di minore dimensione.

b. Garantire una cooperazione più ampia e concreta tra l'Unione europea e il livello locale.

c. La sussidiarietà attiva garanzia di prossimità.

d. Proteggere i servizi municipali di interesse generale.

e. Promuovere la cooperazione tra i comuni - Sviluppare una "coscienza europea".

f. Promuovere la cooperazione per la gestione associata dei servizi comunali.

g. Sviluppare una politica regionale incentrata sul futuro.

h. Più “Comune” nell'agenda politica dell'UE.

i. Ampliare la rappresentanza locale a livello europeo.

j. Rafforzare le competenze europee: l'Europa nei programmi di formazione ed educazione.