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Leader locali: gli Stati membri dell'UE devono innalzare il livello di ambizione in materia di clima e concordare un obiettivo di riduzione delle emissioni di carbonio di almeno il 55 % entro il 2030  

Il CdR e la ministra dell'Ambiente tedesca discutono su come realizzare una ripresa verde, resiliente ed equa

L'Europa deve trarre i giusti insegnamenti dall'emergenza COVID-19 e spianare la strada a una ripresa verde, mettendo le proprie città e regioni in grado di guidare la lotta contro i cambiamenti climatici, avvertono i leader locali e regionali. Questo il messaggio lanciato durante un dibattito tra i membri del Comitato europeo delle regioni e Svenja Schulze, ministra federale tedesca dell'Ambiente, della protezione della natura e della sicurezza nucleare. Il Comitato europeo delle regioni ha inoltre invitato tutti i capi di Stato e di governo dell'UE a 27 a innalzare le loro ambizioni e a concordare questa settimana un obiettivo di riduzione delle emissioni di almeno il 55 % entro il 2030.

Nella riunione del Consiglio europeo di questa settimana, i leader dei 27 Stati membri dell'UE cercheranno un accordo su un nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni dell'UE entro il 2030. La Commissione europea propone di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, una posizione sostenuta dal Comitato europeo delle regioni (CdR). Nel corso del dibattito durante la sessione plenaria virtuale del CdR, i leader regionali e locali dell'UE hanno sottolineato che l'emergenza COVID non deve impedire all'UE di onorare l'impegno di affrontare le crisi in materia di clima e biodiversità, e di stabilire un nuovo obiettivo più ambizioso per il 2030. L'efficace attuazione del Green Deal europeo (la nuova strategia dell'UE per la crescita) deve tradursi in progetti concreti a livello locale e basarsi su un approccio decentrato.

Apostolos Tzitzikostas , Presidente del CdR e presidente della Macedonia centrale, ha dichiarato : " La nostra economia e il nostro clima sono al limite: abbiamo bisogno di una ripresa europea equilibrata, giusta e verde per ogni regione, per ogni città e per ogni comune. Gli Stati membri dell'UE devono concordare di ridurre le emissioni di carbonio di almeno il 55 % entro il 2030 e approvare senza indugio il bilancio a lungo termine e i piani di ripresa dell'UE. Ciò è fondamentale per spianare la strada a un'Europa neutra in termini di emissioni di carbonio entro il 2050 e per garantire una rapida transizione verso economie più sostenibili, tutelando i posti di lavoro e creando nuove opportunità ".

Intervenendo alla sessione plenaria del CdR dell'8 dicembre, la ministra federale tedesca Svenja Schulze ha dichiarato: " Sappiamo che, proprio come nella lotta contro la pandemia di COVID-19, anche nella politica ambientale e climatica un fattore chiave per il successo è rappresentato dall'efficiente collaborazione tra tutti i livelli politici: europeo, nazionale, regionale e locale. Il Green Deal è la strategia per il rilancio economico dell'Europa, che punta a renderla più resiliente, competitiva e vivibile. È indispensabile che gli Stati membri raggiungano presto un accordo sul quadro finanziario pluriennale e sullo strumento per la ripresa e la resilienza, che comprende ingenti spese per la protezione del clima e la biodiversità ".

Arianna Censi (IT/PES), vicesindaca della Città metropolitana di Milano e membro del gruppo di lavoro Green Deal a livello locale , ha dichiarato: " Il tema della difesa dell'ambiente non può più essere rimandato. Ed è dalle città e dai territori che si deve ripartire. Essi possono, e devono, essere protagonisti delle azioni per la riduzione delle emissioni e della lotta ai cambiamenti climatici. Elaborare e incentivare modelli di sviluppo economico sostenibile deve essere una delle priorità delle prossime scelte europee".

A dimostrazione dell'impegno del governo tedesco a favore di un forte coinvolgimento locale e regionale nella politica climatica, l'attuale presidenza del Consiglio (il semestre di presidenza tedesca termina il 31 dicembre), ha richiesto due pareri al CdR. Il primo parere valuta le opportunità di adattamento precauzionale ai cambiamenti climatici ed esorta la Commissione europea a sviluppare una nuova strategia di adattamento dell'UE con obiettivi e indicatori chiari, in linea con i principi di sussidiarietà attiva e di proporzionalità.

Il relatore Markku Markkula (FI/PPE) , presidente del consiglio comunale di Espoo ed ex Presidente del CdR (2015-2017), ha dichiarato: " I leader politici dovrebbero trattare i cambiamenti climatici come un'emergenza da affrontare collettivamente, con misure innovative, rimuovendo le compartimentazioni e gli ostacoli e integrando le politiche di mitigazione e adattamento. Ciò significa innalzare le ambizioni in materia di clima a livelli assai superiori a quelli di cui discute attualmente l'Unione europea e fornire alle città e alle regioni gli strumenti necessari per sviluppare soluzioni basate sul territorio. Nessuna politica di adattamento potrà funzionare se non tiene conto delle esigenze, dei punti di vista e delle competenze specifiche delle regioni e delle città ".

Il secondo parere , incentrato sull'impatto dei cambiamenti climatici nelle regioni e contenente una prima valutazione del Green Deal, sarà presentato mercoledì dal relatore Andries Gryffroy (BE/AE ), membro del Parlamento fiammingo, secondo il quale " il Green Deal avrà successo soltanto se sosterrà un approccio dal basso. Chiediamo una più stretta cooperazione con la Commissione europea per garantire che le regioni e le città svolgano un ruolo centrale. Diverse regioni e città hanno adottato piani di transizione energetica o Green Deal locali, che tuttavia trovano raramente riscontro nei piani e nelle strategie nazionali. Proponiamo che i governi subnazionali siano pienamente coinvolti nella definizione e nell'attuazione dei piani nazionali e possano accedere più facilmente e direttamente ai fondi. Siamo pronti a collaborare con la Commissione e il suo Centro comune di ricerca per istituire un quadro di valutazione regionale europeo, per monitorare e seguire i progressi compiuti nell'attuazione della legislazione, delle politiche e dei finanziamenti in materia di clima e Green Deal a livello regionale ".

Contesto generale

Nella riunione del Consiglio europeo di questa settimana (10-11 dicembre), i leader dei 27 Stati membri dell'UE cercheranno un accordo su un nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni dell'UE per il 2030. In questo modo l'Unione potrà presentare il suo contributo aggiornato determinato a livello nazionale alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici prima della fine del 2020. Il piano degli obiettivi climatici 2030 della Commissione europea propone di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, una posizione sostenuta dal Comitato europeo delle regioni.

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