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Green Deal: per realizzare la neutralità climatica l'Unione deve stanziare nuovi fondi ‎ e mobilitare i soggetti locali  
Il Comitato europeo delle regioni accoglie con favore la proposta della Commissione europea di introdurre un nuovo fondo nella politica di coesione e appoggia la richiesta di risorse ad hoc e di una revisione delle regole in materia di aiuti di Stato

Il Fondo e il meccanismo per una transizione giusta proposti oggi dalla Commissione europea tengono conto delle istanze delle regioni e delle città dell'UE, che chiedono strumenti basati sul territorio per far fronte alla transizione verso la neutralità climatica. Nondimeno, i leader locali e regionali dell'Unione mettono in guardia contro il rischio che il nuovo fondo sia finanziato distogliendo risorse dalla politica di coesione e gestito in maniera centralizzata.

L'avvio di un piano di investimenti per un'Europa sostenibile, che dovrebbe generare mille miliardi di euro fino al 2030, e la creazione di un nuovo fondo per sostenere la transizione verso la neutralità climatica nei territori che dipendono da industrie ad alta intensità di carbonio, rispondono alle richieste delle regioni e delle città dell'UE. Da due anni il Comitato europeo delle regioni (CdR) invoca un apposito strumento di finanziamento europeo che sostenga la decarbonizzazione delle economie dell'UE e riduca al minimo il rischio di licenziamenti, di perdite di utili e di compromissione della coesione economica e sociale.

" Fare dell'Europa un continente a impatto climatico zero entro il 2050 non è più una questione: è una necessità. Ma, per far ciò, abbiamo bisogno di riforme strutturali fondamentali in ogni regione e città dell'UE. Adesso occorre che gli Stati membri diano prova di solidarietà sborsando ulteriori risorse, da gestire in partenariato tra tutti i livelli di governo " ha dichiarato il Presidente del CdR Karl-Heinz Lambertz , sottolineando che " è quindi estremamente importante che la Commissione europea abbia scelto di istituire il nuovo fondo nell'ambito della politica europea di coesione, integrando così i fondi strutturali già esistenti ". " Tuttavia ", ha aggiunto, " se si vuole che il nuovo fondo realizzi i suoi obiettivi, bisogna che esso sia gestito in maniera coerente e non in maniera centralizzata da Bruxelles o dalle capitali dell'UE".

Per quanto riguarda le implicazioni di bilancio, Vojko Obersnel (PSE/HR), sindaco di Fiume e relatore del CdR sul meccanismo per una transizione giusta, ha osservato che " la Commissione chiede di garantire che la dotazione del nuovo fondo, pari a 7,5 miliardi di euro, sia finanziata con risorse aggiuntive e non sottraendo fondi agli strumenti di politica di coesione esistenti. Vi è il grave rischio che, per sopperire alle necessità finanziarie della nuova iniziativa, si finisca per accogliere la 'soluzione' proposta dalla presidenza finlandese, ossia quella di tagliare ulteriormente i fondi destinati alla politica di coesione. Per evitare che questo accada, siamo pronti a lottare insieme con il Parlamento europeo e tutte le altre parti interessate dalla politica di coesione ".

La proposta di un piano di investimenti per un'Europa sostenibile e di un Fondo per una transizione giusta fa inoltre riferimento a una revisione delle attuali norme sugli aiuti di Stato, in linea con la posizione adottata di recente dal CdR in materia di transizione equa. Una revisione di tali norme potrebbe anche rappresentare una prima, importante risposta alla richiesta ormai annosa del CdR di applicare alla politica di coesione la stessa esenzione applicata ai fondi gestiti direttamente dalla Commissione (come ad esempio Orizzonte).

" Apprezziamo il fatto che la Commissione proponga di rendere più flessibili le regole sugli aiuti di Stato per le regioni interessate dal progressivo abbandono del carbone " ha spiegato Mark Speich (PPE/DE), sottosegretario del Land Renania settentrionale-Vestfalia e relatore del CdR sui cambiamenti socioeconomici strutturali nelle regioni carbonifere europee, aggiungendo che " così facendo, la Commissione accoglie le raccomandazioni del CdR . Adesso, però, occorre vedere in che modo si possa tradurre in pratica nel modo migliore tale flessibilità. Inoltre, onde attenuare il rischio della perdita di posti di lavoro, le future norme in materia di aiuti di Stato dovrebbero anche consentire di promuovere gli investimenti da parte delle imprese. Un diritto, questo, che deve essere accordato in tutte le regioni interessate dall'abbandono del carbone ".

Il Comitato europeo delle regioni dovrebbe adottare il suo parere sul Fondo per una transizione giusta nella sessione plenaria di Marzo.

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