Cliccare qui per ottenere una traduzione automatica del testo sottostante.
Il futuro bilancio dell'UE: indebolire la politica di coesione rischia di danneggiare l'avvenire dell'Europa  
Future EU budget: Undermining Cohesion Policy risks undermining Europe's future

Oggi il Presidente del Comitato europeo delle regioni Karl Heinz Lambertz ha messo in guardia contro i tagli alla politica europea di coesione: se l'UE vuole avere un futuro più unito, inclusivo, ecologico e prospero, allora deve necessariamente continuare a mettere tale politica a disposizione di tutte le regioni e città. Con questo monito il Presidente Lambertz reagisce a un documento pubblicato oggi dalla Commissione europea, con il quale vengono presentate le opzioni per il bilancio dell'Ue dopo il 2020, e che include tagli significativi ai fondi destinati alla politica di coesione

Facendo riferimento all'esplicito riconoscimento del valore aggiunto rappresentato dalla politica di coesione da parte del Consiglio europeo e della Commissione europea e, più di recente, al sostegno mostrato dai governi portoghese , italiano, tedesco e polacco , il Presidente Lambertz ha dichiarato che " Il prossimo bilancio pluriennale dell'Ue definirà il futuro dell'Unione europea. In quanto principale strumento d'investimento e di solidarietà dell'Ue, la politica di coesione crea posti di lavoro, sostiene le PMI, promuove l'innovazione e affronta le sfide dei cambiamenti climatici. Indebolire tale politica significherebbe compromettere la futura unità dell'Ue a 27. Appena un anno fa la Dichiarazione di Roma esprimeva sostegno a un'Europa che consenta agli enti locali e regionali di rafforzare il potenziale di innovazione e di crescita dell'Europa . Il Consiglio europeo e la Commissione riconoscono apertamente l'impatto positivo che ha avuto la politica di coesione, ragion per cui il prossimo bilancio Ue deve necessariamente continuare a investire ai livelli correnti: il 34,2% ."

Ora che la discussione sul prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) - che fissa i tetti annuali di spesa per tutte le politiche europee per il periodo 2021-2027 - è iscritta all'ordine del giorno della riunione informale dei capi di Stato e di governo che si terrà il 23 febbraio, e le proposte della Commissione europea in materia sono attese per il 2 maggio, i governi locali e regionali esprimono la preoccupazione che il subentrare di nuove priorità - come sicurezza e migrazioni - induca a ridurre la dotazione della politica di coesione.

Il Presidente Lambertz ha quindi ribadito il recente appello del Comitato europeo delle regioni (che rappresenta a livello istituzionale gli enti locali e regionali dell'Ue) agli Stati membri ad aumentare il loro contributo al prossimo bilancio dell'Unione, portandolo dall'1,1 all'1,3 % del reddito nazionale lordo, posizione condivisa dal Parlamento europeo, spiegando che " se vogliamo un'Europa con delle vere ambizioni, dobbiamo disporre di un bilancio ambizioso. L'Ue dovrebbe fare di più con più risorse: se gli Stati membri non contribuiranno in maggior misura al bilancio europeo, non riusciremo mai a realizzare un'Europa veramente sociale, inclusiva e 'verde', che migliori la vita di ogni singolo cittadino. Il futuro dell'Europa è ora nelle mani dei leader dell'UE27. Noi auspichiamo perciò che il prossimo bilancio dell'Ue sia un bilancio per le persone, efficace, flessibile ed ambizioso, tale da consentire all'Europa di rispondere alle sfide attuali e di superare quelle di domani ."

Per addurre argomenti a favore di una politica di coesione più forte dopo il 2020 per tutte le regioni e le città, il CdR - insieme con importanti associazioni che rappresentano le regioni e le città dell'Ue - ha lanciato l'Alleanza per la coesione ( #CohesionAlliance ), un movimento dal basso aperto a tutti coloro che pensano che la politica europea di coesione debba continuare a essere un pilastro del futuro dell'Ue. Da quando è stata lanciata, nell'ottobre scorso, l'Alleanza ha registrato quasi 3 000 adesioni, tra cui si contano quelle di enti regionali e locali, europarlamentari, ministri, associazioni imprenditoriali, istituzioni accademiche, sindacati e gruppi di riflessione.

Contatto stampa:

pressecdr@cor.europa.eu