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Il pilastro europeo dei diritti sociali deve essere sostenuto da una vigorosa politica di coesione  

La creazione di un pilastro europeo dei diritti sociali dovrebbe promuovere un'Europa sostenibile e inclusiva, dare impulso alla lotta contro le disuguaglianze sociali e regionali e contribuire alla creazione di un'economia sociale di mercato - è questa la posizione assunta dal Comitato europeo delle regioni in un parere adottato nel corso della sessione plenaria di mercoledì.

Il parere elaborato da Mauro D'Attis (IT/PPE) fa notare che la coesione economica, sociale e territoriale, in quanto una delle politiche dell'UE più importanti e complete, deve svolgere un ruolo chiave nel sostenere la progressiva attuazione di un'agenda sociale europea in cui la competitività e la giustizia sociale si integrino a vicenda e in cui un posto speciale dovrebbe spettare alla garanzia di un futuro migliore per i giovani.

"Considerato l'aumento della disoccupazione giovanile e la crescita del numero di persone povere o a rischio di povertà negli ultimi anni, il pilastro europeo dei diritti sociali deve servire a rendere l'Europa più coesa e più capace di rispondere alla dimensione sociale delle esigenze dei cittadini. Si tratta di un impegno e di una responsabilità condivisi tra l'Unione, gli Stati membri, gli enti locali e regionali e le parti sociali. La politica di coesione, in quanto principale politica di investimento a lungo termine dell'UE, deve contribuire alla realizzazione di tali obiettivi in quanto espressione della solidarietà europea", ha dichiarato il relatore D'Attis.

Tra le raccomandazioni del Comitato vi è quella di evitare la povertà delle persone che pure hanno un lavoro attraverso salari dignitosi in linea con la produttività, sempre nel rispetto delle pratiche proprie degli Stati membri. Il parere sostiene altresì la proposta del governo italiano di un regime europeo di assicurazione contro la disoccupazione e sottolinea che l'Unione europea e gli Stati membri devono collaborare per garantire le risorse finanziarie necessarie per l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali.

Insiste con la Commissione e con il Consiglio perché introducano misure di incentivazione per i paesi che attuano riforme volte a conseguire gli obiettivi sociali di Europa 2020 e a combattere gli squilibri sociali. Inoltre, dovrebbe essere approntata una serie di strumenti idonei al fine di misurare e monitorare i progressi compiuti e per valutare le disparità a livello infranazionale. Il parere chiede anche di rivolgere maggiore attenzione all'integrazione efficace dei rifugiati, dei minori non accompagnati e dei migranti legalmente residenti, anche attraverso l'istruzione e la formazione professionale.

Il pilastro europeo dei diritti sociali, che è stato proposto dalla Commissione europea, si basa su 20 principi ed ha l'obiettivo di garantire le pari opportunità e l'accesso al mercato del lavoro, condizioni di lavoro eque, la protezione sociale e l'inclusione. Il prossimo passo fondamentale sarà rappresentato dal vertice sociale per l'occupazione equa e la crescita che si terrà a Göteborg il prossimo 17 novembre e a cui il Comitato europeo delle regioni (CdR) è stato invitato a partecipare, insieme ad altre istituzioni dell'UE, i capi di Stato e di governo, le parti sociali e gli attori della società civile.

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