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L'UE e i giovani: il modo migliore per metterli in contatto è attraverso le comunità locali  

Nel suo parere sulla nuova strategia dell'UE per la gioventù e sul programma "corpo europeo di solidarietà", il Comitato europeo delle regioni (CdR) sottolinea che, per ottenere un vero impegno dei giovani in Europa, è necessaria una maggiore sensibilizzazione a livello locale e regionale. Gli enti locali e regionali osservano inoltre che il corpo europeo di solidarietà avrà un maggiore valore aggiunto se i progetti saranno in linea con le esigenze delle comunità locali.

Nell'ambito della nuova strategia dell'UE per la gioventù , la Commissione europea propone di rafforzare il dialogo con i giovani e di tenere conto dei loro punti di vista nel processo decisionale dell'UE attraverso la creazione di un nuovo coordinatore dell'UE per la gioventù . In un parere elaborato dal sindaco di Morazzone Matteo Bianchi (IT/ECR), il CdR sottolinea la necessità di integrare la dimensione giovanile in tutte le pertinenti politiche dell'UE, con un forte coinvolgimento dei soggetti locali e regionali, sia pubblici sia privati, in quanto essi si trovano nella posizione migliore per comprendere le vere esigenze sociali dei loro territori.

"Dobbiamo puntare ad ottenere un autentico impegno da parte dei giovani, che rifletta i diversi punti di vista esistenti nelle nostre città e regioni di tutta Europa. È per questo motivo che il dialogo strutturato con i giovani deve coinvolgere anche gli enti locali e regionali. In quanto portavoce delle città e delle regioni d'Europa, il CdR è pronto a contribuire al conseguimento di questo obiettivo", ha sottolineato Bianchi.

L'iniziativa relativa al corpo europeo di solidarietà , lanciata nel 2016 e ora in fase di consolidamento come programma separato nel prossimo bilancio a lungo termine dell'UE, con una dotazione di 1,26 miliardi di euro, offre ai giovani l'opportunità di fare volontariato o di lavorare in progetti, nel proprio paese o all'estero, che recano benefici alle comunità e ai cittadini di tutta Europa.

"Le esigenze e le aspettative delle comunità locali dovrebbero essere un importante criterio qualitativo per identificare i progetti ammissibili per il corpo europeo di solidarietà. È necessario assicurare un dialogo permanente con le organizzazioni già impegnate nel settore e con le istituzioni locali e regionali attive nel campo della solidarietà", osserva Bianchi nel parere.

Per rendere più efficiente il corpo europeo di solidarietà e migliorare le future prospettive di lavoro dei giovani volontari, il CdR propone quanto segue:

Gli Stati membri potrebbero prevedere esenzioni o agevolazioni fiscali come incentivo per sostenere progetti di solidarietà.

Per evitare forme di lavoro precario o non retribuito, occorre tracciare una chiara distinzione fra il profilo di volontariato e quello occupazionale del corpo europeo di solidarietà.

A tutti i partecipanti che hanno portato a termine un'attività dovrebbe essere rilasciato un certificato esclusivo del corpo europeo di solidarietà che descriva le competenze acquisite.

Nell'attribuire i marchi di qualità ai progetti, si dovrebbero valorizzare le attività di volontariato più originali ed efficaci (come quelle condotte in collaborazione e sinergia con le associazioni sportive), in grado di spingere i giovani a mantenere per tutta la vita impegni di natura solidale.

Il parere di Bianchi sarà adottato mercoledì 5 dicembre alla sessione plenaria del CdR .

Contatti stampa:

Lauri Ouvinen

Tel.: +32 22822063

lauri.ouvinen@cor.europa.eu