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L'UE deve porre l'inclusività al centro della transizione digitale ed ecologica  

In un dibattito con la ministra finlandese degli Affari europei Tytti Tuppurainen, i rappresentanti locali e regionali dell'UE hanno chiesto all'UE di garantire che tutte le regioni e i loro cittadini possano trarre vantaggio dalle transizioni digitale ed ecologica che stanno cambiando il volto delle nostre società. Il 9 ottobre il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha adottato due pareri richiesti dalla presidenza finlandese del Consiglio dell'UE, incentrati su come colmare il divario digitale e garantire la coesione e la solidarietà per tutti i cittadini europei.

Riferendosi all'obiettivo di raggiungere la neutralità in termini di emissioni di carbonio nell'UE entro il 2050, la ministra finlandese Tuppurainen ha dichiarato: "è compito dell'UE, insieme ad altre grandi economie, assumere un ruolo guida nel passaggio a un'economia digitale, sostenibile e climaticamente neutra. Questa transizione dovrebbe essere vista come un'opportunità. Dobbiamo abbracciare e plasmare i cambiamenti prodotti dalla transizione verde, dall'evoluzione tecnologica e dalla globalizzazione, in modo che nessuno sia lasciato indietro".

La ministra ha poi aggiunto che: "la politica di coesione contribuisce in modo significativo a una crescita sostenibile e inclusiva in tutte le regioni dell'UE e ci aiuta a superare le sfide che l'UE trova ad affrontare. Si tratta di uno strumento importante per stimolare la crescita economica sostenibile e ridurre le disparità regionali. Allo stesso tempo, la futura politica di coesione deve essere maggiormente orientata ai risultati, più efficiente e più mirata sul piano tematico".

Per parte sua, Karl-Heinz Lambertz , Presidente del Comitato europeo delle regioni, ha sottolineato che: "tutte le regioni e le città devono poter beneficiare dei vantaggi dell'economia digitale se vogliamo costruire un'Europa competitiva, inclusiva e sostenibile. La trasformazione digitale delle nostre economie va di pari passo con la coesione economica, sociale e territoriale dell'Europa. Essa contribuirà non solo a creare posti di lavoro, ma anche a sostenere le regioni e le città, in particolare nelle zone rurali e in quelle in fase di transizione, a compiere la conversione urgente verso un futuro neutro in termini di emissioni di carbonio, che l'Europa deve realizzare entro il 2050. Tuttavia, senza investimenti sufficienti, le regioni e le città non saranno in grado di produrre i risultati attesi. L'entità e la forma del prossimo bilancio dell'UE definiranno il nostro futuro comune per i prossimi anni. I tagli agli investimenti regionali e la centralizzazione dei fondi non faranno altro che ritardare l'Europa".

Il primo dei due pareri pone in evidenza che l'accesso e la partecipazione attiva alla società digitale sono fondamentali per il buon esito dello sviluppo futuro sul piano locale e regionale e sottolinea che la coesione digitale è un'importante dimensione aggiuntiva del tradizionale concetto di coesione economica, sociale e territoriale sancito nei Trattati dell'UE. Il CdR si rammarica tuttavia del fatto che le priorità dell'agenda politica della nuova Commissione europea non pongano un accento sufficiente su un mercato unico digitale inclusivo che vada a vantaggio di tutti i cittadini dell'Unione europea.

Secondo la relatrice Anne Karjalainen (FI/PSE), consigliera comunale di Kerava, "la trasformazione digitale deve fondarsi su un'economia dei dati dell'UE che sia sostenibile, competitiva e basata sull'uomo. Anziché concentrare l'attenzione sullo sviluppo di prodotti basati sulla tecnologia, occorre mettere a punto processi, servizi e prodotti basati sul fattore umano, compresa la progettazione focalizzata sull'utente, il lavoro di sviluppo in comune tra più soggetti (co-creazione) e il rapido avvio di progetti pilota".

Per garantire il diritto alla connettività a ogni cittadino dell'Unione, il CdR chiede un maggiore sostegno alla diffusione della banda larga ad alta velocità e delle reti 5G nelle comunità locali, indipendentemente dalle dimensioni e dalla densità demografica di queste ultime. Il parere elaborato dalla relatrice Karjalainen chiede inoltre maggiori investimenti nelle competenze digitali e nell'alfabetizzazione mediatica, nella cibersicurezza e nella protezione dei consumatori nel campo dell'economia digitale, e sottolinea il ruolo delle reti regionali quali poli di innovazione digitale nell'attuazione del nuovo programma Europa digitale.

La digitalizzazione e l'introduzione di soluzioni intelligenti nei servizi pubblici, in particolare nel settore dei trasporti e dell'energia, sono fondamentali anche per accelerare lo sviluppo sostenibile a livello locale e regionale. Un parere di cui è relatore Andries Gryffroy (BE/AE), membro del Parlamento fiammingo, si concentra sul ruolo che le città intelligenti svolgono nel garantire una transizione giusta verso la neutralità climatica e nella realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile a livello locale.

Il relatore Gryffroy ha sottolineato che: "le città e le comunità hanno un ruolo importante da svolgere nel processo di transizione verso un'Europa efficiente sotto il profilo delle risorse, climaticamente neutra e ricca di biodiversità. Dobbiamo creare non solo maggiori ma anche migliori opportunità per aiutare e sostenere gli attori locali e regionali in questo processo di trasformazione. Occorrerà adottare un approccio dal basso, con iniziative intelligenti nate e sviluppate grazie alla cooperazione locale. Questa inclusività è necessaria anche per colmare il divario digitale, affinché i soggetti più deboli non siano lasciati indietro nel processo di transizione verso una società digitale".

Informazioni generali

La politica di coesione è la principale fonte di finanziamento dell'UE per migliorare la connettività: nell'attuale quadro finanziario pluriennale dell'UE (2014-2020) sono stati assegnati alla diffusione della banda larga 6 940 milioni di EUR di finanziamenti a titolo dei fondi SIE, provenienti principalmente dal Fondo europeo di sviluppo regionale. Si prevede che entro la fine del 2020 tale finanziamento aiuterà 14,6 milioni di famiglie in più ad accedere alla banda larga, 77 500 imprese a ricevere sostegno per migliorare l'impiego dei servizi TIC e 41,7 milioni di cittadini a beneficiare di migliori servizi sanitari, tra cui la sanità elettronica. Il finanziamento proviene anche dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) e dal meccanismo per collegare l'Europa, compreso il Fondo per la banda larga avviato nel 2018. Per saperne di più .

Dal 2017 il CdR collabora con la Commissione europea nel quadro di una piattaforma comune per la banda larga , nel cui ambito responsabili politici locali ed esperti stanno esplorando soluzioni per la diffusione di una banda larga ad alta velocità che sia ultrarapida, migliore e sostenibile, puntando così all'eliminazione del divario digitale dovuto all'ubicazione geografica o a una carenza del mercato. La piattaforma sta estendendo la sua attività in modo da coprire aspetti più ampi della società e dell'economia digitali. Il documento di sintesi Europa digitale per tutti , elaborato dal Presidente del CdR Lambertz e dal primo vicepresidente Markku Markkula è stato presentato all'Assemblea digitale del 2019 .

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Lauri Ouvinen

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