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La strategia dell'UE in materia di sostanze chimiche dovrebbe semplificare le procedure e integrare la legislazione esistente per renderla più efficace  

L'Europa è il secondo produttore mondiale di sostanze chimiche, con il 16,9% delle vendite globali. L'industria chimica è la quarta industria dell'UE, con 30 000 imprese (il 95% delle quali piccole e medie) e 1,2 milioni di addetti diretti, più 3,6 milioni di occupati nell'indotto

Le città e le regioni sostengono la necessità d'introdurre un quadro giuridico coerente e semplificato per l'industria chimica, in modo da renderla più verde e più efficace. Nel parere intitolato Sostanze chimiche sicure e sostenibili per un ambiente privo di sostanze tossiche nelle città e nelle regioni d'Europa , il Comitato europeo delle regioni (CdR) riconosce l'importanza della nuova strategia in materia di sostanze chimiche presentata dalla Commissione europea e accoglie con favore le misure previste per la sua attuazione. Il CdR chiede che in tale attuazione siano pienamente coinvolti gli enti locali e regionali, tenuto conto della loro conoscenza dei mercati locali, delle specificità dei loro territori e della loro capacità di valutare l'attuazione sul campo.

I prodotti chimici sono quasi onnipresenti nella nostra vita quotidiana e svolgono un ruolo importante nell'economia dell'Unione europea. L'Europa è il secondo produttore di prodotti chimici (con il 16,9% delle vendite mondiali), e l'industria chimica è il quarto settore industriale dell'UE, con 30 000 imprese (il 95% delle quali sono PMI) e 1,2 milioni di addetti diretti, più 3,6 milioni di occupati nell'indotto. Tuttavia, non va dimenticato che esistono sostanze chimiche con proprietà pericolose, che possono causare danni alla salute umana e all'ambiente. È quindi estremamente importante sviluppare sostanze chimiche sicure e sostenibili, in modo da proseguire il cammino verso la neutralità climatica e conseguire gli obiettivi dell'accordo di Parigi.

Adam Struzik (PL/PPE), presidente della regione Masovia e relatore del parere del CdR sul tema, spiega che " la strategia per la sostenibilità delle sostanze chimiche è un elemento importante di una politica economica basata su soluzioni rispettose dell'ambiente. Gli effetti dell'attuazione di tale strategia sono attesi tanto dalle regioni quanto dalla società in generale. Nel parere vogliamo evidenziare il ruolo delle regioni in questo processo di attuazione, con una particolare attenzione per la salute degli abitanti e per l'ambiente. Inoltre, la strategia offre l'opportunità di accrescere la competitività attraverso l'innovazione " .

Il CdR ritiene fondamentale che, nell'attuare la nuova normativa sulle sostanze chimiche, si tenga conto del parere dell'industria nel suo complesso e del tempo necessario per convertire gli impianti e gestire le sostanze chimiche pericolose che devono essere ritirate dal mercato dell'UE. Analogamente, la strategia dovrebbe concentrarsi sulla creazione di condizioni di parità per tutte le parti interessate dell'UE e dei paesi terzi: è infatti essenziale proteggere l'innovazione e la competitività delle imprese europee, in particolare di quelle piccole e medie. Specificamente per quanto riguarda le PMI, gli enti locali e regionali chiedono che i requisiti siano comprensibili e gestibili sul piano amministrativo. A tale proposito, segnalano che molte informazioni importanti sono ancora disponibili solo in inglese, il che costituisce chiaramente una barriera linguistica.

La crisi della COVID-19 ha messo in luce la necessità di accrescere la resilienza della nostra società nei confronti degli shock economici, sociali e ambientali. Pertanto, il CdR ritiene essenziale compiere progressi verso la sovranità tecnologica e sostenere la ricerca e l'innovazione all'interno dell'UE. A questo proposito, le città e le regioni segnalano una serie di ostacoli giuridici, finanziari e tecnici da loro incontrati nella gestione delle sostanze chimiche, e fanno presente che avrebbero bisogno di sovvenzioni e assistenza tecnica per sostenere l'attuazione della strategia in materia di sostanze chimiche. I membri sottolineano che, specialmente per le regioni in transizione, sarebbe estremamente utile ricevere dai fondi europei un sostegno finanziario per il miglioramento delle competenze e la riqualificazione professionale dei lavoratori, nonché per lo sviluppo di progetti volti a promuovere le sostanze chimiche sostenibili.

Inoltre, al fine di garantire un approccio uniforme e trasparente alle sostanze chimiche, è necessaria una banca dati interdisciplinare dell'UE sulla sicurezza chimica, che dovrebbe essere creata dall'Agenzia europea per le sostanze chimiche. Tale banca dati contribuirebbe anche a valutare i rischi associati all'uso e alla gestione delle sostanze chimiche.

Il CdR propone di rivedere e rafforzare il regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (regolamento REACH) e il regolamento relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele (regolamento CLP) , nonché di semplificare le procedure.

Qualche informazione di base

La Strategia in materia di sostanze chimiche sostenibili – Verso un ambiente privo di sostanze tossiche è stata pubblicata dalla Commissione europea l'11 ottobre scorso, nel quadro dell'obiettivo "inquinamento zero", che è una delle priorità del Green Deal europeo.

Il parere intitolato Sostanze chimiche sicure e sostenibili per un ambiente privo di sostanze tossiche nelle città e nelle regioni d'Europa rientra nelle competenze del gruppo di lavoro del CdR Green Deal a livello locale (GDGL). Costituito nel giugno 2020 e composto da 13 rappresentanti eletti a livello locale e regionale , il gruppo di lavoro GDGL ha l'obiettivo di far sì che le città e le regioni dell'UE siano direttamente coinvolte nella definizione, nell'attuazione e nella valutazione delle numerose iniziative condotte nel quadro del Green Deal europeo, la strategia di crescita sostenibile dell'UE per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

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