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Bilancio dell'UE: i leader regionali e locali plaudono all'accordo ed esortano a sbloccare i fondi nel primo semestre del 2021 per aiutare i cittadini e le imprese alle prese con la seconda ondata della Covid-19  

Il Comitato elogia gli sforzi compiuti dal Parlamento europeo per garantire un'azione più incisiva dell'UE in materia di ricerca sanitaria ed Erasmus+, controllo democratico dei piani di ripresa e nuovi mezzi finanziari per l'Unione.

" L'accordo è un segno di speranza per le comunità locali che si trovano ad affrontare la seconda ondata della pandemia. L'adozione definitiva dovrà avvenire entro breve per garantire che i fondi siano a loro disposizione nel primo semestre del 2021. In caso di ritardi, gli investimenti essenziali realizzati nel 2021 – anche prima dell'entrata in vigore del nuovo bilancio – devono essere ammissibili retroattivamente. In caso contrario, sarà troppo tardi perché l'UE possa contribuire a proteggere le comunità locali e a preservare le nostre economie ". Queste le dichiarazioni del Presidente del Comitato europeo delle regioni (CdR) Apostolos Tzitzikostas a proposito dei negoziati interistituzionali sul quadro finanziario pluriennale dell'UE 2021-2027 e sul piano di ripresa.

Gli ha fatto eco Isabelle Boudineau , presidente della commissione Politica di coesione territoriale e bilancio dell'UE ( COTER ) del CdR: " Si tratta di un accordo storico. Per la prima volta, il Parlamento europeo è riuscito ad aumentare il quadro finanziario pluriennale di 16 miliardi di euro, garantendo che i ricercatori e i partecipanti al programma Erasmus+ possano beneficiare di tale incremento e triplicando i fondi del programma UE per la salute (EU4Health), così essenziale in questi tempi di crisi. Permangono tuttavia alcune incertezze. La soluzione ad hoc di utilizzare le ammende inflitte dall'UE in materia di concorrenza non dovrebbe essere solo un'opzione temporanea: le norme dell'Unione dovrebbero invece essere adeguate per mantenere tale possibilità anche in futuro. Lo stesso vale per il calendario concordato riguardo alle nuove risorse proprie per il bilancio dell'UE. Dobbiamo essere certi che a un calendario così ambizioso facciano seguito i fatti. Le congiunture economiche difficili richiedono soluzioni impegnative: dobbiamo garantire una ripresa sostenibile a lungo termine per l'UE ".

Nikola Dobroslavić (HR/PPE) , relatore del CdR per il quadro finanziario pluriennale, ha dichiarato: " Plaudiamo all'accordo raggiunto dal Consiglio e dal Parlamento europeo sul nuovo QFP e sul pacchetto per la ripresa. La rapida adozione di questi strumenti prima dell'inizio del nuovo periodo finanziario 2021-2027 è della massima importanza affinché le città e le regioni siano in grado di attuare progetti concreti. L'Europa non può ripartire senza il ruolo attivo delle città e delle regioni. La politica di coesione e la politica agricola comune rimangono politiche essenziali per le regioni e le città e per la loro ripresa. Per questo motivo dobbiamo fare della coesione un valore fondamentale e un obiettivo chiave per tutte le politiche e gli investimenti ".

Contesto:

Tra le principali misure richieste dal Comitato europeo delle regioni al fine di affrontare la pandemia figurano:

1) un piano per un'Europa sostenibile, resiliente e sociale, comprendente un fondo UE per la ripresa, collegato a un bilancio dell'UE ambizioso e basato sull'assicurazione del debito contratto a livello europeo, per un valore di almeno 500 miliardi di EUR;

2) un meccanismo UE per le emergenze sanitarie volto a facilitare l'acquisto di materiale medico e inteso a valutare, riadattare e monitorare la capacità dei sistemi sanitari regionali di investire nella resilienza e nella sostenibilità dell'assistenza sanitaria;

3) meccanismi di finanziamento per aiutare le amministrazioni regionali e locali a compensare le perdite di gettito proveniente dalle imposte locali e a riorganizzare i servizi pubblici rendendoli digitali, sostenibili e resilienti;

4) procedure semplificate per finanziare infrastrutture locali sostenibili;

5) strutture dedicate e regimi giuridici a sostegno delle PMI, del turismo e della cultura;

6) un piano per l'inclusione rurale che promuova l'innovazione, l'imprenditorialità e la connettività nelle zone rurali.

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