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Mettere le città e le regioni europee in condizione di tutelare l'occupazione e proteggere i diritti sociali  

Il commissario Schmit e il CdR uniscono le loro forze per sostenere lo sviluppo di competenze e l'occupazione nei territori

L'UE e i suoi Stati membri devono dotare le città e le regioni europee della capacità di tutelare l'occupazione e proteggere i diritti sociali: questo è l'appello lanciato dal Comitato europeo delle regioni (CdR) per contrastare il devastante impatto sociale della pandemia di Covid-19. L'Assemblea dei rappresentanti locali e regionali dell'UE chiede inoltre di rafforzare la base di competenze per la ripresa e di aiutare gli enti regionali e locali a gestire la duplice transizione verde e digitale.

Il Barometro regionale e locale del CdR 2020 rivela che la crisi della Covid-19 ha effetti negativi soprattutto sul reddito dei lavoratori autonomi, di chi è assunto con contratti a tempo determinato e dei lavoratori a tempo parziale, tra cui si contano molti giovani, migranti e altre categorie vulnerabili. La minaccia di un impatto negativo sull'occupazione è particolarmente elevata nelle regioni fortemente dipendenti dal turismo, dove potrebbe essere a rischio fino al 40 % dei posti di lavoro. Il Barometro indica inoltre che il 43 % dei cittadini europei auspica che gli enti locali e regionali abbiano una maggiore influenza sulle politiche occupazionali e sociali.

Il Presidente del Comitato europeo delle regioni Apostolos Tzitzikostas ha dichiarato: "Durante la pandemia di Covid-19 le regioni e le città di tutta Europa hanno agito con prontezza e decisione per prestare aiuto a chi ne aveva bisogno. Ora l'UE deve porre al centro della sua azione la lotta alla povertà e alla disoccupazione, soprattutto quella giovanile, che è in aumento. Questo è essenziale per un'Europa sociale forte, che non lasci indietro nessun cittadino e nessun territorio."

Per sostenere l'incontro tra domanda e offerta di competenze e di lavoro e aiutare le economie locali con iniziative concrete, il Presidente Tzitzikostas ha annunciato che il CdR collaborerà con la DG Occupazione della Commissione europea all'organizzazione di "Fiere locali dell'occupazione" con le regioni e le città, da tenersi online.

Nel suo intervento alla sessione plenaria del CdR, il 14 ottobre scorso, il commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali Nicolas Schmit ha osservato che "dobbiamo riprenderci da una crisi che non ha precedenti, e per farlo abbiamo bisogno delle regioni. Le misure che abbiamo preso a sostegno dei giovani e dello sviluppo di competenze dovranno dare risultati concreti sul campo. Il pilastro europeo dei diritti sociali è stato e continuerà ad essere il nostro faro per garantire un futuro migliore ai nostri concittadini. Ecco perché ho annunciato, insieme al Presidente Tzitzikostas, che intensificheremo la cooperazione tra i miei servizi e il Comitato europeo delle regioni: questa cooperazione ci darà la possibilità di dimostrare ai cittadini europei il nostro totale impegno e la nostra capacità di ascolto nei loro confronti".

Nella sessione plenaria del CdR di questa settimana è stato inoltre adottato il parere sul tema Un'Europa sociale forte per transizioni giuste , che getta le basi di un piano d'azione per l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali . La relatrice del parere e presidente della commissione SEDEC Anne Karjalainen (FI/PSE), consigliera comunale di Kerava, ha dichiarato: "La pandemia di Covid-19 ha messo in luce l'urgente necessità di colmare l'attuale divario digitale e di rimediare al forte impatto che esso ha sui diritti sociali, dal momento che un accesso insufficiente (o persino la mancanza di accesso) alle nuove tecnologie e alla società dell'informazione genera nuove forme di emarginazione sociale. La coesione digitale è parte integrante di transizioni giuste ed è uno dei pilastri della coesione territoriale e sociale. Nello stesso tempo, le misure per la ripresa devono affrontare la dimensione sociale della duplice transizione verde e digitale. Abbiamo bisogno di un mercato del lavoro equo in una futura economia neutrale in termini di emissioni di CO 2 , che si basi su posti di lavoro dignitosi, su una protezione sociale forte e su opportunità lavorative nei luoghi in cui le persone vivono".

Facendo riferimento alla comunicazione della Commissione europea pubblicata in gennaio, il parere elaborato dalla relatrice Karjalainen sottolinea che anche il Fondo per una transizione giusta , ossia lo strumento di finanziamento dell'UE volto a sostenere la transizione verde nelle regioni più vulnerabili, dovrebbe essere in linea con il pilastro sociale dell'UE. Il documento ribadisce al tempo stesso la richiesta di migliorare il coordinamento delle politiche economiche e sociali tra i livelli di governo europeo e nazionale nel quadro del semestre europeo, e chiede di assicurare il coinvolgimento degli enti locali e regionali in tale coordinamento attraverso una gestione concorrente basata sul principio di sussidiarietà.

Il CdR sottolinea inoltre il ruolo fondamentale delle parti sociali nell'attuale contesto di una crescente digitalizzazione dei modelli di lavoro. Chiede quindi un aggiornamento della legislazione europea in materia di condizioni e orario di lavoro, inclusa l'adozione di disposizioni che sanciscano il "diritto a scollegarsi".

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