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Un nuovo studio del CdR lancia l'allarme per lo scarso coinvolgimento delle regioni e delle città nei piani nazionali per la ripresa economica  

Mentre i capi di Stato e di governo dell'UE si riunivano a Bruxelles per esaminare lo stato di avanzamento della ripresa economica, i risultati di un nuovo studio commissionato dal Comitato europeo delle regioni (CdR) hanno messo in risalto lo scarso coinvolgimento degli enti locali e regionali nella preparazione e nell'attuazione dei piani nazionali di ripresa e resilienza (PNRR). Lo studio è stato presentato il 24 giugno nel corso della riunione della commissione Politica economica (ECON) del CdR. I membri della commissione ECON hanno inoltre espresso seria preoccupazione per il rischio che l'insufficiente attenzione prestata dai piani alle disparità territoriali e l'insufficiente coordinamento con gli obiettivi della politica di coesione portino a una sovrapposizione di fondi.

Secondo lo studio, che analizza otto dei PNRR presentati alla Commissione europea entro la fine di maggio, i piani nazionali di ripresa prevedono per le regioni possibilità molto limitate di apportare un contributo democratico. La maggior parte degli attori regionali e locali è stata consultata solo in modo formale e unilaterale, ed essi saranno incaricati principalmente dell'attuazione amministrativa delle politiche in materia di investimenti. Le loro idee sono state recepite nei piani solo raramente. Tuttavia, concedere alle città e alle regioni un più ampio margine di manovra politico sull'uso delle risorse per gli investimenti favorirebbe la titolarità delle comunità locali riguardo alle politiche e stimolerebbe lo sviluppo di capacità a livello locale. La mancanza di coinvolgimento degli enti regionali e locali, che sono fondamentali per realizzare investimenti e servizi nonché per attuare le riforme, potrebbe compromettere l'impatto e l'efficienza dei PNRR.

Michael Murphy (IE/PPE), presidente della commissione ECON del CdR e membro del consiglio della contea di Tipperary, ha dichiarato: " Lo studio conferma ciò che aveva fatto intendere il nostro lavoro precedente: vi è un'ampia diversità di situazioni all'interno dell'UE, ma molti Stati membri considerano le consultazioni con gli attori regionali e locali non come scambi significativi, ma piuttosto come processi unilaterali, come esercizi meramente burocratici. Il patrimonio di conoscenze e di esperienze delle regioni e delle città raramente trova posto nei piani di ripresa, e ciò rappresenta un'occasione mancata e semplicemente non costituisce una buona governance. Gli enti locali e regionali sono fondamentali per realizzare investimenti e fornire servizi pubblici, nonché per attuare le riforme, ed è un errore cercare di costruire la ripresa dell'UE senza di loro ".

I membri della commissione ECON hanno espresso rammarico per il fatto che gli investimenti proposti nei PNRR non prendano in considerazione le potenziali sinergie tra lo strumento per la ripresa e la resilienza e i fondi della politica di coesione dell'UE. Le sovrapposizioni tra i due strumenti finanziari potrebbero compromettere l'efficacia della politica di coesione. Tranne che per l'Italia e il Belgio, non è prevista alcuna ripartizione territoriale delle risorse. Lo studio giunge inoltre alla conclusione che il ruolo che i PNRR intendono attribuire agli enti locali e regionali nella promozione della transizione verde e digitale è tuttora vago e mal definito.

Alla luce dei risultati dello studio, i membri della commissione ECON hanno esortato la Commissione europea a effettuare una valutazione approfondita di tutti i PNRR, a insistere, insieme al Parlamento europeo, sulla definizione del ruolo degli enti locali e regionali nelle restanti fasi di detti piani, a mantenere la coesione quale valore fondamentale e a coinvolgere le regioni e le città dell'UE nel semestre europeo così come nel monitoraggio e nella valutazione dei piani.

Oltre al dibattito sul fondo dell'UE per la ripresa, la commissione ECON ha adottato il progetto di parere sul tema Proteggere le indicazioni geografiche industriali e artigianali (IGIA) nell'Unione europea , che chiede un quadro normativo armonizzato a livello dell'UE per le IGIA al fine di sostituire il mosaico di strumenti giuridici nazionali e quindi salvaguardare una parte importante del patrimonio culturale europeo, migliorare la tutela dei diritti dei consumatori, aumentare il reddito dei produttori e contribuire allo sviluppo delle regioni interessate.

Martine Pinville (FR/PSE), consigliera regionale della Nuova Aquitania e relatrice del parere, ha dichiarato: " È giunto il momento di accogliere la richiesta da tempo formulata dal CdR di un regolamento volto a proteggere le indicazioni geografiche industriali e artigianali. Per i consumatori, tale regolamentazione costituirebbe una garanzia dell'origine, della qualità e dell'autenticità di un prodotto. Per gli artigiani e le imprese, significherebbe apprezzare il loro know-how e proteggerli dalla concorrenza sleale e dalla contraffazione. Infine, per le regioni, si tratta di proteggere il patrimonio locale e di mantenere sul loro territorio valore aggiunto e posti di lavoro non delocalizzabili ".

L'adozione del parere è prevista per la sessione plenaria del CdR dell'ottobre prossimo.

La riunione della commissione ECON ha inoltre offerto ai membri l'opportunità di scambiare opinioni in merito al documento di lavoro sul tema Aggiornamento della nuova strategia industriale 2020: costruire un mercato unico più forte per la ripresa dell'Europa , presentato dalla relatrice Jeannette Baljeu (NL/Renew Europe), e al parere sul tema Legiferare meglio , presentato dal relatore della commissione CIVEX (Cittadinanza, governance e affari istituzionali) Piero Mauro Zanin (IT/PPE).

La commissione ECON ha inoltre nominato Rob Jonkman (NL/ECR) relatore del parere sul tema Attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza e ha raccomandato che Mark Weinmeister (DE/PPE) sia nominato relatore generale sul tema Un'identità digitale europea .

Contesto:

Il dispositivo per la ripresa e la resilienza dell'UE è lo strumento di bilancio da 672,5 miliardi di EUR (di cui 312,5 miliardi in sovvenzioni e 360 miliardi in prestiti) concepito per sostenere gli Stati membri nell'attuazione delle riforme e negli investimenti nelle priorità comuni dell'Unione. Il dispositivo è il principale strumento finanziario incluso nel fondo di salvataggio Next Generation EU . Per beneficiare del sostegno offerto dal dispositivo, gli Stati membri devono presentare un piano nazionale per la ripresa e la resilienza che indichi le riforme e gli investimenti a cui sarebbero destinati i finanziamenti. Finora la Commissione europea ha ricevuto 24 piani nazionali su 27, e ne ha approvati 12.

Lo studio sul tema Gli enti regionali e locali nei piani nazionali di ripresa e resilienza , commissionato dal CdR, si concentra su otto dei PNRR presentati all'UE entro la fine del maggio 2021 (Belgio, Croazia, Francia, Germania, Italia, Polonia, Romania e Spagna). Il testo completo dello studio è consultabile qui .

Una consultazione congiunta CdR-CCRE , presentata in gennaio, ha già evidenziato che molti governi dell'UE stanno escludendo regioni e città dalla preparazione dei piani di ripresa post-COVID. I risultati della consultazione sono consultabili qui .

Ai sensi del regolamento che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (articolo 18, paragrafo 4, lettera q), e come recentemente ricordato in una risoluzione del Parlamento europeo adottata a larga maggioranza, i piani di ripresa e resilienza dovrebbero essere elaborati e, "se disponibile", attuati dopo un "processo di consultazione, condotto conformemente al quadro giuridico nazionale, delle autorità locali e regionali, delle parti sociali, delle organizzazioni della società civile, delle organizzazioni giovanili e di altri portatori di interessi". Gli Stati membri dovranno presentare una sintesi del processo di consultazione, che dovrà specificare "il modo in cui il piano per la ripresa e la resilienza tiene conto dei contributi dei portatori di interessi".

Contatti stampa:

Maximilian v. Klenze

Tel. +32 2 282 2044

Maximilian.vonKlenze@cor.europa.eu

Matteo Miglietta

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Matteo.Miglietta@cor.europa.eu

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