L'UE può ridurre i "viaggi della disperazione" verso l'Europa grazie a una collaborazione più stretta con le amministrazioni locali di Africa e Medio Oriente  
EU can reduce "desperate journeys" to Europe by working more with local governments in Africa and Middle East

L'Unione europea deve contribuire a rafforzare la capacità amministrativa degli enti locali e regionali in Africa e in Medio Oriente per eliminare a lungo termine alcune delle cause della migrazione, dichiara il Comitato europeo delle regioni (CdR) in una serie di raccomandazioni adottate il 12 luglio.

Le raccomandazioni, che l'Assemblea dei rappresentanti locali e regionali dell'UE ha formulato nell'ambito di un parere richiesto dalla Commissione europea, affrontano i problemi legati alla sicurezza, ma anche di tipo economico, sociale, amministrativo e politico lungo la rotta migratoria che dall'Africa occidentale e dal Medio Oriente, attraversando il Mediterraneo centrale, giunge fino in Italia. Il parere, però, si concentra soprattutto sulla Libia e osserva che la crisi che l'ha colpita nel 2014 "ha provocato un vero e proprio caos e un forte deterioramento delle condizioni di vita in tutto il paese". Le strutture sociali tradizionali hanno difficoltà a trattare con i giovani e la criminalità, si afferma nel parere, ma le autorità locali "dispongono di un certo grado di legittimità" e hanno bisogno di un sostegno immediato e a lungo termine.

Il relatore del parere Hans Janssen (NL/PPE), sindaco di Oisterwijk, ha dichiarato che "uno dei drammi della nostra epoca è il numero crescente di persone che abbandonano il loro paese in Medio Oriente e in Africa. La nostra politica dovrebbe puntare ad aiutare i paesi di transito - come la Libia - e i paesi d'origine a sviluppare le loro capacità per impedire alle persone di intraprendere questi viaggi della disperazione. La tragedia della migrazione ha inizio nei paesi d'origine, non in Libia o nelle acque al largo della Libia. Le persone sono alla ricerca di migliori opportunità di vita e noi vogliamo che trovino tali opportunità all'interno delle loro stesse comunità. Per questo occorrono buone amministrazioni locali".

"C'è particolare bisogno di sostenere la Libia" ha continuato Janssen, "e non soltanto perché è il trampolino verso l'Europa. La Libia ha scelto di decentrare il suo sistema di governance, e questo accordo resta un punto di riferimento per tutti i partiti libici, indipendentemente dalla loro appartenenza politica. Una soluzione politica globale richiede un decentramento efficace".

Nel parere, il CdR sottolinea altresì il potenziale dei partenariati tra le città e regioni d'Europa e le loro controparti in Libia, citando, come esempio, la propria iniziativa di Nicosia", grazie alla quale, negli ultimi 18 mesi, i membri del CdR hanno organizzato visite di studio per i sindaci e i funzionari libici nei seguenti settori: gestione delle acque, dei rifiuti e delle finanze, pubblica amministrazione, sanità, pesca e lotta alla radicalizzazione. Il sindaco di Tripoli Abdelrauf Beitelmal è l'interlocutore principale del CdR. Il sostegno finanziario proviene dalla Commissione europea.

Il 10 e 11 luglio scorsi, una nutrita delegazione di sindaci e funzionari provenienti da Bengasi, Garian, H'raoua, Sebha, Sirte e Zintan ha partecipato a un incontro a Bruxelles, organizzato congiuntamente dal CdR e dalla Commissione, per favorire i partenariati tra le amministrazioni locali e regionali dell'UE e quelle dei paesi terzi. I leader di altri paesi situati lungo la rotta migratoria dall'Africa occidentale all'Europa hanno assistito inoltre alle Assise della cooperazione decentrata sul tema Regioni e città per lo sviluppo.

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