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Cooperazione transfrontaliera: dopo la peggiore battuta d'arresto degli ultimi decenni, è giunto il momento di rilanciarla e renderla ancora più forte  

Il 5 luglio i cittadini e i leader locali e regionali discuteranno dell'importanza della cooperazione transfrontaliera per il futuro dell'Europa e degli insegnamenti tratti durante la crisi provocata dalla pandemia

Nel tentativo di riportare la cooperazione transfrontaliera in cima all'agenda politica dell'UE, il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha adottato oggi una risoluzione in cui esorta la Commissione europea a presentare una proposta per preservare la cooperazione e la vita transfrontaliere in caso di crisi future. La risoluzione contiene numerose proposte per migliorare tale cooperazione e invita la Commissione europea a dare seguito alla legislazione e ai trattati già in vigore, la cui attuazione potrebbe, in molti casi, essere migliorata. Il futuro della cooperazione transfrontaliera sarà ulteriormente discusso il 5 luglio nel corso di un evento organizzato dal CdR insieme ad altri importanti partner europei.

Nel campo della cooperazione transfrontaliera, la pandemia di COVID-19 ha provocato una delle peggiori battute d'arresto degli ultimi decenni, con gravi ripercussioni sull'economia e la mobilità in molte regioni, nonché sull'accesso dei cittadini ai servizi di emergenza. Già prima dello scoppio della pandemia molte regioni frontaliere si trovavano ad affrontare un gran numero di ostacoli specifici della loro situazione territoriale. Nel corso di una consultazione effettuata di recente dal CdR , gli esponenti delle regioni frontaliere hanno indicato nei trasporti e nella connettività transfrontalieri, ma anche nelle pastoie burocratiche per i cittadini e le imprese, i principali ostacoli incontrati nei loro territori. In tale contesto, la risoluzione del CdR – basata su studi specifici e riscontri diretti provenienti dalle regioni frontaliere raccolti nell'ultimo anno – mira a contribuire a riportare la cooperazione transfrontaliera in cima all'agenda politica dell'UE.

Pavel Branda (CZ/ECR), relatore di un recente parere del CdR sui servizi pubblici transfrontalieri e presidente del gruppo interregionale del CdR sulla cooperazione transfrontaliera, ha dichiarato che " è un'ottima cosa che il CdR si sia assunto il compito di rappresentare le regioni frontaliere e i loro cittadini alla Conferenza sul futuro dell'Europa. Dobbiamo collocare la cooperazione transfrontaliera nel posto che le compete, cioè al centro stesso del progetto di integrazione europea. La cooperazione transfrontaliera è uno dei maggiori successi dell'Unione europea, e in futuro deve svolgere un ruolo ancora più importante. È proprio alle frontiere che i cittadini toccano con mano i vantaggi dell'integrazione europea. E la risoluzione adottata oggi propone misure concrete per migliorare ulteriormente la loro vita quotidiana nelle regioni di frontiera ".

Nella risoluzione, sostenuta da tutti i gruppi politici del CdR e intesa come contributo alla Conferenza sul futuro dell'Europa, il CdR esorta la Commissione europea a presentare una proposta per preservare, alle frontiere terrestri così come a quelle marittime, la cooperazione e la vita transfrontaliere in caso di nuove crisi a livello europeo o regionale. In essa, inoltre, si invita la Commissione a proporre misure che consentano al personale e ai veicoli dei servizi di emergenza di attraversare liberamente le frontiere in qualsiasi momento. Inoltre, la risoluzione sottolinea la necessità di migliorare e potenziare i servizi pubblici transfrontalieri, mettendo in rilievo che le strutture transfrontaliere – ad esempio i gruppi europei di coesione territoriale (GECT) – dovrebbero avere un ruolo più importante nella gestione delle zone transfrontaliere, in quanto si trovano in una posizione privilegiata per farlo.

Sempre nella risoluzione, il CdR sottolinea che l'UE dispone già di numerosi atti legislativi e trattati che possono migliorare significativamente la vita dei cittadini e rimuovere gli ostacoli incontrati nelle regioni frontaliere, ma che l'attuazione di queste norme si scontra ancora con numerose difficoltà; ed esorta pertanto la Commissione europea a riesaminare l'attuazione della legislazione vigente e a sviluppare le capacità di monitoraggio normativo per fare in modo che la legislazione europea venga attuata correttamente a tutti i livelli.

Il 5 luglio, il futuro della cooperazione transfrontaliera sarà il tema di un convegno organizzato dal CdR insieme agli altri partner fondatori dell' Alleanza europea dei cittadini transfrontalieri : l' Associazione delle regioni frontaliere europee (ARFE) , la Missione operativa transfrontaliera ( MOT ) e il Servizio centrale europeo per le iniziative transfrontaliere ( CESCI ). Al convegno si discuterà degli effetti della crisi indotta dalla pandemia di COVID-19 sulla cooperazione transfrontaliera, sarà presentata la risoluzione del CdR e si terrà un dibattito sul futuro di tale cooperazione sulla base delle esperienze acquisite prima e nel corso della pandemia. I link per iscriversi al convegno e visualizzarne il programma sono disponibili qui .

Contesto

Nel corso della sessione plenaria del febbraio scorso, il CdR ha adottato un parere sui servizi pubblici transfrontalieri elaborato da Pavel Branda (CZ/ECR). Il comunicato stampa relativo a tale parere è disponibile qui .

I gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT) sono uno strumento giuridico inteso a facilitare e a promuovere la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale. Il Comitato europeo delle regioni gestisce la piattaforma GECT , di cui fanno parte i rappresentanti politici e tecnici di tutti i GECT esistenti e di quelli in fase di costituzione, i membri del gruppo di esperti sul GECT e altri esperti, nonché i rappresentanti delle associazioni pertinenti e di altre parti interessate.

L'Alleanza europea dei cittadini transfrontalieri è stata varata nel 2020 con l'obiettivo di migliorare la vita dei cittadini europei che vivono nelle regioni frontaliere dell'UE. Le regioni frontaliere interne coprono il 40% del territorio dell'UE, rappresentano il 30% della sua popolazione (150 milioni di persone) e accolgono quasi 2 milioni di lavoratori frontalieri.

Contatti stampa:

Tobias Kolonko

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Matteo Miglietta

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