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COP24: Le città e le regioni continueranno a insistere per maggiori ambizioni in materia di clima  
Il Comitato europeo delle regioni ribadisce l'assoluta necessità di porsi degli obiettivi nazionali più ambiziosi in materia di clima e accoglie con soddisfazione il codice dell'accordo di Parigi poiché apre la strada ad una governance climatica multilivello rafforzata

I negoziati sul clima della COP24 hanno conseguito il loro obiettivo principale: raggiungere un accordo su un insieme di norme comuni per mettere in pratica l'accordo di Parigi nel 2020. Tuttavia, come attesta la relazione dell'IPCC sull'impatto di un riscaldamento globale di 1,5ºC , per invertire l'allarmante tendenza al riscaldamento globale sono necessari livelli molto più elevati di ambizione in materia di clima. A Katowice iI Comitato europeo delle regioni (CdR) ha unito le proprie forze a quelle delle reti mondiali dei governi locali per chiedere il riconoscimento di un ruolo formale per le città e le regioni nell'accordo di Parigi. Il codice adottato apre la strada a una governance climatica multilivello rafforzata e a una cooperazione più stretta tra gli enti nazionali, locali e regionali. Esso invita i governi nazionali a tenere conto dei contributi dei dialoghi di Talanoa, tra cui la richiesta del CdR di includere gli enti locali e regionali nella definizione delle strategie e dei piani d'azione nazionali per il clima. Per una sintesi delle attività e dichiarazioni del CdR @ COP24 cliccare qui.

Sabato 15 dicembre, in uno sforzo senza precedenti per dare una risposta collettiva al problema del cambiamento climatico a livello mondiale, le parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) hanno adottato il codice di Parigi, vale a dire la serie di norme e orientamenti per rendere operativo l' accordo di Parigi a partire dal 2020, corredato di un quadro di trasparenza e di aspetti relativi al finanziamento dell'azione per il clima, alla mitigazione e all'adattamento ai cambiamenti climatici.

Il codice di Parigi "invita le parti a tenere conto dei risultati dei dialoghi di Talanoa nell'elaborazione dei loro contributi stabiliti a livello nazionale (NDC) e nei loro sforzi per migliorare l'attuazione prima del 2020 e il livello di ambizione". L'inserimento di questo paragrafo nel codice di Parigi è stato sostenuto nella sessione di chiusura dei dialoghi di Talanoa del 12 dicembre da Cor Lamers (NL/PPE), presidente della commissione ENVE del CdR e sindaco di Schiedam, che aveva già presentato la richiesta alle presidenze di COP23 e COP24.

Il codice di Parigi (un successo concreto ottenuto dalle città e dalle regioni di tutto il mondo) apre le porte a una governance climatica multilivello rafforzata invitando i governi nazionali a cooperare con gli enti locali e regionali nella definizione dei loro NDC e delle strategie e dei piani d'azione in materia di clima. Tra i contributi dei dialoghi Talanoa, che, secondo il codice di Parigi, i governi nazionali devono tenere in considerazione, figura l'appello del CdR a favore della "piena partecipazione degli attori subnazionali all'elaborazione della politica climatica e all'attuazione dei contributi determinati a livello nazionale".

Markku Markkula (FI/PPE), primo vicepresidente del CdR , ha dichiarato: "Se da un lato è evidente che in tutto il mondo i governi nazionali non sono riusciti ad innalzare sufficientemente il loro livello di ambizione in materia di clima, l'accordo di Katowice resta tuttavia un punto di svolta nei nostri sforzi collettivi per vincere la lotta contro il riscaldamento globale. Non dobbiamo pertanto sottovalutare l'importante risultato di aver concluso un accordo su orientamenti comuni per l'attuazione dell'accordo di Parigi. Non dobbiamo nemmeno accontentarci di muoverci rapidamente per istituire meccanismi di mercato e strumenti di finanziamento specifici che contribuiscano alla riduzione delle emissioni globali. Indubbiamente la voce degli enti locali e regionali si fa sentire sempre di più nei negoziati internazionali sul clima. La COP21 ha riconosciuto per la prima volta esplicitamente il ruolo cruciale che le città e le regioni svolgono nella lotta contro i cambiamenti climatici. Tre anni più tardi, il codice di Parigi invita le parti a integrare ancora di più gli attori subnazionali nell'elaborazione e nell'attuazione delle loro strategie climatiche. Si tratta di un risultato importante e siamo convinti che un'efficace cooperazione a più livelli migliorerà gradualmente con la progressiva attuazione dell'accordo di Parigi".

Cor Lamers (NL/PPE), presidente della commissione ENVE del CdR e sindaco di Schiedam , ha affermato: "Il Comitato europeo delle regioni è impaziente di impegnarsi maggiormente con le parti, come è già avvenuto nei dialoghi di Talanoa, per costruire un partenariato più solido in vista di un'azione a più livelli e perché se ne tenga conto nelle decisioni future. Ci aspettiamo che il codice di Parigi promuova il coinvolgimento degli enti locali e regionali nella definizione dei contributi stabiliti a livello nazionale, in particolare nel quadro del prossimo bilancio mondiale delle misure per il clima previsto per il 2019. Dobbiamo ancora raggiungere un accordo su mercati del carbonio equi e flessibili al fine di ridurre le emissioni di gas a effetto serra in modo efficace in termini di costi e di studiare le possibilità offerte dalla tassa sul carbonio per incoraggiare gli investitori e i consumatori a scegliere percorsi a basso tenore di carbonio. Insieme possiamo sfruttare al massimo il potenziale della transizione verso l'energia pulita, che è ormai indispensabile. Attraverso iniziative faro quali il Patto globale dei sindaci , gli enti locali e regionali continueranno sia a conseguire risultati che ad insistere per maggiori ambizioni in materia di clima".

Andrew Cooper (UK/AE), consigliere distrettuale di Kirklees (Regno Unito) e relatore del parere del CdR La governance climatica dopo il 2020 ha dichiarato: "Accogliamo con soddisfazione l'appello diretto alle parti affinché considerino le proposte espresse nei dialoghi di Talanoa poiché apre la strada ai contributi subnazionali nell'elaborazione degli inventari, delle strategie e dei piani d'azione nazionali in materia di clima. Sosteniamo comunque con decisione il nostro appello a integrare formalmente i contributi stabiliti a livello regionale e locale (RLDC) per assicurare la piena partecipazione degli attori subnazionali alla definizione e all'attuazione delle politiche in materia di clima, comprese la preparazione e l'attuazione dei contributi stabiliti a livello nazionale".

L'invito a integrare i contributi stabiliti a livello regionale e locale negli impegni nazionali nel quadro del codice di Parigi si prefigge molteplici obiettivi: attribuire alle città e alle regioni un ruolo formale nell'attuazione dell'accordo di Parigi, accrescere la responsabilità dei governi locali e regionali nell'azione per il clima, migliorare l'accuratezza dei dati nel processo del bilancio globale e contribuire a colmare l'attuale divario delle emissioni .

Il prossimo bilancio mondiale dell'azione per il clima è previsto nel 2019. Il bilancio mondiale è un processo inteso a valutare i progressi collettivi compiuti nella realizzazione dell'accordo di Parigi e dei relativi obiettivi a lungo termine. Esso tiene conto della mitigazione dei cambiamenti climatici, dell'adattamento ad essi, del finanziamento e del sostegno all'attuazione.

Le città contribuiscono al 70 % delle emissioni mondiali di gas a effetto serra e i governi locali sono responsabili dell'attuazione di oltre il 70 % delle misure di mitigazione dei cambiamenti climatici e fino al 90 % delle misure di adattamento al clima.

Per incentivare l'azione per il clima nelle aree urbane, il Forum della commissione permanente delle finanze dell'UNFCCC 2019 si concentrerà sui finanziamenti per il clima e le città sostenibili.

La COP24 non è riuscita a raggiungere un accordo sulle norme globali per meccanismi di mercato quali i mercati del carbonio, che costituiscono uno strumento per ridurre i costi legati alla riduzione delle emissioni. Le discussioni per rendere operativi i meccanismi di mercato proseguiranno nel corso del prossimo anno e gli orientamenti globali saranno adottati in occasione della COP 25, che si terrà in Cile dall'11 al 22 novembre 2019.

Contesto:

La delegazione del CdR alla COP 24 è composta da Markku Markkula (FI/PPE) , primo vicepresidente del CdR e presidente del consiglio comunale di Espoo, Cor Lamers (NL/PPE) , presidente della commissione ENVE del CdR e sindaco di Schiedam, Valter Flego (HR/ALDE) , secondo vicepresidente della commissione ENVE del CdR e presidente della contea dell'Istria, Andrew Cooper (UK/AE) , coordinatore del gruppo AE nella commissione ENVE del CdR, relatore del parere del CdR sulla governance climatica dopo il 2020 e consigliere distrettuale di Kirklees (Regno Unito), Marco Dus (IT/PSE) , relatore del parere sul finanziamento per il clima e consigliere comunale di Vittorio Veneto, Sirpa Hertell (FI/PPE) , relatrice del CdR sulla strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici e consigliere comunale di Espoo, Andres Jaadla (EE/ALDE) , coordinatore del gruppo ALDE nella commissione ENVE del CdR e consigliere comunale di Rakvere, Daiva Matoniene (LT/ECR) , coordinatrice del gruppo ECR nella commissione ENVE del CdR e consigliere comunale di Šiauliai e André Van De Nadort (NL/PSE) , coordinatore del gruppo PSE nella commissione ENVE del CdR e sindaco di Weststellingwerf.

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Messaggi politici e delegazione alla COP24

Opuscolo sulle migliori pratiche della COP24

I contributi stabiliti a livello regionale e locale

Ambasciatori del Patto dei sindaci

I dialoghi di Talanoa sono stati lanciati l'anno scorso dalla presidenza delle Figi di COP23, come quadro globale di facilitazione del dialogo, per fare il punto sugli sforzi collettivi a favore del clima compiuti dai governi subnazionali, la società civile e le imprese, per migliorare il processo decisionale in materia di clima a livello ONU.

Il codice dell'accordo di Parigi contiene norme e orientamenti dettagliati relativi all'attuazione dello storico accordo globale adottato nel 2015, che si applicano a tutti i settori principali, tra cui la trasparenza, il finanziamento, la mitigazione e l'adattamento. Tra i principali risultati della COP24 figurano:

Il primo sistema universale che permette alle parti di seguire e riferire in merito ai progressi compiuti nell'azione per il clima, e che offre flessibilità a quei paesi che ne hanno realmente bisogno. Questo incoraggerà tutte le parti a migliorare le loro pratiche nel corso del tempo e a comunicare i progressi compiuti in termini chiari e comparabili.

Un risultato positivo e consensuale sui temi legati all'adattamento. Le parti dispongono ora di una guida e di un registro per comunicare le loro azioni in merito all'adattamento alle conseguenze dei cambiamenti climatici.

Il processo globale di valutazione che invita le parti a valutare periodicamente i progressi compiuti e il livello di ambizione in funzione delle più recenti conoscenze scientifiche disponibili.

Infine, grazie alle decisioni in materia di finanziamenti e tecnologia, disponiamo ora di un solido pacchetto che, secondo l'UE, rassicurerà i nostri partner circa il nostro impegno a favore della solidarietà e del sostegno a livello mondiale in futuro ( CE ).

Cliccare qui per leggere il comunicato stampa dell'UNFCCC – COP24.

Contatti stampa : David Crous | david.crous@cor.europa.eu | +32 (0) 470 88 10 37