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I contributi degli enti locali e regionali alla lotta contro i cambiamenti climatici devono essere misurati, integrati e valorizzati nell'accordo di Parigi  

Il Comitato europeo delle regioni definisce le proprie posizioni sul clima in vista della COP26, la 26ª conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si terrà dal 1º al 12 novembre 2021 a Glasgow

Sebbene l'emergenza climatica rimanga un argomento d'estrema attualità, il percorso verso la neutralità in termini di emissioni di carbonio deve tenere conto delle sfide poste dalla crisi della COVID-19 e delle specificità di ciascun territorio. È questo il contesto nel quale è stato elaborato il parere presentato in plenaria il 30 giugno dal relatore e sindaco di Autun, Vincent Chauvet, che riunisce le posizioni e le richieste del Comitato europeo delle regioni (CdR) in materia di clima in occasione della COP26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, prevista a novembre 2021 a Glasgow (Scozia).

Il CdR sostiene pienamente l'obiettivo dell'UE di "ridurre almeno del 55%" le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030, e l'obiettivo di conseguire la neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2050. Tuttavia, gli enti locali e regionali devono essere coinvolti attivamente nell'elaborazione delle politiche in materia di clima e dotati degli strumenti necessari per conseguire tale obiettivo. È questo uno dei messaggi principali del parere Un traguardo climatico 2030 più ambizioso per l'Europa in vista della COP 26 .

Nel suo intervento alla sessione plenaria, Vincent Chauvet (FR/Renew Europe) ha dichiarato: " L'Unione europea non sarà in grado di raggiungere gli obiettivi climatici senza il coinvolgimento degli enti locali e regionali e senza dotarli delle risorse necessarie per attuare le misure di lotta contro il riscaldamento globale. A tal fine, dobbiamo assolutamente ridurre la complessità dell'accesso ai finanziamenti e fornire assistenza tecnica in materia di ingegneria. Dobbiamo inoltre tenere conto delle specificità di ciascun territorio al fine di garantire una transizione equa che sia accettabile per tutti i cittadini europei. Nel quadro della prossima conferenza delle Nazioni Unite sul clima, chiediamo che i contributi degli enti locali e regionali in materia di clima siano misurati, integrati e valorizzati nei contributi nazionali ".

Il Comitato rinnova l'invito a lanciare un quadro di valutazione regionale europeo al fine di disporre di dati concreti sui progressi climatici compiuti a livello locale e regionale. In questo senso, ribadisce il proprio sostegno a un sistema di contributi determinati a livello regionale e locale per riconoscere ufficialmente, monitorare e incoraggiare la riduzione delle emissioni di carbonio da parte delle città, dei governi locali e delle regioni a livello globale. L'Assemblea invita la Commissione europea a collaborare con il CdR per riconoscere formalmente i contributi determinati a livello regionale e locale (RLDC) come complementari ai contributi determinati a livello nazionale (NDC) nel quadro dell'accordo di Parigi sul clima.

Il CdR chiede pertanto un ruolo di primo piano per gli enti locali e regionali in occasione della COP26 e propone di riprodurre il processo della dichiarazione di Edimburgo sulla biodiversità , al fine di consolidare il riconoscimento, l'impegno e la responsabilizzazione degli enti locali e regionali nell'ambito dell'accordo di Parigi e dell'intero processo delle Nazioni Unite contro il riscaldamento globale.

Il Comitato invita i partner della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) a rafforzare l'integrazione verticale dell'azione per il clima e a istituire un memorandum d'intesa con il CdR quale rappresentante istituzionale delle città e delle regioni europee.

L'Assemblea europea dei rappresentanti locali e regionali invita la Commissione europea a organizzare congiuntamente una giornata tematica sull'azione locale per il clima nell'UE in occasione della COP 26. Al fine di rafforzare l'impegno dei cittadini, il CdR invita tutti i suoi membri a organizzare COP locali e regionali nelle rispettive comunità prima della COP 26.

Il parere di Chauvet richiama l'attenzione sulla mancanza di risorse da parte degli enti locali e regionali per attuare misure di lotta contro il riscaldamento globale. La Commissione europea è invitata a creare una piattaforma, attraverso il patto europeo per il clima , per promuovere l'integrazione e la complementarità delle iniziative di finanziamento dell'UE volte a ridurre le emissioni di gas a effetto serra.

Il Comitato propone che il Centro comune di ricerca realizzi uno studio sulla capacità di assorbimento degli enti locali e regionali e delle imprese per quanto riguarda i nuovi finanziamenti resi disponibili nell'ambito del Green Deal e del piano di ripresa.

Il CdR sottolinea l'importanza di una sussidiarietà attiva per le politiche in materia di clima e ricorda che la governance multilivello e la sussidiarietà sono fondamentali per garantire la neutralità climatica e coinvolgere i cittadini dell'UE nel processo. In questo senso, ribadisce il proprio sostegno al Patto dei sindaci quale acceleratore della transizione ecologica a livello locale e regionale. Il Comitato fa parte del Consiglio politico del Patto e promuove questa iniziativa attraverso ventisette dei suoi membri, che costituiscono la Camera degli ambasciatori nazionali del Patto dei sindaci .

Inoltre, il Comitato sottolinea l'importanza cruciale di una tariffazione adeguata delle emissioni di origine fossile, attraverso un sistema di scambio delle quote di emissione e delle imposte, che dovrebbe concretizzarsi nel quadro di una revisione del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE e della direttiva dell'UE sulla tassazione dell'energia.

L'Assemblea esprime preoccupazione per la stagnazione o addirittura l'aumento delle emissioni nel settore agricolo europeo e invita la Commissione europea a prendere in considerazione gli investimenti necessari nella transizione del settore agricolo verso la neutralità in termini di emissioni di carbonio nell'ambito della politica agricola comune.

Nel settore dell'energia, la diffusione su larga scala delle energie rinnovabili richiede una pianificazione infrastrutturale su vasta scala e decentrata, come sottolineato dal Comitato europeo delle regioni, il quale ricorda altresì che il perseguimento degli obiettivi climatici dell'UE deve basarsi sulla diversità delle condizioni climatiche, geografiche, infrastrutturali ed energetiche delle regioni dell'Unione europea.

Informazioni supplementari

Vincent Chauvet è membro del gruppo di lavoro del Comitato europeo delle regioni sul Green Deal .

Gli enti locali e regionali attuano il 70% di tutta la legislazione dell'UE, il 70% delle misure di mitigazione dei cambiamenti climatici e il 90% delle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici.

Secondo le informazioni pubblicate dal New Climate Institute nel dicembre 2020, le città e le regioni europee per le quali sono stati fissati obiettivi di azzeramento delle emissioni nette comprendono attualmente oltre 162 milioni di persone (ovvero il 36% della popolazione dell'UE).

Contatto stampa:

David Crous

david.crous@cor.europa.eu

+32 (0) 470 88 10 37

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