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Conferenza sul futuro dell'Europa: i politici di tutti i livelli di governo devono far fronte comune per rafforzare il modello democratico dell'UE  

I rappresentanti del Parlamento europeo nel comitato esecutivo della Conferenza hanno discusso coi membri del CdR sul ruolo e il contributo dei leader regionali e locali alla Conferenza stessa.

I politici eletti a livello regionale e locale – rappresentati nell'UE dal CdR – e i membri del Parlamento europeo – unica istituzione dell'UE i cui membri sono eletti direttamente dai cittadini – dovrebbero fare fronte comune nel quadro della Conferenza sul futuro dell'Europa. Il loro obiettivo dovrebbe essere quello di far emergere la richiesta dei cittadini di un'Unione più vicina alle persone, rispettosa del principio di sussidiarietà e lungimirante nel rispondere alle nuove sfide a livello globale e locale. Questo è il messaggio che, nella loro 145ª sessione plenaria , i membri del CdR hanno condiviso con Guy Verhofstadt, Manfred Weber e Iratxe García Pérez, i tre rappresentanti del Parlamento europeo in seno al comitato esecutivo della Conferenza. Gli eurodeputati hanno sottolineato che i membri del CdR sono alleati forti per un dibattito ampio, autenticamente inclusivo, trasparente, geograficamente e politicamente equilibrato sul futuro dell'Europa.

Il Presidente del Comitato europeo delle regioni Apostolos Tzitzikostas , che dirige la delegazione del CdR alla sessione plenaria della Conferenza e partecipa alle riunioni del comitato esecutivo, ha dichiarato che " i politici eletti a livello locale e i membri del Parlamento europeo hanno un obiettivo comune: rafforzare ogni parte della nostra Casa della democrazia europea e avvicinare l'Europa ai suoi cittadini. Attraverso le rispettive famiglie politiche, dovremmo unire le forze per garantire il successo della Conferenza sul futuro dell'Europa. Noi comprendiamo le esigenze dei cittadini e ne siamo portavoce alla Conferenza, garantendole così legittimazione democratica. Il nostro futuro risiede in un'Europa più forte e più unita ".

L'europarlamentare Guy Verhofstadt , copresidente del comitato esecutivo – e coordinatore della delegazione del PE – alla Conferenza sul futuro dell'Europa, ha osservato che " la Conferenza è come una gara a staffetta. Ad iniziarla saranno i cittadini, i quali, nell'ambito dei loro panel, definiranno i loro desideri e le loro raccomandazioni. Successivamente, nel corso di diverse sessioni plenarie, essi ci passeranno il testimone e noi formuleremo proposte concrete di riforma sulla base delle loro raccomandazioni. La fase finale di questa corsa consisterà nell'approvare e attuare queste riforme attraverso le nostre istituzioni democratiche. E il CdR darà un utile contributo attraverso i suoi membri ben radicati nel territorio, ossia nelle città e nelle regioni di tutta l'Unione europea ".

Da parte sua, Manfred Weber , presidente del gruppo PPE del Parlamento, ha affermato che " ci attende un decennio di grandi mutamenti. Di fronte a temi come i cambiamenti climatici, l'occupazione e la crescita, la digitalizzazione, le questioni sociali, la demografia e le migrazioni, non possiamo aspettare la prossima crisi per prepararci al futuro. Dobbiamo chiederci se l'Unione europea sia ora strutturalmente in grado di fornire le risposte alle sfide che ci troviamo ad affrontare. Quel che è certo è che dobbiamo costruire un'Europa che abbia una reale capacità di agire, ma anche un'Europa più democratica, più vicina ai cittadini e più vicina ai comuni e alle regioni. Il CdR, attraverso i suoi membri eletti, è chiamato a svolgere un ruolo cruciale in questo senso ".

Infine, Iratxe García Pérez , presidente del gruppo S&D del Parlamento europeo, ha aggiunto che " la Conferenza sul futuro dell'Europa è un'opportunità che non possiamo perdere di ristabilire il contatto con i cittadini e di sapere quale tipo di Unione essi vogliono. L'UE non si costruisce soltanto attraverso le sue istituzioni: è realizzata ogni giorno a partire da ogni singolo centro abitato, piccolo o grande che sia. Tutti i livelli di governo vi apportano il loro contributo, e sono tutti importanti. La diversità dei nostri piccoli e grandi centri e delle nostre regioni è la ricchezza dell'Europa. Per questo motivo la Conferenza deve raggiungere anche i luoghi più lontani dalla 'bolla' di Bruxelles ed ascoltare tutte le voci. Perché vogliamo un'Europa più partecipativa, con più uguaglianza e solidarietà, e un'Europa più femminista ".

La delegazione del CdR alla Conferenza sul futuro dell'Europa , di cui fa parte il Presidente del consiglio regionale del Veneto e capo della delegazione italiana al CdR, Roberto Ciambetti (IT/ECR):

- prenderà parte alle sessioni plenarie e alle riunioni dei gruppi di lavoro della Conferenza;

- presenterà contributi scritti, anche con il sostegno del gruppo ad alto livello sulla democrazia europea , un organo consultivo indipendente – composto da sette saggi, uomini e donne, e presieduto dall'ex Presidente del Consiglio europeo Herman van Rompuy – la cui missione è sostenere il ruolo politico e istituzionale del CdR fornendo analisi politiche strategiche incentrate sugli aspetti locali e regionali. E spunti utili per i contributi del CdR giungeranno inoltre dai risultati del sondaggio condotto tra i cittadini dal CdR riguardo alla Conferenza sul futuro dell'Europa ;

- parteciperà – e poi riferirà in merito – a dialoghi e dibattiti che avrà organizzato nei territori dei suoi membri, in collaborazione con il Movimento europeo internazionale o il Forum europeo della gioventù, ma anche con altre istituzioni dell'UE quali la Commissione europea (rete Europe Direct) e il Parlamento europeo (progetto BELE). Inoltre, in autunno si svolgeranno dialoghi transnazionali con i cittadini in collaborazione con la fondazione Bertelsmann ;

- costruirà alleanze di delegati con idee affini in seno alla Conferenza, per promuovere insieme raccomandazioni pertinenti per le regioni, le città e i piccoli centri di tutta l'UE;

- mobiliterà le proprie reti, come le associazioni di enti locali e regionali di tutta l'UE, la rete degli ex membri del CdR e la rete, creata di recente, di consiglieri locali dell'UE , nonché le reti RegHub e Alleanza per la coesione , al fine di incoraggiare i politici locali e regionali a organizzare dibattiti con i cittadini. I risultati di tali consultazioni saranno comunicati alla plenaria della Conferenza.

Il CdR presenterà il suo contributo finale alla Conferenza in occasione del 9º vertice europeo delle regioni e delle città , che si terrà il 3 e 4 marzo 2022 durante la presidenza francese del Consiglio.

Contesto:

La Conferenza sul futuro dell'Europa è stata inaugurata il 9 maggio scorso a Strasburgo. Si tratta di un'occasione unica di dialogo con i cittadini di tutta l'Unione europea, che mira a coinvolgerli nella riflessione, e a consentire loro di contribuire con raccomandazioni, sui modi di configurare l'Unione europea nel prossimo futuro, in particolare in relazione a nove temi : cambiamenti climatici e ambiente; salute; economia, giustizia sociale e occupazione; l'UE nel mondo; valori e diritti, Stato di diritto, sicurezza; trasformazione digitale; democrazia europea; migrazione; istruzione, cultura, gioventù e sport.

A tal fine, una piattaforma digitale multilingue consente alle persone di diversi Stati membri di dialogare e discutere le loro proposte, in occasione di eventi dedicati oppure direttamente sulla piattaforma. Le idee e le raccomandazioni che scaturiscono dal dialogo con i cittadini devono essere inserite nella piattaforma per poter essere prese in considerazione nel quadro di dibattiti futuri. I contributi e le idee presentati saranno discussi nel corso delle assemblee dei cittadini, che si riuniranno 14 volte. I rappresentanti di tali assemblee presenteranno i contributi alla plenaria della Conferenza sul futuro dell'Europa, che si riunirà sei volte, fino alla fine del processo di consultazione.

La plenaria della Conferenza è composta da 432 membri: 108 rappresentanti del Parlamento europeo, 54 del Consiglio, 3 della Commissione europea, 108 dei parlamenti nazionali, 80 dei gruppi (panel) europei dei cittadini (un terzo dei quali hanno meno di 25 anni), il presidente del Forum europeo della gioventù, 27 rappresentanti dei gruppi (panel) nazionali dei cittadini, 18 rappresentanti ciascuno del CdR e del CESE, e 8 rappresentanti ciascuno per le parti sociali e la società civile.

Il comitato esecutivo della Conferenza è composto da tre rappresentanti e da un massimo di quattro osservatori per ciascuna istituzione dell'UE: la Commissione europea, rappresentata dai vicepresidenti Maroš Šefčovič, Dubravka Šuica e Věra Jourová; il Consiglio, rappresentato dalla presidenza di turno (Slovenia nel secondo semestre 2021, seguita dalla Francia); e il Parlamento europeo, rappresentato dai deputati Guy Verhofstadt, Manfred Weber e Iratxe García Pérez. Il CdR è invitato alle riunioni del comitato esecutivo. Il comitato esecutivo sovrintende ai lavori della Conferenza e prepara le riunioni della plenaria della conferenza, compresi i contributi dei cittadini e il loro seguito. Riferisce periodicamente alla presidenza congiunta della Conferenza (composta dai Presidenti della Commissione, del Parlamento europeo e del Consiglio europeo). Dopo la discussione, le conclusioni raggiunte dalla plenaria su base consensuale saranno presentate al comitato esecutivo. Il comitato esecutivo redigerà una relazione in piena trasparenza e in collaborazione con la plenaria della Conferenza, sulla base delle conclusioni di quest'ultima, e la relazione sarà pubblicata sulla piattaforma digitale multilingue e presentata alla presidenza congiunta.

Contatto stampa:

Marie-Pierre Jouglain

Tel. +32 (0) 473 52 41 15

mariepierre.jouglain@cor.europa.eu

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