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Conferenza sul futuro dell'Europa: le fondamenta democratiche dell'Unione dovrebbero essere al centro delle discussioni con i cittadini  

Il 26 febbraio i membri della commissione Cittadinanza, governance, affari istituzionali ed esterni (CIVEX) del CdR hanno tenuto un dibattito sui valori, la cittadinanza e la democrazia europei nel quadro dei lavori preparatori della Conferenza sul futuro dell'Europa. Le fondamenta democratiche dell'Unione europea sono uno dei sette ambiti strategici in cui è articolata la Conferenza. Gli enti locali e regionali sono incaricati di preservare e difendere giorno dopo giorno queste fondamenta democratiche, ma devono affrontare varie difficoltà per garantirne il rispetto. Tre oratori esterni hanno sottolineato che i valori europei sono il cuore del progetto europeo, e che tuttavia si potrebbe discutere dell'effettiva esistenza di una comprensione e un'adesione comuni a tali valori. I membri del CdR hanno inoltre avuto uno scambio di opinioni su un documento di lavoro della relatrice Borrell Porta (ES/AE) sul tema Gli enti locali e regionali nel dialogo permanente con i cittadini , che costituirà uno dei principali contributi del CdR ai lavori della Conferenza. Le raccomandazioni definitive sull'argomento saranno presentate nella sessione plenaria di maggio del Comitato.

La Conferenza sul futuro dell'Europa sarà un processo, della durata di due anni, che si svolgerà sotto forma di dibattiti aperti, inclusivi e trasparenti ai quali prenderanno parte i cittadini in generale, la società civile, le autorità nazionali, regionali e locali e le istituzioni europee, con l'obiettivo di dare nuovo slancio al progetto dell'Unione e di rafforzare la democrazia europea. La Conferenza prenderà il via nella Giornata dell'Europa 2020, il prossimo 9 maggio. La commissione CIVEX è incaricata di coordinare i contributi del CdR alla Conferenza. Per l'intero biennio dei lavori il CdR organizzerà una serie di dibattiti tematici in seno alle sue commissioni su argomenti di interesse per la Conferenza sul futuro dell'Europa. Il dibattito del 26 febbraio scorso era dedicato ai valori, alla cittadinanza e alla democrazia europei.

Nel suo intervento introduttivo al dibattito tematico sui valori, la cittadinanza e la democrazia europei, il neoeletto presidente della commissione CIVEX Mark Speich (DE/PPE), sottosegretario del Land Renania settentrionale-Vestfalia agli Affari federali, europei e internazionali, ha dichiarato che, per fare della Conferenza sul futuro dell'Europa un'occasione di ristabilire il collegamento tra il processo di integrazione europea e i cittadini, sarà necessario concepirla come un vero e proprio dialogo con questi ultimi sui valori fondativi e i principi di base della nostra Unione. Ha poi aggiunto che "il ruolo degli enti locali e regionali al riguardo è importante, dal momento che è attraverso le loro decisioni e politiche che questi valori e principi hanno un'incidenza sulla vita quotidiana dei nostri concittadini. La Conferenza dovrà essere qualcosa di più di un semplice quadro per fornire riscontri: dovrà anche scaturirne un impatto sul piano politico, e il CdR sarà attivamente coinvolto in questo processo."

Intervenendo al dibattito Graham Smith , consulente senior e membro del gabinetto della Mediatrice europea , ha precisato che per il suo ufficio, che si occupa di presunti casi di cattiva amministrazione in ambito UE, "il tema di gran lunga più importante è quello della trasparenza, elemento fondamentale del processo democratico". Ha avvertito che è proprio la mancanza di trasparenza a permettere il dilagare di una mentalità che "scarica tutte le colpe su Bruxelles", e ha concluso che l'UE non ha bisogno di "grandi cambiamenti: dobbiamo invece utilizzare meglio quello che abbiamo già", con istituzioni concepite in maniera più efficace per essere al servizio dei cittadini.

L'europarlamentare Pascal Durand (FR/Renew Europe) , coordinatore del gruppo Renew Europe in seno alla commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento europeo, ha deplorato che la Conferenza non sembri in buona posizione sui blocchi di partenza, con le istituzioni europee divise sulla questione se la sfida consista nel migliorare la comunicazione, nell'adeguare i metodi di lavoro attuali o nell'individuare nuove modalità che siano complementari a quelle della democrazia rappresentativa. Il membro del PE ha sottolineato che le istituzioni dell'UE devono abbandonare la "logica intergovernativa", precisando che, per farlo, "occorrerebbero pressioni esercitate dall'esterno - dalle ONG, dalla società civile e dai corpi intermedi come, ad esempio, i sindacati".

Infine Alberto Alemanno , titolare di una cattedra Jean Monnet di diritto europeo e fondatore di The Good Lobby (una start-up civica senza scopo di lucro attiva nel garantire parità di accesso al potere per costruire una società più pluralistica, inclusiva e democratica) ha dichiarato che, sebbene l'UE offra ai suoi cittadini maggiori possibilità di partecipare all'elaborazione delle politiche di qualsiasi altra giurisdizione al mondo, "la gamma di opzioni di cui essi dispongono è ben poco nota e quasi non utilizzata". La sfida della Conferenza sul futuro dell'Europa, ha precisato, consiste nell'"unire i puntini", sottolineando che "l'elemento chiave è l'esistenza di un meccanismo permanente che consenta ai cittadini di dare il loro contributo" sfruttando le reti già esistenti come quelle a livello locale. Alemanno ha inoltre espresso il timore che l'UE, in cambio dell'impegno dei cittadini, possa relegare ai margini la società civile organizzata, osservando che "persino il Parlamento europeo non propone un ruolo" per le ONG nelle assemblee.

Un altro momento cruciale della riunione della CIVEX oggi è stata la presentazione a cura del membro del CdR Mireia Borrell Porta (ES/AE), assessora per l'Azione esterna e gli affari europei della regione Catalogna, del suo documento di lavoro sul tema Gli enti locali e regionali nel dialogo permanente con i cittadini , che costituirà uno dei principali contributi del CdR ai lavori della Conferenza sul futuro dell'Europa.

La relatrice Borrell Porta ha osservato che il parere di cui è relatrice "propone un modello strutturato di partecipazione dei cittadini al processo di elaborazione delle politiche, a partire dal livello locale fino a quello dell'UE, e si interroga su come un loro coinvolgimento strutturato possa contribuire ai lavori della Conferenza sul futuro dell'Europa, sia al processo in sé che alle conclusioni che se ne ricaveranno."

In una risoluzione adottata al termine di un dibattito con la vicepresidente della Commissione europea Dubravka Šuica nella sessione plenaria di febbraio, il CdR ha chiesto lo svolgimento di una consultazione realmente aperta, inclusiva e democratica che coinvolga tutti i cittadini in ogni regione e città.