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Il Parlamento europeo aderisce all'Alleanza pro-coesione  

L'impegno a favore di una politica di coesione più forte, flessibile, semplificata e partecipativa, espresso dal Parlamento europeo in una relazione adottata il 13 giugno scorso, è stato accolto dal Comitato europeo delle regioni (CdR) come un importante passo avanti verso la mobilitazione delle principali parti interessate nell'ambito dell'iniziativa # CohesionAlliance. Il suo obiettivo è quello di garantire che la Brexit e i vincoli di bilancio non indeboliscano il principale strumento di investimento dell'UE e assicurare che i cittadini e le comunità locali possano contare su fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE) più adeguati dopo il 2020.

 

"Accogliamo con gioia l'adozione, oggi, della relazione sulla politica di coesione dell'UE post-2020 da parte del Parlamento europeo, la quale rafforza in modo decisivo la nostra Alleanza pro-coesione, esigendo il rafforzamento di questo straordinario strumento di solidarietà e di collegamento tra le comunità d'Europa. Più in particolare, sosteniamo in pieno quanto auspicato nella relazione, ossia la disponibilità di una dotazione adeguata, una semplificazione della politica e il rispetto del principio di partenariato" , ha dichiarato il relatore del CdR sul futuro della politica di coesione Michael Schneider, sottosegretario di Stato del Land Sassonia-Anhalt e presidente del gruppo PPE del CdR. "Ci auguriamo di formare una solida Alleanza pro-coesione con gli eurodeputati per preparare la strada a una politica di coesione post-2020 forte ed efficace" , ha quindi aggiunto.

 

Dopo la votazione, Kerstin Westphal (S&D/DE) , relatrice del PE sulla costruzione di pilastri per una politica di coesione dell'UE post-2020 , ha dichiarato: " Il Parlamento europeo ha messo in chiaro che, nelle intenzioni dei cittadini, la politica di coesione deve continuare a ridurre le disparità sul territorio dell'UE e a promuovere la crescita inclusiva e sostenibile in tutte le regioni. Sappiamo bene che l'impatto della Brexit e i difficili negoziati sul prossimo bilancio dell'UE rischiano di indebolire questa politica, riducendone la capacità di sostenere i cittadini e le imprese dell'UE. Insieme al Comitato delle regioni, dovremo mobilitare e coinvolgere tutte le parti interessate e tutti i beneficiari nello sforzo di esplicitare il significato della politica di coesione per le nostre comunità, facendo in modo che la voce dei nostri cittadini, delle nostre regioni e delle nostre città trovi ascolto a Bruxelles e nelle capitali. Lavorando insieme, possiamo aprire la strada a una politica di coesione forte, flessibile, visibile e di facile utilizzo, aiutando i 27 Stati membri a realizzare una crescita inclusiva e ad affrontare sfide cruciali, come i cambiamenti climatici e la migrazione."

 

Quanto al fatto di migliorare l'attuazione della politica, la relatrice Westphal ha sottolineato la necessità di garantire un reale coinvolgimento delle parti interessate a tutti i livelli, nel pieno rispetto del principio di partenariato, dichiarando che " l'attuale codice di condotta dovrebbe essere rafforzato, ad esempio introducendo requisiti minimi per la partecipazione ai partenariati ". Questo aspetto riveste un'importanza cruciale anche agli occhi del CdR, che chiede l'introduzione di disposizioni obbligatorie volte a garantire che la politica di coesione svolga la funzione, unica nel suo genere, di provvedere al collegamento tra le istituzioni UE, nazionali, regionali e locali, e gli attori locali.

 

Quanto alla discussione sul rafforzamento e la diversificazione dei requisiti giuridici per l'accesso ai fondi della politica di coesione (le cosiddette "condizionalità"), il CdR accoglie con favore la posizione del Parlamento contraria alla condizionalità macroeconomica (una regola che consente il congelamento dei fondi SIE nei paesi in cui i governi nazionali non rispettino gli impegni in materia di risanamento del bilancio). Il CdR ritiene che la politica di coesione non debba essere soggetta a condizionalità che non possono essere influenzate dagli enti locali e regionali. Più in generale, il CESE si associa senza riserve alla richiesta avanzata dal Parlamento, di un legame equilibrato, reciproco e non punitivo tra la politica di coesione e la governance economica nell'ambito del semestre europeo.

 

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