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Il Presidente Tzitzikostas e la commissaria Ferreira chiedono una cooperazione rafforzata tra l'UE, gli Stati membri, le regioni, le città e i piccoli centri per realizzare una ripresa equa  

Il 4 febbraio i leader locali e regionali e la commissaria europea per la Coesione e le riforme Elisa Ferreira hanno discusso di come accelerare il varo dei nuovi programmi della politica di coesione, garantirne la tempestiva attuazione e integrarli nei piani nazionali per la ripresa.

In risposta alla pandemia di COVID-19 l'Unione europea ha assicurato investimenti a livelli senza precedenti per una ripresa equa, verde e digitale. React EU, il Fondo per una transizione giusta, il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo sociale, il Fondo di coesione, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e il dispositivo per la ripresa e la resilienza formano, nel loro insieme, un armamentario inedito grazie al quale sarà possibile realizzare una ripresa inclusiva nonché transizioni eque, verdi e digitali.

Assorbire e attuare tutti i fondi europei disponibili rappresenta una sfida impegnativa per i governi nazionali e le amministrazioni regionali e locali. Com'è emerso chiaramente dal dibattito in plenaria, la centralizzazione e le soluzioni calate dall'alto rischiano di compromettere l'impatto degli investimenti in diversi Stati membri. Per questo i membri del CdR e la commissaria Ferreira hanno invocato il pieno coinvolgimento dei governi regionali e locali nell'elaborazione di piani globali di ripresa, in linea con il principio di partenariato, al fine di sfruttare al meglio le sinergie tra tutti gli strumenti messi a disposizione. " Ci troviamo ad affrontare difficoltà di attuazione mai incontrate prima, e riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo solo se lavoreremo tutti insieme. Spesso l'emergenza spinge ad accentrare la gestione della politica di coesione e i programmi non sono ben coordinati con i piani nazionali per la ripresa. Ecco perché collaboreremo con la commissaria Ferreira per accelerare il varo dei nuovi programmi, sostenerne l'attuazione e informare capillarmente i cittadini circa il valore aggiunto e i vantaggi che la politica di coesione apporta alla loro vita quotidiana" , ha dichiarato il Presidente del Comitato europeo delle regioni (CdR) Apostolos Tzitzikostas .

"Nei prossimi anni in molte regioni i finanziamenti europei raddoppieranno o addirittura triplicheranno. Oggi sono disponibili più strumenti, più opportunità e più investimenti di quanto non sia mai accaduto in passato: è essenziale che vengano messi al servizio di strategie nazionali globali e lungimiranti, su cui poggino le nostre comuni priorità a livello dell'UE. Il coinvolgimento degli enti regionali e locali, delle parti sociali e della società civile nella definizione di queste strategie e di questi piani è un fattore chiave per garantire la complementarità, la coerenza e l'impatto nei territori" , ha dichiarato la commissaria UE per la Coesione e le riforme Elisa Ferreira .

Marco Marsilio (IT/ECR), presidente della Regione Abruzzo e vicepresidente del gruppo ECR, ha sottolineato durante il dibattito che " la ripresa deve essere equa e basata sulla coesione sociale, economica e territoriale. Inoltre, questa deve coinvolgere gli enti locali nell’elaborazione dei piani nazionali per la ripresa attraverso una cooperazione strutturata con gli Stati membri ”. Marsilio ha quindi proposto la creazione di una Agenzia Europea ad hoc sulla coesione sociale, che " dovrebbe avere le disponibilità finanziare adeguate per monitorare costantemente lo stato di salute (in senso lato) di tutti i paesi europei, e che di fronte a una qualsiasi emergenza, a un qualsiasi cataclisma naturale, possa agire con tempestività e concretezza, saltando passaggi burocratici che renderebbero tutto più lento. L’agenzia significherebbe anche una maggiore vicinanza dell’Europa alle nostre aree più vulnerabili ”.

"Tutte le regioni europee stanno elaborando con una certa urgenza i programmi che dovranno essere attuati sul campo dopo l'adozione a novembre dei regolamenti sulla politica di coesione. Siamo già in ritardo, ma i rappresentanti locali e regionali si sono impegnati a fare di questo nuovo periodo di programmazione un autentico successo. Per riuscirci, gli Stati membri devono garantire che il dispositivo per la ripresa e la resilienza serva a integrare i nostri sforzi. Non è certo con un atteggiamento di sufficienza nei confronti dei territori che assicureremo coerenza ed efficacia ", ha concluso Isabelle Boudineau (FR/PES), presidente della commissione Politica di coesione territoriale e bilancio dell'UE del CdR.

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