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Colmare la distanza tra le istituzione e i cittadini: ‎ le iniziative dei cittadini europei devono incidere sul processo legislativo dell'UE  

I leader locali e regionali sono pronti a promuovere iniziative dei cittadini

che abbiano un impatto sui territori

Nella 142a sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni (CdR), i leader locali e regionali hanno invitato per la prima volta i rappresentanti di due iniziative dei cittadini europei, alla presenza di Pedro Silva Pereira, vicepresidente del Parlamento europeo responsabile per la Democrazia europea e l'Iniziativa dei cittadini europei, e della nuova Presidente del Comitato economico e sociale europeo (Cese) Christa Schweng. Il CdR dà così il via al dibattito sulla democrazia in vista della Conferenza sul futuro dell'Europa e dimostra il suo impegno a sostenere le Iniziative dei cittadini europei (ICE) sulle questioni di sua competenza che presentano un interesse sul piano politico per gli enti locali e regionali. Le ICE favoriscono e appoggiano la priorità politica del Comitato che consiste nell'avvicinare l'Europa ai suoi cittadini, e il CdR, in qualità di organo di rappresentanza dei livelli di governo più vicini ai cittadini, è un partner fondamentale nel promuovere queste iniziative. L'assenza di un adeguato seguito legislativo delle ICE da parte della Commissione europea non è solo fonte di frustrazione per milioni di cittadini dell'UE, ma rischia anche di creare disaffezione nei confronti delle istituzioni europee.

Istituita nel 2011, l' Iniziativa dei cittadini europei (ICE) è uno strumento di democrazia partecipativa dell'Unione europea grazie al quale i cittadini possono presentare alla Commissione una proposta di atto giuridico rivolta ad attuare i Trattati dell'UE. Secondo la relazione 2020 dell'OCSE sull'interesse verso la democrazia deliberativa in tutta l'UE , negli ultimi quarant'anni i processi deliberativi rappresentativi sono stati utilizzati per lo più a livello locale (52%) e regionale (30%). Gli enti locali e regionali sono quindi partner naturali per la promozione delle iniziative dei cittadini europei aventi un impatto sui territori. Tale attività può assumere tre forme distinte: i membri del CdR possono decidere di aderire collettivamente all'obiettivo perseguito da una particolare ICE adottando pareri d'iniziativa o risoluzioni; oppure il tema può essere affrontato da un membro del Comitato durante il dibattito che si tiene regolarmente in plenaria sulle questioni di particolare interesse per gli enti locali e regionali; o, infine, le ICE potrebbero essere integrate in CitizEN – Citizen Engagement in the EU Network (La rete di partecipazione dei cittadini all'UE), uno strumento che il CdR utilizza in via sperimentale in vista della Conferenza sul futuro dell'Europa.

Il primo vicepresidente del CdR Vasco Cordeiro ha dichiarato che " l'ICE potrebbe essere uno strumento di notevole importanza per il miglioramento della democrazia nell'UE. Dobbiamo sempre stare dalla parte della democrazia, di una legislazione migliore e del principio di sussidiarietà attiva. Se non ricevono un sostegno adeguato, le iniziative dei cittadini rischiano di non andare a buon fine, frustrando ancora di più i cittadini e minando la loro fiducia nell'UE. Questo affascinante dibattito non dovrebbe limitarsi alla sfera accademica, ma diventare un dibattito politico da affrontare nell'ambito della Conferenza sul futuro dell'Europa affinché sia possibile trovare nuove soluzioni per rafforzare le fondamenta democratiche dell'UE ".

Pedro Silva Pereira , vicepresidente del Parlamento europeo responsabile per la Democrazia europea e l'Iniziativa dei cittadini europei, ha sottolineato che " l'ICE è un importante strumento di promozione della partecipazione dei cittadini europei al processo legislativo dell'Unione. Introdotto con il Trattato di Lisbona, tale processo è stato più volte modificato per renderlo più facilmente accessibile, garantendo inoltre una maggiore trasparenza dell'iter decisionale dell'UE. Nel momento in cui ci proponiamo di avviare un dibattito approfondito sul futuro dell'Europa, l'iniziativa dei cittadini europei può servirci da esempio di come si possa ampliare ulteriormente il raggio d'azione dei contatti tra i cittadini e le istituzioni dell'UE, in particolare con il Parlamento europeo, e di come sia possibile rafforzare i meccanismi della democrazia partecipativa. Non potrebbe esserci un momento più opportuno per questa iniziativa del Comitato delle regioni, volta a garantire che gli attori regionali siano strettamente coinvolti nel processo permanente di miglioramento della democrazia europea ".

Christa Schweng , Presidente del Cese, ha dichiarato: " Al centro delle politiche dell'UE dobbiamo mettere le persone, sia attraverso le organizzazioni della società civile rappresentate nel nostro Comitato sia servendoci di strumenti come l'ICE. Il CESE in ambito UE, e i suoi membri a livello nazionale, continueranno a promuovere e a fare opera di sensibilizzazione sull'ICE, affinché i cittadini conoscano meglio questo strumento e quindi lo utilizzino di più. Vogliamo mantenere viva l'adesione degli europei e favorirne il coinvolgimento in maniera significativa, poiché l'UE dovrebbe essere il più vicino possibile ai suoi cittadini e meritare la loro fiducia. I nostri due Comitati svolgono un ruolo importante in quanto organi di intermediazione a livello dell'UE, ma anche a livello nazionale, regionale e locale ".

Elettori senza frontiere, pieni diritti politici per i cittadini dell'UE è una delle 14 ICE in corso (ossia, iniziative aperte che sono tuttora nella fase di raccolta delle firme). Presentata da Beniamino Brunati , questa iniziativa chiede delle riforme per rafforzare i diritti di elettorato attivo e passivo di cui i cittadini dell'UE attualmente godono alle elezioni europee e comunali nel loro Stato membro di residenza, e l'adozione di una nuova normativa per estendere tali diritti alle elezioni regionali e nazionali nonché alle consultazioni referendarie.

" L'esclusione dalle elezioni regionali e nazionali, così come dai referendum, ha avuto come conseguenza il fatto di considerare i cittadini che si spostano da un Paese all'altro come 'esterni' alle società di cui fanno parte. Persino coloro che inizialmente sono desiderosi di votare diventano apatici dopo essersi scontrati contro i numerosi ostacoli che impediscono loro di esercitare ciò che è semplicemente un loro diritto democratico. Ricordiamo che il voto non è un privilegio! Le restrizioni al voto basate sulla nazionalità devono essere rimosse, e a tutti i residenti dovrebbe essere permesso di votare in modo da creare un'Europa che sia davvero inclusiva ", ha dichiarato Brunati.

Con l'ICE "Minority SafePack - Un milione di firme per la diversità in Europa" , presentata da uno dei promotori e dall'ex Presidente e attuale membro del CdR Karl-Heinz Lambertz , si chiede all'UE di migliorare la protezione delle persone appartenenti a minoranze nazionali e linguistiche e di rafforzare la diversità culturale e linguistica all'interno dell'Unione. È una delle sette iniziative dei cittadini che hanno raccolto il numero di firme richiesto e, dopo aver completato tutte le fasi della procedura, sono state correttamente trasmesse alla Commissione.

CitizEN - Citizen Engagement in the EU Network (La rete di partecipazione dei cittadini all'UE) è uno strumento proposto dal CdR nel parere sul tema Gli enti locali e regionali nel dialogo permanente con i cittadini con l'obiettivo di coinvolgere i cittadini nel processo di definizione delle politiche. La rete CitizEN potrebbe essere lanciata durante la Conferenza sul futuro dell'Europa, nella prospettiva di trasformarla, con il tempo, in un meccanismo di tipo permanente. La rete perseguirebbe tre obiettivi:

- rafforzare l'interazione tra le istituzioni europee e i cittadini, attraverso metodi diretti di partecipazione a livello locale e regionale;

- offrire esempi di metodi di partecipazione che possano essere utilizzati sia formalmente che informalmente;

- fungere da repertorio di informazioni e di condivisione di buone pratiche relative alle iniziative di partecipazione nazionali, regionali e locali in tutta l'Unione europea.

I promotori delle ICE dovrebbero cogliere l'opportunità offerta dai dibattiti che saranno organizzati nel quadro della Conferenza sul futuro dell'Europa. La rete CitizEN potrebbe diventare una struttura stabile e permanente in grado di assicurare il seguito dei lavori della Conferenza e di garantire che i cittadini siano adeguatamente informati e possano partecipare alle relative fasi di monitoraggio e di valutazione.

Contesto:

Il 1º gennaio 2020 sono entrate in vigore nuove norme che rendono l'ICE più accessibile, con meno adempimenti burocratici e di impiego più facile per i promotori e i sostenitori. La principale innovazione tecnica consiste in un sistema centrale di raccolta firme elettronica gestito dalla Commissione europea: il servizio è gratuito e consente al cittadino interessato di firmare tramite identificazione elettronica. I promotori di un'ICE possono anche optare, fino alla fine del 2022, per la creazione di un proprio sistema specifico di raccolta firme elettronica. Dal 2012 ad oggi sono state registrate 75 iniziative dei cittadini europei.

Il CdR ha adottato tre pareri sull'argomento:

- L'iniziativa europea dei cittadini , adottato nel 2010, relatrice Sonia Masini;

- Iniziativa dei cittadini europei (ICE) , adottato nell'ottobre del 2015, relatore Luc Van den Brande;

- Regolamento riguardante l'iniziativa dei cittadini europei , adottato nel marzo del 2018, relatore Luc Van den Brande.

Il parere adottato nell'ottobre del 2018 dal titolo Riflettere sull'Europa: la voce degli enti locali e regionali per ripristinare la fiducia nell'Unione europea esaminava l'ICE all'interno della questione più vasta della democrazia e della partecipazione dei cittadini: "[occorre] potenziare gli strumenti partecipativi come l'Iniziativa dei cittadini europei (ICE); in quanto strumento integrativo delle esistenti strutture di democrazia rappresentativa in ambito UE, nonché complementare ad ulteriori elementi innovativi del processo decisionale partecipativo e del dialogo permanente, l'ICE può contribuire a mobilitare i cittadini per una causa comune, evidenziare la dimensione europea delle questioni politiche chiave e stimolare l'avvio di dibattiti paneuropei e la formazione di una corrispondente opinione pubblica sugli stessi temi" .

Sulla stessa linea di pensiero, la risoluzione del CdR sulle proposte per la nuova legislatura dell'Unione europea , adottata nel giugno 2019, annovera l'ICE tra gli strumenti esistenti di democrazia partecipativa che rafforzano la legittimità e le fondamenta democratiche dell'UE, e afferma che dovrebbe essere integrata da nuovi strumenti, ad esempio da un sistema permanente di dialogo con i cittadini.

Contatti per la stampa:

Marie-Pierre Jouglain

mariepierre.jouglain@cor.europa.eu

Tel +32 (0) 473 52 41 15

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