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Agroecologia: la risposta alle sfide agricole, sociali e ambientali dell'Europa  

Se da un lato la pandemia di COVID-19 ha esacerbato le vulnerabilità dell'Europa in materia di sicurezza alimentare, dall'altro le attuali pratiche agricole continuano a danneggiare l'ambiente, provocando una drastica perdita di biodiversità e originando il 10% delle emissioni annuali di carbonio dell'UE

Il Comitato europeo delle regioni ha presentato una serie completa di misure per promuovere l'agroecologia nell'UE. L'agroecologia riduce l'impronta di carbonio dell'agricoltura, promuove il recupero della biodiversità, ripristina la fertilità del suolo, evita l'inquinamento atmosferico e idrico e aumenta la resilienza economica e sociale delle aziende agricole con alimenti sani e accessibili. L'agricoltura copre la metà del territorio terrestre europeo e produce il 10% delle emissioni annuali di carbonio dell'UE. Riformare la Politica agricola comune (PAC) per indurre un cambiamento nelle pratiche agricole è fondamentale per realizzare il Green Deal europeo , la strategia dell'Unione per conseguire la neutralità climatica entro il 2050.

Guillaume Cros (FR/Verdi) , vicepresidente del consiglio regionale della Occitania-Pirenei-Mediterraneo e relatore del parere sull'agroecologia del CdR, ha dichiarato " La pandemia in corso ha esposto le debolezze del nostro sistema agricolo e alimentare globalizzato. L'agricoltura europea ha bisogno di una transizione agronomica, sociale e territoriale che porti a una maggiore sostenibilità e resilienza. L'agroecologia è la risposta alle molteplici sfide che dobbiamo fronteggiare: la necessità di decarbonizzare la nostra agricoltura, di ripristinare la biodiversità e la fertilità dei suoli, nonché di migliorare la resilienza economica e sociale delle nostre aziende agricole per garantire prodotti alimentari sani, locali e economicamente accessibili per tutti. L'agroecologia, basata su una rete di aziende agricole di piccole e medie dimensioni, può anche contribuire a rivitalizzare le zone rurali in tutta l'UE " .

Il CdR accoglie con favore la richiesta di una trasformazione significativa della politica agricola avanzata dalla Commissione europea nella strategia Dal produttore al consumatore (From Farm 2 Fork). Tuttavia, il CdR chiede che la nuova legge sui sistemi alimentari sostenibili annunciata nella strategia si inserisca in un quadro giuridico vincolante per avviare un'autentica transizione agroecologica.

I membri concordano sul fatto che la  riforma della Politica agricola comune (PAC) in corso rappresenta un'opportunità da non perdere per "rendere più ecologico" il settore agricolo, ridurne l'impatto ambientale negativo e  garantire la sicurezza alimentare nell'UE.

Basata su piccole e medie aziende agricole, l'agroecologia non può essere sviluppata se i pagamenti diretti della PAC continuano a essere assegnati per ettaro e non per persona attiva nell'azienda. Il CdR propone di passare gradualmente da un pagamento di base per ettaro a un pagamento di base legato al numero di lavoratori attivi nell'azienda e di destinare i pagamenti diretti in via prioritaria alle piccole e medie aziende agroecologiche.

I membri sollecitano la Commissione a proporre una nuova direttiva europea sui terreni agricoli per arginare la riduzione del loro contenuto di sostanza organica, arrestarne l'erosione e dare priorità alla vitalità del suolo nelle pratiche agricole.

Il CdR invita la Commissione europea e gli Stati membri a promuovere ulteriormente lo sviluppo di filiere corte. Il CdR raccomanda formazioni e consulenze tecniche per le filiere corte e per la trasformazione su piccola scala di prodotti agricoli.

I membri chiedono nuove norme sui terreni agricoli e la pianificazione urbana, l'ampliamento delle aree agricole protette, la creazione di aziende agricole dimostrative agroecologiche e gli strumenti per monitorare l'attuazione della transizione agroecologica.

L'assemblea degli enti locali e regionali dell'UE chiede che la legislazione dell'UE escluda le sementi geneticamente modificate o mutagene e cessi l'importazione di prodotti agricoli che non rispettano gli standard di produzione sociali e ambientali europei.

Al fine di accelerare la transizione agroecologica, il CdR raccomanda agli Stati membri di introdurre un sistema di premi e sanzioni nell'ambito dei regimi ecologici della nuova politica agricola comune. Ad esempio, un premio per aumentare la diversificazione delle colture, finanziato mediante una sanzione per i fertilizzanti chimici, i pesticidi e gli antibiotici, o un premio per gli erbivori, finanziato mediante una sanzione per le emissioni di gas a effetto serra proporzionale al numero di ruminanti allevati. I regimi ecologici dovrebbero rappresentare almeno il 30% dei fondi del primo pilastro.

Per migliorare la salute pubblica e il benessere degli animali, ma anche per invertire il riscaldamento globale e garantire un reddito sostenibile ai produttori, i membri insistono sulla necessità di trasformare gli attuali metodi di allevamento per fare dell'allevamento un'attività a scala umana, garantendo la per quanto possibile il pascolo libero e l'autosufficienza nell'alimentazione degli animali. Il CdR chiede di porre fine all'allevamento in gabbia, come richiesto da una recente iniziativa dei cittadini e dal parere sulla riforma della PAC del CdR.

Per incentivare il consumo e la produzione, il CdR propone di ridurre l'IVA (imposta sul valore aggiunto) sui prodotti biologici locali di stagione, insieme ai buoni pasto "locali" e a una percentuale significativa di tali prodotti nella ristorazione collettiva.

Il CdR propone "contratti lunghi per l'innovazione agroecologica" tra gruppi di agricoltori e enti locali o regionali e sottolinea la necessità di rafforzare la posizione degli agricoltori nella catena del valore alimentare.

I membri sollecitano l'UE a coordinare e animare, come già avvenuto con il Patto dei sindaci per il clima e l'energia, una rete di comuni decisi ad adottare misure a sostegno di sistemi agricoli e alimentari resilienti e sostenibili.

Il parere del CdR sull'agroecologia è stato adottato nella sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni del 3-5 febbraio 2021.

Contesto:

A dicembre il CdR ha adottato il parere sulla strategia Dal produttore al consumatore (From Farm 2 Fork), di cui è relatore Guido Milana (IT/PES), ex parlamentare europeo e consigliere comunale di Olevano romano. Qui è possibile leggere il comunicato stampa.

Nella relazione 2020 sullo stato dell'ambiente , l'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) avverte che l'Europa si trova ad affrontare sfide ambientali di portata e urgenza senza precedenti.

Il Green Deal a livello locale ( Green Deal Going Local - GDGL) è una nuova iniziativa del Comitato europeo delle regioni che intende porre le città e le regioni al centro del Green Deal europeo e garantire che sia la strategia dell'UE per la crescita sostenibile che i piani per la ripresa dalla crisi della COVID-19 si traducano in finanziamenti diretti per le città e le regioni e in progetti concreti per ogni territorio. L'iniziativa è stata lanciata il 15 giugno 2020 con la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc composto da 13 membri . Consultate qui il comunicato stampa.

Scoprite 200 buone pratiche nell'ambito del Green Deal nella nostra mappa online .

Contatto per la stampa:

David Crous

david.crous@cor.europa.eu

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