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L’UE ha bisogno di una strategia in materia di alcol, dicono i leader locali e regionali  

Il Comitato europeo delle regioni chiede all’Unione europea di stabilire una nuova strategia in materia di alcol: si tratta di migliorare l’etichettatura, moltiplicare gli sforzi volti a proteggere i minori, affrontare il problema del consumo eccessivo di alcol e incoraggiare l’uso di dispositivi di blocco dei veicoli per impedire la guida in stato di ebbrezza.

Queste raccomandazioni rientrano in una più ampia richiesta dal CdR agli Stati membri e alle autorità decisionali dell’UE di compiere uno sforzo concertato per ridurre l’impatto dell’alcol, in particolare sulle donne incinte, i bambini, i giovani e gli utenti della strada . Il parere, elaborato da Ewa-May Karlsson (SE/ALDE), membro del consiglio comunale di Vindeln, fa seguito alla scadenza, nel dicembre 2016, di due iniziative dell'UE in materia di alcol: l'Iniziativa congiunta per la riduzione dei danni legati al consumo di bevande alcoliche e il Piano d’azione sul consumo di alcol tra i giovani e l’assunzione occasionale e smodata di alcol. Dal 2012 l’UE non dispone più una propria strategia in materia di alcol.

"La politica in materia di alcol" spiega infatti la relatrice Karlsson "è ormai lasciata interamente agli Stati membri, i quali si affidano in molti casi all'automonitoraggio e all'autodisciplina delle industrie produttrici di bevande alcoliche. Così, tuttavia, non è possibile andare avanti, in quanto i danni rimangono enormi ed anzi, per certi versi, diventano sempre più gravi. Nell'UE tra i 5 e i 9 milioni di minori vivono in famiglie in cui si fa un consumo eccessivo di alcol. I costi finanziari dei danni derivanti dall’alcol sono giganteschi: fino a 155,8 miliardi di euro all’anno, secondo le cifre utilizzate dalla Commissione europea. Inoltre, le disuguaglianze sanitarie sono in aumento, aggravando i pericoli che il consumo di alcol pone per le persone più vulnerabili e i giovani. È ancora troppo facile fare pubblicità all'alcol presso i minori in età scolare, senza contare che i produttori di bevande alcoliche stanno spostando efficacemente le loro operazioni di marketing verso altri ambiti, sponsorizzando manifestazioni sportive e culturali. La convenzione sui diritti del fanciullo ci impone di proteggere i bambini e i giovani dagli effetti nocivi dell’alcol, e gli Stati membri dell’UE - e l’Unione stessa in quanto tale - devono prendere maggiormente sul serio quest'obbligo e questa responsabilità, mentre noi decisori dobbiamo essere pronti a entrare in quello che, sul piano politico, è un vero e proprio campo minato".

Le raccomandazioni proposte dalla Karlsson hanno suscitato vivaci reazioni all’inizio del dibattito sul parere, ma il CdR ha finito per allinearsi alle posizioni della relatrice negli emendamenti finali presentati il 9 febbraio nella propria sessione plenaria.

Nel sostenere l’idea di una nuova strategia dell’UE in materia di alcol, il CdR si unisce a un invito rivolto sia dal Consiglio dell’UE che dal Parlamento europeo. L’Estonia ha dichiarato che le questioni connesse con l’alcol saranno una priorità durante il suo semestre di presidenza del Consiglio dell’UE, che inizierà nel luglio 2017, e questo tema era già stato una priorità per la presidenza lettone della prima metà del 2015.

Nel parere il CdR sottolinea che l’alcol è oggetto di una serie di attività a livello internazionale cui partecipano anche gli Stati membri dell’UE - e in particolare di un piano d'azione dell’OMS e degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'ONU - e sostiene che l’UE potrebbe imporre dei cambiamenti in materia di etichettatura e dovrebbe continuare a facilitare lo scambio delle migliori pratiche. Un accordo generale sui problemi e sulle relative soluzioni potrebbe incoraggiare gli Stati membri ad adottare misure per limitare i rischi posti dall'abuso di bevande alcoliche.

"L’alcol può danneggiare le nostre comunità, e causa problemi che riguardano le scuole, gli ospedali e le strade gestiti dagli enti locali e regionali" osserva la relatrice, aggiungendo che "noi leader locali dovremmo avere voce in capitolo nella direzione della politica in materia di alcolici: il nostro contributo può essere veramente importante perché spesso siamo nella posizione migliore per sapere quali misure limitino gli effetti negativi dell'abuso di alcol nella nostra comunità".

Tra le raccomandazioni del CdR figurano le seguenti proposte: vietare la commercializzazione e la pubblicità di alcolici rivolte ai minori, anche nei social media; abbandonare l'automonitoraggio e l'autodisciplina; rafforzare le campagne d'informazione, anche nelle scuole e con etichettature specificamente rivolte alle donne e ai minori; adottare misure comuni, anche sul piano della ricerca, per impedire la vendita, anche online, di alcolici a bassissimo prezzo; moltiplicare gli sforzi per monitorare le vendite di alcolici e raccogliere dati sulle questioni connesse con l'alcol.

Il CdR promuove l'installazione negli autoveicoli di meccanismi di tipo "alcolock" - che, basandosi sul risultato di un test etilometrico, impediscono l’accensione del motore da parte di un conducente in stato di ebbrezza - nell’ambito degli sforzi volti a ridurre il numero di vittime della strada in Europa: il parere cita infatti alcuni dati da cui risulta che nell'UE la guida in stato di ebbrezza è la causa del 25 % di tutti gli incidenti stradali mortali.

Contatti stampa:
Andrew Gardner
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andrew.gardner@cor.europa.eu