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La peste suina africana rappresenta ancora un problema e un pericolo: gli enti locali e regionali chiedono una maggiore cooperazione per combattere questa malattia  

Il Comitato europeo delle regioni (CdR), su iniziativa di Sławomir Sosnowski, membro del consiglio regionale di Lublino, adotterà un parere sulla peste suina africana (PSA) nella sessione plenaria di ottobre . Gli enti locali e regionali sottolineano che l'epidemia di PSA costituisce un rischio per lo sviluppo rurale e il mercato delle carni suine.

La comparsa di focolai di PSA rappresenta un pericolo per l'ambiente e per l'economia, in particolare per coloro che abitano in zone rurali e la cui attività è legata all'allevamento di suini. L'obiettivo del parere del CdR è invitare la Commissione europea ad adottare misure e soluzioni legislative più incisive per conseguire un equilibrio nello sviluppo delle zone rurali attraverso metodi come la regolazione della popolazione di cinghiali (che sono i principali vettori del virus della PSA) nell'Europa centrale e orientale.

Secondo Sławomir Sosnowski (PL/PPE), "la PSA è un problema che non può essere risolto perché non esiste alcun vaccino contro questa malattia. Occorre riconoscere che la PSA rappresenta un pericolo per l'intera UE, anche sotto il profilo economico e commerciale. Bisogna quindi ridurne le conseguenze. È necessario fare tutto quanto è in nostro potere per trovare un vaccino che debelli questa malattia. Va rafforzata la cooperazione internazionale in questo campo e occorre fornire un sostegno finanziario".

Il CdR sottolinea che la peste suina africana rappresenta sia un problema che un pericolo a livello locale, regionale, nazionale ed europeo, ragion per cui chiede a tutte le parti interessate di impegnarsi a combattere questo virus altamente pericoloso cooperando in misura ancora maggiore. I finanziamenti per combattere la PSA devono essere immediatamente aumentati in modo consistente, sia per gli interventi ad hoc che per la ricerca sulla PSA, anche nell'ottica di trovare un vaccino efficace contro questa malattia. Il CdR esorta inoltre la Commissione europea a proseguire le attività di promozione, monitoraggio e valutazione tese a combattere la PSA negli Stati membri con la partecipazione degli enti locali e regionali.

Continuando a diffondersi con il ritmo attuale, il virus potrebbe portare al collasso del mercato europeo della carne suina e privare centinaia di migliaia di agricoltori della loro fonte di reddito. È necessaria la cooperazione transfrontaliera per combattere questa malattia, che ha assunto le proporzioni di un'epidemia in diversi Stati membri e regioni dell'UE (tra gennaio e metà aprile del 2018 sono stati registrati 1 492 casi di cinghiali infetti in Polonia, 782 casi in Lituania, 286 in Lettonia, 150 in Estonia, 25 in Cechia e 24 in Italia).

Informazioni supplementari

La peste suina africana è una malattia grave, virale e cronica che colpisce i suini. Osservata per la prima volta in Kenya nel 1910, la PSA ha fatto registrare i primi casi di cinghiali infetti morti in Polonia nel febbraio del 2014. Il virus che causa la peste suina africana resiste alle alte temperature e all'affumicatura, e può persino sopravvivere nella carne congelata per circa mille giorni. La mortalità degli animali infetti è praticamente pari al 100 %.

Mappa di calore più recente della Commissione europea sulla peste suina africana

A Review of African Swine Fever – Disease that is Now a Big Concern in Europe (Uno studio sulla peste suina africana - La malattia che adesso è causa di grande preoccupazione in Europa), articolo pubblicato sulla rivista "Contemporary Agriculture", 2018.

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