Cliccare qui per ottenere una traduzione automatica del testo sottostante.
Soluzioni sempre più urbane per paesi in via di sviluppo sempre più urbanizzati  

 

L’Unione europea dovrebbe rafforzare la sua cooperazione con gli enti locali e regionali dei paesi in via di sviluppo per far sì che le Nazioni Unite realizzino il loro obiettivo di «rendere le città più inclusive, sicure, resilienti e sostenibili» entro il 2030; è quanto afferma il Comitato europeo delle regioni (CdR) in un parere adottato l'8 febbraio.

 

Il parere è stato elaborato su iniziativa dello stesso CdR al fine di contribuire alla riesame in corso del «Consenso europeo sullo sviluppo» da parte dell'Unione europea. Il Consenso, che è stato adottato nel 2005, è attualmente in fase di revisione e aggiornamento affinché rispecchi gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) per il periodo 2016-30, concordati dalle Nazioni Unite nel 2015.

 

Jesús Gamallo Aller (ES/PPE), direttore generale per le Relazioni esterne e con l'Unione europea del governo regionale della Galizia ha affermato testualmente: "Le Nazioni Unite hanno riconosciuto che le città e le regioni devono svolgere un ruolo più importante per portare centinaia di milioni di persone fuori della povertà e per migliorare le aspettative di vita di ciascuno. I governi locali forniscono molti dei nostri servizi più essenziali e possono contribuire a individuare e risolvere le difficoltà; non è possibile vivere in società pacifiche e ben governate senza cercare di affrontare le disuguaglianze e i problemi sociali nelle nostre città. Inoltre, come sappiamo, il mondo si sta sempre più urbanizzando. Paesi in via di sviluppo sempre più urbanizzati reclamano dunque soluzioni sempre più urbane L’UE è il principale fornitore di aiuti allo sviluppo e dovrebbe guidare il processo di mobilitazione delle amministrazioni locali per contribuire al conseguimento degli obiettivi dell’ONU. È per questo motivo che abbiamo deciso di elaborare il parere."

 

Gamallo Aller, relatore del parere del CdR, ha dichiarato che l’UE dovrebbe promuovere alleanze tra gli enti regionali e locali. Questo dovrebbe rientrare in un cambiamento più ampio del modo in cui l’UE collabora con i paesi in via di sviluppo. Nel documento l’UE è invitata a coinvolgere maggiormente le amministrazioni locali nel sostegno allo sviluppo fuori delle frontiere dell’Europa, a lavorare più intensamente con le organizzazioni regionali e multilaterali e ad impegnarsi di più con le iniziative «Sud-Sud», stabilite tra i partner dell’emisfero meridionale e più povero del nostro pianeta.

 

Nel parere, il CdR suggerisce che l’UE dovrebbe coinvolgere gli enti regionali e locali nella definizione e attuazione di programmi nei paesi in via di sviluppo. Sostiene, inoltre, che l’UE potrebbe rendere più agevoli il coordinamento, l'integrazione e la flessibilità facendo un più ampio ricorso al sostegno diretto di bilancio (il trasferimento di fondi direttamente ai bilanci dei beneficiari) e ai fondi fiduciari dell’UE, a cui gli Stati membri dell’UE, le organizzazioni internazionali e i donatori privati possono scegliere di contribuire.

 

Nel parere si sottolinea la necessità che "la gestione ordinata delle migrazioni vada inclusa tra le finalità dell'azione di sviluppo, per attenuare la pressione esercitata dai flussi migratori incontrollati". Questa dichiarazione fa parte di un’altra serie di raccomandazioni, adottate l'8 febbraio, sui partenariati dell'UE in materia di migrazione con i paesi del Medio Oriente e dell'Africa. Nel parere sui partenariati in materia di migrazione, elaborato da Peter Bossman (SI/PSE), sindaco di Pirano nato in Ghana, il CdR sostiene i partenariati ma fa presente che essi non devono essere finanziati con fondi tolti agli aiuti allo sviluppo. "Dobbiamo fare in modo che tali partenariati rafforzino l’agenda per lo sviluppo dell’ONU piuttosto che comprometterla" ha sottolineato Bossman.

 

Nel luglio 2017 il CdR organizzerà, in collaborazione con la Commissione europea, un incontro (più precisamente una nuova edizione delle Assise della cooperazione decentrata per lo sviluppo) con la partecipazione degli enti regionali e locali dei paesi in via di sviluppo per esaminare le modalità di una cooperazione tra regioni e tra città su questioni quali l’azione per il clima, lo sviluppo economico e la migrazione. È la quinta volta che si tiene questa riunione biennale. Il CdR, inoltre, rende più facile la cooperazione tra le città e le regioni dell’UE e dei paesi terzi, collegando le richieste e le offerte di assistenza.

 

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite sono d'applicazione universale e, di conseguenza, stabiliscono a loro volta obiettivi che gli Stati membri sono chiamati a conseguire all’interno dei loro confini. Il CdR intende affrontare le implicazioni che gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite avranno per gli enti locali e regionali dell’UE in un parere (attualmente in corso di elaborazione) elaborato da Franco Iacop (IT/PSE), presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.

 

Nota per la stampa:

• Jesús Gamallo Aller (ES/PPE) è da tempo direttore generale per le relazioni esterne e con l’Unione europea del governo regionale della Galizia. Dirige inoltre la Fondazione Galicia-Europe. Avvocato di formazione, ha anche lavorato presso l’Istituto universitario europeo di Firenze e come professore di pubblica amministrazione.

• Nel parere sul tema Nuovo Consenso europeo in materia di sviluppo il CdR invita gli Stati membri dell’UE a rispettare gli impegni che essi stessi si sono assunti e a dedicare lo 0,7 % del prodotto interno lordo allo sviluppo dei paesi più poveri per i quali, come ha dichiarato, gli aiuti pubblici restano una fonte di finanziamento "essenziale". Allo stesso tempo, il CdR sostiene l’impegno dell’Unione di andare «al di là degli aiuti», unendo finanziamenti pubblici e privati, nazionali e internazionali per promuovere lo sviluppo. Nel parere si sottolinea che la natura trasversale e di ampia portata propria degli obiettivi ONU - che per la prima volta si applicano tanto ai paesi sviluppati quanto alle economie in via di sviluppo - dovrebbe obbligare l’Unione europea a perseguire la coerenza tra le varie politiche, ad esempio gli aiuti umanitari, gli scambi commerciali, l'integrazione regionale, la sanità, l’energia, la pesca, la scienza e la tecnologia, i flussi migratori e la politica europea di vicinato.

• La Commissione europea e il Comitato delle regioni organizzeranno la 5a edizione delle Assise della cooperazione decentrata per lo sviluppo, che si terrà a Bruxelles dal 10 all’11 luglio. Il CdR collabora inoltre con le autorità locali e regionali del vicinato orientale e meridionale dell’Unione nel far fronte alle sfide comuni, organizzare riunioni a livello politico, elaborare raccomandazioni strategiche e portare avanti lo scambio delle migliori pratiche. Durante la sessione plenaria del CdR dell’8 e 9 febbraio, un gruppo di sindaci e funzionari libici ha effettuato a Bruxelles e Malines una visita di studio incentrata sulla gestione finanziaria. Il 22 e 23 febbraio i membri del CdR incontreranno i loro omologhi del Medio Oriente e del Nord Africa per discutere il problema della migrazione e la situazione in Libia. Ma l'incontro principale avverrà in occasione della sessione plenaria annuale dell’Assemblea regionale e locale euromediterranea (ARLEM), istituita dal CdR nel 2010, che si terrà a La Valletta.

 

 

Contatti stampa:
Andrew Gardner
Tel. +32 473 843 981
andrew.gardner@cor.europa.eu