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I leader locali e regionali: ripensare il processo decisionale dell'UE per un'azione più efficace contro la pandemia  

I responsabili politici eletti a livello regionale e locale – un milione di rappresentanti – devono essere coinvolti a pieno titolo nella ricerca di soluzioni concrete alle preoccupazioni dei cittadini

L'11 settembre i membri dell'Ufficio di presidenza* del Comi​tato europeo delle regioni (CdR) hanno discusso dell'impatto della crisi della Covid-19 sui piccoli centri, le città e le regioni e della necessità di migliorare il funzionamento dell'Unione europea. Al dibattito online hanno preso parte anche il Presidente del Land Renania settentrionale-Vestfalia, Armin Laschet, e il vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič.

Secondo i partecipanti, la pandemia di Covid-19 ha sollevato questioni in merito non solo alla resilienza dell'UE, ma anche all'efficacia delle sue competenze e delle sue procedure decisionali nel dare risposte in periodi di grave crisi. Migliaia di sindaci, presidenti di regione e consiglieri locali e regionali hanno avuto una funzione di reti di sicurezza in Europa e saranno protagonisti imprescindibili nell'attuazione del piano di ripresa dell'UE e dei corrispondenti piani nazionali. La Conferenza sul futuro dell'Europa**, che prenderà il via a breve, rappresenta un'ottima opportunità per una discussione collettiva di questi temi, sui quali il contributo degli enti locali e regionali sarà fondamentale per rispondere alle aspettative dei cittadini.

"In questa seconda ondata della pandemia, i governi degli Stati membri e l'UE fanno ancora una volta affidamento sugli enti locali e regionali per garantire servizi, proteggere vite umane e salvaguardare posti di lavoro. Dalla gestione del rientro degli alunni a scuola a come far fronte alle pressioni che gravano sui servizi sanitari, dal mantenimento dei livelli di occupazione al sostegno alle PMI, le città e le regioni continuano ad essere sulla prima linea del fronte nella battaglia contro questa tragica pandemia", ha dichiarato il Presidente del CdR Apostolos Tzitzikostas. Ha poi sottolineato che "la chiusura dei confini nazionali non è la soluzione giusta. La risposta dell'Europa deve comprendere meccanismi concreti per una cooperazione regionale transfrontaliera nel settore della sanità e nell'ambito di altri servizi pubblici. Se vogliamo agire con efficacia a favore dei nostri cittadini e delle nostre imprese, dobbiamo evitare "silos" burocratici o l'eccessiva centralizzazione e promuovere invece un maggiore coordinamento a livello paneuropeo. La Conferenza sul futuro dell'Europa è una buona occasione per migliorare il funzionamento della democrazia nell'Unione europea. Il Comitato è pronto a collaborare con i Land tedeschi per fare da cassa di risonanza al milione di rappresentanti politici eletti a livello locale e regionale nell'UE. È giunto il momento di far sì che anche le autorità regionali e locali, insieme alle autorità nazionali e a quelle dell'UE, siano riconosciute una volta per tutte come una delle tre dimensioni della nostra Casa europea della democrazia".

"Per lottare contro il coronavirus e plasmare il nostro futuro per il periodo che seguirà alla crisi, dobbiamo lavorare insieme in Europa a tutti i livelli, e in questo processo le regioni svolgono un ruolo essenziale. Dobbiamo trovare soluzioni europee che comportino responsabilità regionali. Proprio come il virus non si ferma alle frontiere, anche noi dobbiamo agire al di là dei confini nazionali per combatterlo", ha dichiarato Armin Laschet, Presidente del Land Renania settentrionale-Vestfalia.

I partecipanti hanno sottolineato che la pandemia ha spinto fortemente tutti i livelli di governo – e lo fa ancora – a collaborare tra loro e ad agire in modo efficiente. Individuare il livello di governo più idoneo per elaborare e attuare le politiche dell'UE – principio di sussidiarietà – tenendo conto al tempo stesso dell'impatto finanziario e amministrativo di tali politiche – principio di proporzionalità – sono i due principi di base del programma "Legiferare meglio" della Commissione europea. Questi due pilastri servono a rendere il processo decisionale dell'UE più aperto e trasparente e a migliorare la qualità delle nuove normative europee.

"Già prima della pandemia la Commissione von der Leyen aveva confermato il proprio impegno a legiferare meglio e ribadito la necessità di una definizione delle politiche basata su dati oggettivi. Nel mondo così mutato in cui viviamo oggi, quelle affermazioni appaiono ancora più premonitrici. Offrire possibilità di partecipazione all'elaborazione delle politiche, certezza del diritto ed elevati standard di protezione sia ai cittadini che alle imprese è della massima importanza per la Commissione, ed è un obiettivo che non può essere raggiunto ad un unico livello, considerato isolatamente, ma che deve invece essere il risultato degli sforzi comuni profusi dai soggetti a livello locale, regionale, nazionale ed europeo. In questo modo possiamo garantire non solo che ci riprenderemo dalla crisi, ma anche che realizzeremo dei passi avanti, costruendo un'Europa verde, digitale ed equa. Alla luce di queste considerazioni, esprimo vivo apprezzamento per il recente contributo del Comitato delle regioni al nostro programma 'Legiferare meglio', segnatamente attraverso la creazione della rete di hub regionali e il sostegno offerto in una serie di consultazioni e di valutazioni specifiche", ha dichiarato in un intervento video Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione europea per le Relazioni interistituzionali e le prospettive strategiche.

Nel corso del dibattito i membri dell'Ufficio di presidenza hanno sottolineato che fornire fin dalle fasi iniziali dei riscontri di ordine tecnico sull'attuazione della legislazione UE a livello locale e regionale è fondamentale per un'attuazione riuscita, soprattutto nel periodo della pandemia di Covid-19. Nel 2018 il Comitato europeo delle regioni ha lanciato la rete RegHub per la raccolta di dati locali e regionali sull'attuazione delle politiche dell'UE attraverso consultazioni mirate. Il CdR è pienamente in grado di fornire contributi significativi ai riesami e alle valutazioni delle politiche adottate dall'UE in risposta alla crisi della Covid-19.

Contesto:

*L'Ufficio di presidenza del CdR è l'organo responsabile dell'elaborazione del programma politico dell'Assemblea. È composto da due o tre membri del Comitato per ciascuno Stato membro e si riunisce di norma ogni sei mesi nel paese che esercita la presidenza di turno del Consiglio dell'UE. La riunione dell'Ufficio di presidenza avrebbe dovuto svolgersi a Düsseldorf, ma si è invece tenuta online a causa del recente aumento dei casi di Covid-19 in tutta Europa.

**La Conferenza sul futuro dell'Europa si propone di rafforzare la partecipazione dei cittadini alla democrazia dell'UE al di là delle sole consultazioni elettorali e di fare in modo che essi possano far meglio sentire la loro voce e siano ascoltati con più attenzione. La Conferenza avrebbe dovuto prendere il via il 9 maggio 2020, in occasione della Giornata dell'Europa, per un periodo di due anni, ma la crisi della Covid-19 ne ha ritardato il lancio. La presidenza tedesca dell'UE si è impegnata ad avviare i lavori della Conferenza il prima possibile.

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