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Leader locali e regionali: è essenziale adottare un approccio integrato alla migrazione  

Di fronte alle realtà quotidiane della migrazione, le città e le regioni devono integrare i loro servizi – sostengono i membri del CdR alla Conferenza sul Mediterraneo – mettendo in guardia anche contro i problemi di finanziamento e l'aumento della disinformazione sui migranti

Le città e le regioni del Mediterraneo e dell'Unione europea dovrebbero cercare di elaborare un approccio più integrato alla prestazione di servizi pubblici di base ai migranti, hanno affermato alcuni membri autorevoli del Comitato europeo delle regioni (CdR), che hanno anche esortato le autorità pubbliche a tutti i livelli, compresa l'UE, a porre al centro della definizione delle politiche le sfide personali che i migranti, in particolare le donne e le persone vulnerabili, devono affrontare quotidianamente.

I tre membri del CdR – il presidente della commissione Cittadinanza, governance, affari istituzionali ed esterni (CIVEX) e i relatori di due recenti pareri del CdR, fra cui l'ex sindaco di Catania Enzo Bianco – hanno preso la parola in occasione delle Giornate Mediterranean City - to - City Migration (MC2CM) , tenutesi dal 20 al 24 settembre. Il progetto MC2CM riunisce politici, funzionari pubblici ed esperti con l'obiettivo di aiutare le città a gestire la migrazione e di migliorare l'accesso dei migranti ai servizi di base.

Il consigliere del comune di Catania, Enzo Bianco (IT/PSE), si è soffermato in particolare sul trattamento riservato ai migranti al loro arrivo in Europa. Pronunciandosi a favore dell'elaborazione di una Carta mediterranea dei diritti dell'uomo, ha elogiato la proposta dell'UE in merito a Un partenariato rinnovato con il vicinato meridionale - Una nuova agenda per il Mediterraneo , dossier per cui è stato nominato relatore del CdR, poiché si tratta della prima volta che "il legislatore europeo ha messo a punto un piano d'azione chiaramente incentrato sull'individuo". Bianco, che è stato ministro dell'Interno e sindaco di Catania, ha esortato i governi e le autorità centrali a destinare più fondi alle regioni e alle città, sostenendo che "dovendo accogliere ogni giorno centinaia di persone bisognose e spesso in gravi condizioni di salute, esse non possono più addossarsi da sole questo onere".

Mark Speich (DE/PPE), sottosegretario del Land Renania settentrionale-Vestfalia agli Affari federali, europei e internazionali, si è pronunciato a favore di "un approccio globale e olistico" nell'UE, con un "maggiore coinvolgimento degli enti locali e regionali nell'elaborazione delle politiche di accoglienza e integrazione dei migranti". Secondo Speich, il cui Land conta diciotto milioni di abitanti, cinque milioni dei quali provengono da un contesto migratorio, nell'Unione la pandemia di COVID-19 ha rivelato l'"urgente necessità" di considerare le questioni dell'alloggio, dell'assistenza sanitaria, della disuguaglianza sociale e della migrazione in modo congiunto piuttosto che come settori strategici distinti. Speich ha aggiunto che la pandemia ha alimentato i sentimenti anti-migrazione e che, secondo una recente analisi realizzata dall'UE, i migranti sono uno dei principali bersagli delle campagne di disinformazione. In questo contesto ha fatto riferimento alla rete Città e regioni per l'integrazione dei migranti del CdR, la cui missione comprende l'impegno a favore di una narrazione di solidarietà più forte e il contrasto della disinformazione sull'integrazione dei migranti e dei rifugiati.

Le donne che, secondo le Nazioni Unite, rappresentano quasi la metà dei migranti, devono far fronte a difficoltà specifiche e a problemi gravi in ogni fase del loro viaggio dal paese d'origine all'Europa, ha affermato Antje Grotheer (DE/PSE), vicepresidente del parlamento del Land di Brema e relatrice del parere del CdR sul tema Un nuovo patto sulla migrazione e l'asilo . Secondo la relatrice, le donne che viaggiano da sole e le altre persone particolarmente esposte al rischio di diventare vittime della tratta di esseri umani, alla violenza e allo sfruttamento dovrebbero ricevere protezione immediata e accedere a servizi di consulenza specializzati quando giungono in Europa. Grotheer ha sottolineato che le donne sono vittime di una doppia discriminazione, in quanto donne e in quanto migranti, evidenziando che le sfide comuni ai migranti dopo essersi stabiliti in Europa sono aggravate, nel caso di molte donne, da problemi legati all'istruzione e alle competenze.

Di conseguenza, ha aggiunto, "nel rispondere alla strategia per la parità di genere della Commissione europea, il Comitato europeo delle regioni si è espresso a favore di una prospettiva intersettoriale, con particolare riferimento ai gruppi vulnerabili come le donne migranti".

Il CdR ha inoltre contribuito a un dibattito sulla comunicazione nel corso del quale il direttore della direzione Comunicazione, Ian Barber , ha affermato che il CdR fonda le sue comunicazioni in materia di migrazione sull'idea di costruire comunità resilienti e sul principio secondo cui la coesione – l'idea che nessun luogo dovrebbe essere lasciato indietro – è un valore fondamentale dell'UE. Il CdR mette inoltre in risalto una serie di esempi stimolanti delle attività svolte dai membri nelle loro comunità e promuove la definizione di politiche basate su dati concreti. Secondo Barber, i responsabili politici locali si trovano nella posizione più idonea per incoraggiare un dibattito equilibrato sulla migrazione nell'Unione, poiché i sondaggi dimostrano che godono di maggiore fiducia da parte dell'opinione pubblica rispetto ai politici nazionali o dell'UE.

Gli oratori del CdR hanno citato esempi di politiche e progetti interessanti realizzati dai membri della rete Città e regioni del CdR per l'integrazione dei migranti , in particolare nelle regioni della Catalogna, di Valencia e Murcia (Spagna), nonché nei comuni di Milano (Italia), Solna (Svezia), Brema e Heilbronn (Germania), Braga (Portogallo) e Ioannina (Grecia).

Nel corso della Conferenza gli oratori hanno posto l'accento sulla necessità di attuare politiche migratorie incentrate sulle persone e di fornire sostegno ai governi locali, per aiutarli a rispondere alle esigenze dei migranti, dei rifugiati e degli sfollati interni. Dopo un breve esame di alcune delle sfide poste dalla pandemia, Liam Patuzzi , dell'Istituto per le politiche migratorie Europa, ha affermato che "le città sono state in grado di elaborare modelli per affrontare le sfide in modo molto creativo".

L'esperienza maturata dalle città potrebbe essere utile anche ad altri, ha affermato Odile Robert della Direzione dello sviluppo e della cooperazione svizzera, secondo la quale "le città sono dei laboratori in cui si trovano soluzioni alle esigenze più pressanti e alle sfide più urgenti. Le loro esperienze e le loro voci dovrebbero essere seguite e ascoltate a tutti i livelli di governance".

Intervenendo a nome dell'UE, il commissario europeo per il Vicinato e l'allargamento Oliver Várhelyi ha sottolineato la necessità di un "approccio esteso a tutta l'amministrazione, che permetta di collaborare strettamente con i paesi partner e gli Stati membri a diversi livelli".

Contatti stampa:

Andrew Gardner

Tel. +32 2282 2429  

Andrew.Gardner@cor.europa.eu

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