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Una visione pluralistica e innovativa della cultura è essenziale per rafforzare l'identità europea  

La cultura dovrebbe avere un posto più importante nell'agenda politica dell'UE, e il prossimo bilancio pluriennale dovrebbe fornire risorse adeguate alle città e alle regioni per la gestione, la fruizione e lo sviluppo del patrimonio culturale: questo è il messaggio trasmesso dal Comitato europeo delle regioni in un parere elaborato da Vincenzo Bianco (IT/PSE), consigliere comunale di Catania.

Nel parere di Bianco, che sarà adottato nella sessione plenaria del CdR del 12 febbraio, il relatore fa rilevare che la cultura non deve essere vista soltanto come una politica settoriale e invita a riconoscere il suo contributo alla coesione economica, sociale e territoriale in Europa. Inoltre, una concezione ampia di cultura e diversità culturale dell'Europa, che vada oltre la mera conservazione e protezione del patrimonio materiale, consolida la cittadinanza europea e promuove l'integrazione e l'inclusione sociale. È quindi importante rafforzare le sinergie tra la cultura e altre politiche quali il turismo, la politica regionale, l'istruzione, la gioventù e la R&S.

Il CdR riconosce pienamente il contributo che la cultura e la diversità culturale possono apportare allo sviluppo sostenibile, come indicato nell'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, e si impegna a lavorare per renderli fattori abilitanti fondamentali di tale sviluppo a livello locale e regionale. Raccomanda inoltre di promuovere l'uso delle risorse culturali, in particolare tra le giovani generazioni, sviluppando politiche integrate di istruzione e formazione lungo tutto l'arco della vita e favorendo il coinvolgimento delle comunità territoriali nelle iniziative culturali. Tra queste figurano la promozione di un turismo culturale sostenibile, il sostegno alla tutela e salvaguardia fisica dei beni culturali e il rafforzamento dei presidi culturali di base, come i servizi delle biblioteche pubbliche.

Il parere di Bianco invita le regioni e le città europee, come pure le organizzazioni e le reti del settore del patrimonio culturale regionale, a sviluppare azioni e piani strategici diffusi ed efficaci in materia di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale. Dato che il patrimonio culturale non conosce confini, il parere sottolinea l'importanza della cooperazione transfrontaliera e interregionale nel settore della cultura.

"La cultura è il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro. Una visione pluralista ed innovativa della cultura, che coinvolga maggiormente i cittadini nei processi di crescita culturale, fornendo loro gli strumenti per essere attori partecipi, è fondamentale per il processo di integrazione europea. Città e regioni europee stanno lavorando attivamente in questa direzione con azioni condivise e il loro ruolo va rafforzato, dando loro le risorse necessarie. Spero che iniziative come la Carta di Agrigento, sottoscritta da centinaia di sindaci, dai presidenti delle regioni italiane e condivisa da associazioni particolarmente rappresentative, possano essere tenute in altri paesi", afferma Vincenzo Bianco.

Contatti stampa:

Lauri Ouvinen
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