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Migranti: confronto con Minniti, le valutazioni dei presidenti delle Regioni
Il 25 gennaio si è tenuita una Conferenza delle Regioni, in seduta straordinaria, dedicata all'immigrazione con il ministro dell'Interno, Marco Minniti che ha giudicato imprescindibile il confronto con le istituzioni regionali ed ha assicurato "Lavoreremo ancora insieme nei prossimi giorni, non mesi; itempi delle scelte saranno rapidi". Sul tema oltre al Presidente e al vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e Giovanni Toti (cfr. "Regioni.it" n.3087 ) si sono espressi gran parte dei presenti all'incontro.
 
"Mi pare che dalla riunione sia emerso un passo indietro del Governo sui Cie, i centri di identificazione ed espulsione, ed un sì al riconoscimento del ruolo e quindi al dialogo con le Regioni". È il giudizio sintetico del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che ha sottolineato il cambiamento di metodo da parte del ministro che riconosce alle Regioni un ruolo fondamentale e ha precisato che il Governo ha riconosciuto che quella dei Cie è un'esperienza chiusa. Il presidente della Toscana ha incassato anche il favore mostrato dal ministro rispetto al modello di accoglienza diffusa, che in Toscana si pratica da anni e la volontà di dare più poteri a Regioni e Comuni insieme ai prefetti. Ha infine apprezzato il rinnovato impegno da parte del Governo a lavorare su questi temi "con una volontà di confronto con le Regioni che prima non avevamo mai visto".
 
Il presidente della Provincia autonoma di Bolnzano, Arno Kompatscher, ha spiegato che per quanto riguarda la distribuzione dei richiedenti asilo sul territorio nazionale e l'annunciata riapertura dei centri di identificazione ed espulsione, Minniti ha chiarito che si tratta "solamente" di proposte, le quali devono essere ancora discusse assieme a Regioni e Province autonome, con le quali verrà avviato un confronto costante già a partire dalle prossime settimane. "Ho apprezzato il fatto che il governo abbia esposto una strategia complessiva e anche la volontà di dialogare anzichè imporre - ha spiegato Kompatscher - e condivido la linea annunciata da Minniti che punta da un lato su una migliore integrazione di coloro che hanno diritto allo status di rifugiato, ma anche su una maggiore severità nei confronti di chi non ha queste credenziali". Il Ministro ha puntato l'attenzione sulla riduzione dei flussi in arrivo grazie agli accordi con gli stati di partenza, ma anche su una migliore redistribuzione sia sul territorio nazionale, evitando concentrazioni eccessive in pochi comuni, sia a livello europeo.
 
Dubbioso il commento del presidente della Lombardia, Roberto Maroni: "Sono rimasto un po' perplesso dall'intervento del ministro Minniti, perche' l'avevo sentito a Milano, al Comitato provinciale, aveva parlato dei Cie e di misure molto severe e oggi ha detto che i Cie ci saranno ma saranno qualcosa di diverso, mi pare una retromarcia rispetto alla posizione espressa qualche settimana fa e che io avevo condiviso". "Non vorrei che, andando avanti così, si rimanesse nel libro delle buone intenzioni senza nulla di concreto - ha proseguito Maroni -. Io e i governatori di Veneto e Liguria, Zaia e Toti, abbiamo fatto proposte concrete: fermare i flussi, facendo campi profughi lì e combattendo quindi i trafficanti di esseri umani, poi rimpatri di chi non ha diritto a rimanere e poi si possono anche realizzare i Cie, ma che siano davvero strutture per riconoscimenti e rimpatri, altrimenti non servono a nulla. Queste sono misure concrete ed efficaci, che avevo gia' attuato io da ministro dell'Interno - ha concluso Maroni- se Minniti farà così, bene, altrimenti rimaniamo a livello di chiacchiere e noi continueremo le nostre battaglie".
 
Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano ha " giudicato positivamente l’iniziativa del ministro dell’Interno Minniti di iniziare un lavoro con le Regioni prima per definire i fenomeni e poi per affrontarli. Gli ho chiesto sostegno per porre fine alla presenza di organizzazioni criminali, probabilmente di natura mafiosa, che creano il racket del lavoro in agricoltura in Puglia: sono vent’anni che questa situazione viene sopportata dal Ministero dell'interno”. “Io – riferendosi alla questione dei “ghetti” - sono stato il primo presidente della Regione Puglia a denunciare l'esistenza di questi luoghi e ho preteso che vengano riportati sotto la legislazione italiana". "Ho chiesto - ha concluso Emiliano - che si cominci un tavolo di lavoro permanente tra Regioni e Governo per la gestione dei fenomeni migratori, per trasformarli in una opportunità e non considerarli solo una minaccia”.
 
“La sua presenza qui può essere il segnale di un cambio di rotta - ha detto il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia rivolgendosi al Ministro dell’Interno Marco Minniti -perché con il suo predecessore ricevevamo solo ordini dal Prefetto Morcone, ma ancora non si vede un vero processo organizzato, con modalità chiare per il rimpatrio dei richiedenti asilo non aventi diritto, che sono due terzi dei 180 mila che arrivano ogni anno, per la tipologia dei Cie dei quali tanto si parla, che non possono essere un parcheggio per migliaia di immigrati irregolari, per il grave problema del rilascio delle carte d’identità prima del riconoscimento dello status di rifugiato. Per questi motivi il mio è un ‘no’ fermo, non preconcetto ma realistico. Senza polemica, con la speranza che qualcosa possa cambiare davvero”.
 
Secondo il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta "Il piano Minniti e' un piano importante, sancisce una certezza. Chi puo' richiedere asilo deve entrare, chi non ha questo diritto deve essere accompagnato fuori dai confini nazionali". Per Crocetta è 'inutile il reato di immigrazione clandestina mentre ha piu' senso accelerare le pratiche di identificazione. Un altro aspetto importante del piano e' che prevede intese con il mondo islamico italiano, riconoscendo ufficialita' delle moschee e la predicazione in italiano. Io credo che dovrebbe essere reso ufficiale anche l'imam".
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