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Nuovi orientamenti UE per l'occupazione: regioni e città chiedono più coraggio su economia verde e terzo settore
​Mauro d'Attis

L'economia verde e l'economia sociale, nonostante le grandi potenzialità per la creazione di posti di lavoro, non ricevono attenzione sufficiente nei nuovi orientamenti per l'occupazione elaborati dalla Commissione europea, mentre lavoro autonomo e economia digitale sono completamente trascurati. Queste le preoccupazioni espresse dalle regioni e dalle città europee nel parere elaborato da Mauro D'Attis (IT/PPE), consigliere del comune di Brindisi, e adottato nella sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni (CdR) di giugno a Bruxelles.

Nella nuova serie di orientamenti integrati, la Commissione europea fa il punto sulle conseguenze della crisi economica in termini disoccupazione e di esclusione sociale e aggiorna la strategia per la definizione delle politiche economiche dell'Unione. Gli orientamenti per l'occupazione sono incentrati sul rilancio della domanda di lavoro, sul rafforzamento dell'offerta e delle competenze, sul miglioramento dell'efficienza del mercato del lavoro e sulla necessità di garantirne l'equità, combattere la povertà e promuovere le pari opportunità.

Mauro D'Attis , consigliere del comune di Brindisi e relatore del parere, ritiene tali orientamenti "un atto politico fondamentale in un momento in cui l'Unione europea e i suoi Stati membri continuano a essere alle prese con tassi di disoccupazione inaccettabili". D'Attis ha sottolineato che "gli enti locali e regionali sono oggi l'ultimo anello della catena decisionale ma restano il primo punto di contatto dei cittadini con le istituzioni e con la politica nell'affrontare l'emergenza lavoro. Per questo chiediamo all'Unione europea di fare in modo che gli enti territoriali possano sfruttare i nuovi strumenti finanziari offerti dalla BEI o dal piano Juncker per realizzare anche iniziative locali, di scala minore".

D'Attis ha inoltre richiamato l'attenzione sul ridimensionamento, nelle proposte della Commissione, del ruolo dell'economia verde per la creazione di posti di lavoro e sul mancato riconoscimento del potenziale di crescita dell'economia sociale. "Il Comitato ritiene che questi due settori possano essere di grande aiuto nel rilancio dell'occupazione. Di sicuro i giovani europei, oggi colpiti da tassi di disoccupazione superiori al 22 %, dovrebbero essere preparati meglio per questo tipo di opportunità lavorative. Sorprende poi l'assenza di riferimenti al ruolo del lavoro autonomo e dell'imprenditorialità, sebbene in molti Stati membri il lavoro indipendente superi di gran lunga quello dipendente".

Il Comitato sollecita inoltre un'azione tesa a migliorare l'economia digitale riducendo il divario digitale, e auspica che il Fondo sociale europeo svolga un ruolo più flessibile e mirato, con una verifica efficace dei risultati raggiunti in materia di occupazione, inclusione e coesione.

Contesto:

Il Trattato sul funzionamento dell'UE stabilisce che gli Stati membri considerino le loro politiche economiche e la promozione dell'occupazione questioni di interesse comune e le coordinino nell'ambito del Consiglio. A questo riguardo, il Consiglio e gli Stati membri sono tenuti ogni anno ad adottare gli indirizzi di massima per le politiche economiche e gli orientamenti in materia di occupazione, che insieme formano i cosiddetti "orientamenti integrati". Essi sono stati inizialmente adottati nel 2010, a sostegno della strategia Europa 2020, e sono rimasti invariati fino a oggi.

Per maggiori informazioni:

Videointervista a Mauro D'Attis

Parere del CdR: Orientamenti per le politiche a favore dell'occupazione

Informazioni generali e proposta dalla Commissione europea